
Fiorentina-Sassuolo (4-4) - Considerazioni Sparse
La Fiorentina spreca un triplo vantaggio e rinvia nuovamente la matematica qualificazione alla Champions League.
Fiorentina-Sassuolo poteva essere, per le viola, la partita della conferma matematica della qualificazione in Champions. Per un’ora abbondante di gioco, in effetti, lo è stata. Al Viola Park si sono giocate due gare diverse, una per tempo: la prima, in cui la Fiorentina ha dominato il gioco, specialmente sul piano dell’intensità, arrivando sempre in anticipo sulla palla rispetto alle avversarie, riuscendo a conquistare il controllo del gioco. La qualità dell’attacco viola si è distinta nettamente, surclassando spesso e volentieri la difesa del Sassuolo. Il quartetto offensivo, infatti, è riuscito nell’intento di schiacciare le neroverdi il più indietro possibile ogni volta che portavano palla in attacco, riuscendo ad essere cinico e preciso in fase realizzativa: 3 gol su 4, infatti, arrivano da Hammarlund e Janogy – autrice di una doppietta – innescati da 3 assist di Boquete che, ogni settimana, ci ricorda quanto sia bello il gioco del calcio, specialmente se in campo c’è lei.
Fondamentale è stato poi il dinamismo del centrocampo della Fiorentina, in cui Cinotti e Severini hanno prodotto gioco, conquistato palloni e alzato il ritmo a un livello tale che, per le giocatrici del Sassuolo, risultava complicato anche fare passaggi a pochi metri di distanza. Il secondo gol della Viola, siglato da Hammarlund, nasce infatti da un pressing soffocante in grado di bloccare sul nascere le ripartenza del Sassuolo; in questo caso il merito va dato all’abilità di Severini che in quel contesto è riuscita a conquistare palla sulla trequarti e dare inizio alla transizione viola per il gol.
Nel secondo tempo i ruoli si invertono e mentre il Sassuolo conquista campo, la Fiorentina perde progressivamente l possibilità di controllare e addormentare la partita, una situazione decritta bene da Boquete nel post-partita: “È successo quello che succede milioni di volte nel calcio: una squadra che non ha nulla da perdere si butta, l’altra che ha un po' di più da perdere sta più chiusa”. E così il Sassuolo, passo dopo passo, ha insidiato le certezze della Fiorentina ed è riuscito a completare la rimonta in 15 minuti. Fondamentali sono stati gli innesti di Beccari prima, che ha permesso alle neroverdi di rendersi più offensive schiacciando la Fiorentina nella propria metà campo, e di Missipo dopo, in grado di aumentare l’intensità a centrocampo portando il giusto dinamismo.
Questa partita ha visto l’incontro di quattro giocatrici appartenenti a due diverse generazioni calcistiche.
Da una parte, la partita di Sabatino e Boquete – rispettivamente classe ‘85 e ‘87 – è stata monumentale. Sabatino, che ha corso, rincorso e segnato e per novanta minuti, non è mai sembrata mancare di lucidità anche nei momenti più complicati della gara. Vero Boquete, invece, è stata autrice di 3 assist e, in generale, di una prestazione brillante a cui vanno aggiunti 5 passaggi chiave. Dall’altra, il gol del 4-4 è nato da due giocatrici del 2006: Poje Mihelič e Manuela Sciabica.
Passano gli anni ma c’è una cosa che a Sassuolo sanno fare sempre molto bene: essere una squadra in grado di dare problemi a chiunque. Nonostante il cambio ciclico delle interpreti, nonostante qualche passo falso nel corso della stagione e nonostante diverse squadre in Serie A stiano rinforzando la rosa di anno in anno, il Sassuolo resta un avversario che nessuno vorrebbe incontrare in un momento topico della stagione: come, appunto, il giorno decisivo per la qualificazione aritmetica in Champions League.
Questo è sicuramente uno dei, se non il grande merito di Gianpiero Piovani
Queste considerazioni sparse sono realizzate in collaborazione con Ceretta, pagina sul calcio femminile curata da Valentina Forlin.
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