Logo Sportellate
, 5 Maggio 2024

Superfinals Champions League Volley - Considerazioni Sparse


Trento e Conegliano conquistano uno storico bis europeo: il volley, maschile e femminile, parla italiano.

The italian job, il volley italiano è sul tetto d’Europa: l’Itas Trento e l’Imoco Conegliano vincono la Champions League maschile e femminile nella splendida cornice di Antalya, decretando di fatto ancora una volta la supremazia del nostro livello pallavolistico a livello internazionale. Entrambe le squadre hanno un palmarès incredibile, ma se per i trentini è addirittura la quarta volta sul trono continentale, per l’Imoco si tratta “solo” della seconda: paradossalmente, oltre ai continui successi in terra nazionale, le pantere avevano vinto più Mondiali per Club che Champions, ma ora hanno pareggiato i conti. Una vittoria di due progetti solidi, che da anni scrivono la storia del volley con la loro lungimiranza ed affidabilità, e che sarebbero da imitare anche in altri sport. Ironia della sorte, due successi tricolore proprio in Turchia, un paese in enorme ascesa pallavolistica che ci contende la supremazia delle leghe a livello mondiale, dove figurano le principali competitors a livello di club: vincere qui, per i club italiani, ha un sapore ancora più intenso.

Conegliano ha centrato il grande Slam, vincendo in una sola stagione tutte le competizioni a cui ha preso parte. L’Imoco aveva già messo in bacheca lo scudetto (poche settimane fa), la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, ma ora aggiungela coppa più prestigiosa, quella Champions che mancava nelle terre del prosecco dal 2021. Si tratta del 24esimo trofeo per il club diretto dall’accoppiata Maschio-Garbellotto, che hanno riscritto le pagine del volley femminile italiano con un progetto che ha segnato una nuova era pallavolistica. Sono cambiate molte protagoniste in questi anni, ma il club ha saputo mantenere un’ossatura forte nel suo organico, con atlete in grado di tramandare i valori fondamentali che hanno portato a tanti successi e scommettendo su Daniele Santarelli, che ha ripagato la fiducia di fatto vincendo tutto ciò che era possibile vincere, ed estendendo il suo tocco magico anche alle nazionali che ha condotto (Serbia e Turchia). Anche stavolta, Conegliano arrivava col fiato corto (pochi giorni fa ha vinto una combattutissima finale scudetto), ma alla fina ha fatto prevalere la sua maggior esperienza in gare così importanti, tornando nel Veneto con la Coppa nelle sue mani dopo 5 set combattutissimi.

Milano è stata la grande sconfitta di queste Superfinals, ma può contare sull’onore delle armi: la squadra di Marco Gaspari ha sognato lo sgambetto alle campionesse dell’Imoco, e ci è andata vicinissima portando la gara al quinto set. Sul 2-2, la sensazione che il digiuno della Vero Volley potesse terminare con la vittoria più bella c’era, ma nel tie break conta saper vincere e l’Imoco messo sul taraflex tutto il suo DNA vincente. La presidentessa Marzari ha un progetto meraviglioso, con un consorzio enorme ed ambizioso, ed è l’unica società in Italia con un settore maschile ed uno femminile di altissimo livello (i maschi sono arrivati in finale scudetto): ha provato a spezzare l’egemonia dell’Imoco puntando sul blocco azzurro ed ingaggiando giocatrici di spessore come Sylla, Orro ed  Egonu, ma stavolta l’opposta della nostra nazionale non ha fatto la differenza, perdendo la sfida a distanza con la dirimpettaia Haak (solo 27% per l’icona Paola, a fronte del 49% della svedese). L’eliminazione in semifinale scudetto e questa finale sono due sconfitte che bruciano, ma la strada per il Vero Volley è chiara: essere il principale competitor delle cannibali di Conegliano, ed un giorno riuscire dove in questa stagione, ancora una volta, sono mancate.

Trento è l’esempio più tipico di un progetto sano, che muta nel tempo ma sa restare vincente: se da un lato è vero che questa Champions è la quarta, dall’altro va detto che arriva a distanza di 13 anni dall’ultima, un segno di quanto la presenza trentina tra i top team europea sia longeva. L’Itas ha sconfitto per 3-0 i polacchi del Jastrzebski , unica squadra non italiana presente a questa Superfinals, mettendo in campo una sontuosa prestazione di squadra: proprio questo è sempre stato il tratto distintivo di Trento, il saper costruire gruppi uniti, magari non con i giocatori migliori sul mercato ma sempre creando progetti giovani, ambiziosi e sportivamente e finanziariamente sensati e sostenibili. Dopo aver salutato il “maestro” Angelo Lorenzetti, la scommessa di dare la panchina a Fabio Soli ha dato vita ad un risultato tanto bello quanto quasi inatteso, la vittoria della massima competizione europea: in comune con l’Imoco c’è questo DNA di progetto che, pur rispettando gli interpreti che indossano la casacca, va oltre ad essi, conferendo una profondità che probabilmente è il vero segreto di un palmares così ricco.

Lo spettacolo dell'Antalya Sport Arena ha incoronato diversi protagonisti: già detto dei tecnici Santarelli e Soli, in campo qualcuno più di altri ha fatto vedere cose mirabolanti. Nella finale maschile, l’accoppiata azzurra composta da Michieletto e Lavia ha fatto faville, mandando letteralmente in crisi il muro difesa polacco grazie anche alla superlativa regìa di Sbertoli: in quella femminile, oltre alle bocche da fuoco Plummer e Haak, non si possono non citare Moky De Gennaro e Asya Wolosz, oggi il miglior libero e la miglior palleggiatrice al mondo, e di sicuro il “segreto” vincente che si tramanda nelle generazioni di pantere. Infine, una menzione speciale alla carriera di due centrali superlativi: Marko Podrascanin e Robin De Krujiff. Il serbo, a 36 anni, aveva vinto 16 trofei in carriera, un numero impressionante, ma gliene mancava uno, la Champions League che ha conquistato proprio in questa finale. L’olandese aveva comunicato pochi giorni fa l’addio al volley giocato,e ha terminato facendo esattamente ciò che ha fatto per tutta la carriera, vincendo: a pochi giorni dalla cucitura dello scudetto sulla maglia, la “Regina” ha chiuso la sua carriera con la vittoria della Champions da protagonista nella sua ultima gara, centrando così addirittura il 34esimo trofeo personale. Se non fosse chiaro, in questa Superfinals, entrambi hanno inciso il loro nome per sempre nella storia del volley.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

Ti potrebbe interessare

La rivincita del Barcellona femminile

Bonmatí e Putellas regalano alle blaugrana al terza Champions League.

Il PSG si sta trasformando

L'anno prossimo Luis Enrique continuerà a plasmare il PSG.

Le squadre di calcio hanno un DNA?

Un argomento sempre più sulla bocca di club e tifosi.

È tornato lo Squadron

Un anno da sogno condensato in una notte.

Dallo stesso autore

Euro 2024: guida al girone dell'Italia

Tutto quello che dovete sapere sugli Azzurri e sui loro avversari, direttamente dal nuovo numero del nostro magazine.

E alla fine arriva Julio

Velasco torna a guidare l'Italvolley femminile per risolvere molti problemi.

Volley e guerra: Intervista a Luca Secchi, CT della nazionale israeliana femminile

Con lui abbiamo parlato sia di sport che del rapporto con la guerra.

Abbiamo introdotto lo sport in Costituzione, intervista a Mauro Berruto

Intervista al Deputato che ha promosso la modifica dell'articolo 33 della Costituzione.
Newsletter
Campagna Associazioni a Sportellate.it
Sportellate è ufficialmente un’associazione culturale.

Associati per supportarci e ottenere contenuti extra!
Associati ora!
pencilcrossmenu