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, 5 Maggio 2024

Milan-Genoa (3-3) - Considerazioni Sparse


Nella domenica della contestazione, il Milan non riesce a portare a casa la vittoria, sbattendo su un Genoa voglioso.

Nella domenica della contestazione, i giocatori del Milan appaiono da subito solidali con i propri supporter. Come i ragazzi della sud, infatti, primi 5 minuti dal calcio di inizio sono stati in sciopero. Sia nel primo che nel secondo tempo, i rossoneri sono entrati in campo solo secondo il tabellino. La testa, evidentemente, era altrove. Il clima, in tutto San Siro, è stato surreale dal pre partita. È mancata l’elettricità, è mancata la voglia di esserci l’uno per l’altro. I tifosi, fisicamente, ci sono, a mancare è stato il solito sostegno.

Sembra che, per questa stagione, il rapporto tra tifosi e squadra sia logoro. Meglio, più che tra squadra e tifosi, tra società e tifosi. “Strategia comunicativa - presenza istituzionale - acquisti mirati - coesione - ambizione - capacità - un progetto vincente parte dalla società - Milano non si accontenta”. Questo quanto mostrato dalla curva Sud prima del calcio d’inizio. A mancare, specialmente in questo momento, è la chiarezza, specialmente dopo l’affaire Lopetegui. 

Contrariamente a quello che ci si sarebbe aspettati, infatti, il bersaglio delle critiche dei tifosi non è stato Stefano Pioli. Anzi. In un certo qual modo la Curva si è posta al fianco dell’allenatore, nonostante ne voglia chiaramente l’allontanamento a fine stagione. Il bersaglio delle critiche è stata la società. Una società poco trasparente, che non compare mai davanti ai microfoni e non fa nulla per chiarire quali saranno le ambizioni del Milan nel prossimo futuro. La sensazione è che il Milan si accontenti di quello che è diventato, ovvero una società sana, con la squadra stabilmente in Champions e che, occasionalmente, può portare a casa un trofeo. Non basta, non è affatto sufficiente per una piazza abituata a competere per vincere.

In tutto ciò, c’è stata una (bella) partita. Dopo lo shock iniziale il Milan ha cominciato a giocare, affidandosi soprattutto alle imbucate di Bennacer, tornato per venti minuti ai livelli dell’anno dello scudetto. Leao ha vissuto di sprazzi ma è sembrato non essere mai completamente dentro la partita. Meglio di lui il nigeriano Chukwueze, che già da qualche mese sembrava essere tra i più in forma dei suoi. Non è un caso se le azioni più pericolose partano proprio dal suo lato ed il primo gol non è un’eccezione. La ripresa, poi, è stata di zemaniana memoria. Ad un iniziale vantaggio del Genoa, a difesa del Milan ancora, clamorosamente, scoperta, hanno risposto i padroni di casa con Gabbia e Giroud. Ci ha pensato, infine, un autogol di Thiaw a chiudere i conti per questo scoppiettante, quanto inutile, 3-3.

Il Genoa, dalla sua, ha giocato una grande partita senza il suo uomo più rappresentativo. Mancando la fantasia (e i gol) di Gudmunsson, Gilardino, fresco di accordo per il rinnovo, si è affidato al norvegese Thorsby, oggi tra i migliori dei suoi. I rossoblu, pur non avendo più obiettivi, hanno giocato una partita coraggiosa, di quelle di chi non si vuole far schiacciare nella propria area. Di base è chiusura e ripartenza ma sono concetti che i ragazzi di Gilardino applicano molto bene. La salvezza ottenuta matematicamente con quattro giornate d’anticipo è il giusto premio per il lavoro del tecnico biellese, forse la sorpresa più piacevole di questo campionato 23/24.

  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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