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, 25 Aprile 2024

Che squadra è il Brest di Éric Roy


La squadra bretone viaggia verso una storica qualificazione in Champions League.

Il Brest, squadra dell’omonima città portuale situata all’estremo Nord-Ovest della Francia, ha disputato, dal 2013 al 2018, cinque stagioni in Ligue 2 dopo essere stato retrocesso al termine della stagione 2012/2013. Una volta tornata a giocare nella massima divisione francese, la Ligue 1, non ha mai rischiato seriamente di retrocedere nuovamente al di fuori dell’annata calcistica 2020/2021 (17° a +1 dalla 18° posizione, occupata dal Nantes), bazzicando senza patemi d’animo tra la quattordicesima e l’undicesima posizione.

La scorsa stagione, però, è stata molto negativa. Almeno fino all’approdo in panchina di Eric Roy. Con lui il Brest si salva, passando dalla quart’ultima posizione al 14° posto. Dopo essere stato confermato dalla dirigenza, Roy e il suo Brest stanno facendo faville: nella Ligue 1 è attualmente al 3° posto, in piena corsa per un piazzamento Champions, cosa che, a bocce ferme, in pochi avrebbero pronosticato. Diamo un’occhiata un po’ più da vicino all’impresa che Les Pirates stanno compiendo.

La storia di Eric Roy

Come riporta Il Foglio, la carriera del francese, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, è a dir poco incredibile. Una volta conclusa la sua carriera da calciatore, infatti, Roy decide di darsi al lato dirigenziale del calcio coprendo il ruolo di direttore sportivo al Nizza, squadra dove ha cominciato a giocare e dove ha dato il suo addio al pallone. Il Nizza stesso, all’epoca, non se la passava bene dal lato sportivo. L'allenatore viene esonerato, e viene proposto a Roy di fare l’allenatore-DS: in poche parole, il tuttofare. Roy accetta, e la squadra si salva. La sua esperienza in panchina però ha vita breve, in quanto viene esonerato durante la stagione successiva.

Brest

Dopo aver portato in tribunale il Nizza per le modalità con le quali è stato sollevato dall’incarico (causa poi vinta), la sua carriera da allenatore viene messa momentaneamente in stand-by per fare il dirigente di Lens e Watford (11 anni in tutto). Al Brest, la situazione nel 2022/23 era tutt’altro che rosea, portando i piani alti dei Les Pirates a rischiare il tutto e per tutto: Roy risponde presente, e la stagione viene salvata in extremis. Il francese ha così modo di poter pianificare la stagione attuale per tutta l’estate, e i risultati sono sorprendenti.

Il Brest 2023/2024

Il Brest targato Roy gioca con un 4-3-3 che basa la propria filosofia sull’intensità. Parlando del gioco dei francesi, si può dire che si basi fondamentalmente sul pressing molto intenso (ha registrato un valore di PPDA tra i più bassi della Ligue 1, pari a 9,9 (dati OPTA) che porta ad ingaggiare molti contrasti (20 a partita, come riporta Fbref) in particolare nella trequarti centrale (8,93). Questo riesce sia a fornire grandi prestazioni difensive sia a coprire la .poca capacità realizzativa. La formazione tipo è composta come segue: Bizot; Lala, capitan Chardonnet, Brassier (visionato dal Milan) e il giovane Locko; Hugo Magnetti, Lees-Melou e Camara; Le Douaron e il 10 Del Castillo a inventare ai fianchi della prima punta, ruolo diviso in stagione tra Satriano (scuola Inter) e Mounié.

La formazione, dopo un inizio entusiasmante (culminato con la prima posizione alla 6° giornata) ha avuto un momento di difficoltà a cavallo tra ottobre e novembre: tre sconfitte consecutive contro Lille, PSG e Monaco. Proprio da qui però è nata la risalita in classifica del Brest, rimasto imbattuto per ben 13 partite (9 vittorie e 4 pareggi), striscia poi terminata con la sconfitta a Lens del 21 gennaio. 

Bellissima intervista (solo in francese) a Chardonnet

Roy ha stabilito delle gerarchie molto rigide alla sua rosa, affidandosi spesso e volentieri ai “soliti noti” in casa Brest. Tra di loro è impossibile non citare Chardonnet, il quale ha il Brest nel sangue: il centrale francese ha sempre giocato nei biancorossi fin dalle giovanili, salvo qualche esperienza col Brest 2 e una stagione in prestito all’Épinal nella stagione 2015/2016. Locko e Lala - il primo molto giovane, il secondo d’esperienza - si può dire che il loro impiego sia poco tangibile a livello di rifinitura e finalizzazione (3 le reti a cui ha partecipato attivamente Lala, 2 Locko) ma estremamente utile in fase di impostazione (72,22 tocchi a partita per Lala, 68,58 per Locko). Parlando in particolare del secondo, si può affermare che sia un terzino difensivo molto interessante: il classe 2002, arrivato in estate per 500mila euro dal Reims, è uno dei giocatori che, nel suo ruolo, mette a segno più contrasti a partita (1,63), oltre che recuperare un gran numero di palloni (6,64 ogni 90 minuti). I miglioramenti mostrati in questa stagione non sono passati inosservati, passando da una quotazione di 2,50 milioni ad una pari a 10 milioni (dati Transfermarkt). I suoi miglioramenti hanno suscitato interesse: si è vociferato che il Chelsea di Pochettino sia interessato ad avanzare un’offerta proprio per il terzino francese nella prossima finestra di mercato estiva. 

Avanzando a centrocampo, il giocatore più rilevante è sicuramente Lees-Melou, “tuttocampista” per definizione.

Come si può osservare dai dati della sua FBCharts, Lees-Melou eccelle sia nei valori difensivi che in quelli d'attacco, un giocatore che partecipa anche alle sortite offensive della sua squadra con 1,87 tiri a partita. La sua capacità di recuperare palla (9,9 recuperi ogni 90') gli permette di far partire molte azioni da tiro in seguito ad un'azione difensiva (0,21 a partita). La sua stagione non è passata inosservata: il Rennes era quasi riuscito ad accaparrarselo a gennaio, offrendogli più del doppio dello stipendio attuale, ma il Brest ha fatto muro facendo tesoro delle sue prestazioni sportive almeno fino al termine della stagione in corso. Si registra, inoltre, la sua vittoria dell’MVP della Ligue 1 del mese di febbraio. 

Si può tranquillamente affermare che il Brest non ha un vero e proprio riferimento offensivo: il giocatore che ha più reti all’attivo è Del Castillo con 6 (di cui 3 rigori) insieme a Doumbia, seguiti a ruota dal trequartista Camara, fermo a 5 gol. Doumbia, in particolare, rappresenta alla perfezione la definizione di supersub: di 20 presenze, solo 4 da titolare. Le due prime punte, Satriano e Mounié, fanno molta fatica a segnare, con soli 7 gol in due (3 il primo, 4 il secondo). Non a caso, nonostante il secondo posto in classifica in solitaria, il Brest ha “solo” il sesto miglior attacco. Non a caso, a fare la differenza è la difesa in questo campionato del Brest è stata la difesa che Roy è riuscito ad organizzare: il Brest è la seconda miglior difesa con 23 reti subite in 28 partite disputate (una media di soli 0,82 reti subite a partita). E’ un valore estremamente positivo, considerando che è in linea con quelli registrati dall’Atletico Madrid negli anni d’oro del Cholismo più puro (bazzicava tra gli 0,47 e, per l’appunto, gli 0,82 gol subiti a partita). 

La progettualità dello Stade Brestois va ben oltre le questioni di campo.

Ormai il sipario sta per calare anche sopra la Ligue 1 2023/2024, e i verdetti di fine stagione devono ancora definirsi completamente. Il Brest attualmente ha conquistato 53 punti in 28 partite, a 10 punti dall’inarrivabile PSG (che vola verso il terzo titolo consecutivo) e sopra il Lille e il Monaco. C’è da dire che due tra queste ultime e il Brest andranno direttamente in Champions, mentre la terza disputerà i preliminari per poter accedere alla fase a girone. Le inseguitrici, Nizza e Lens, rincorrono a distanza, rispettivamente a -9 e -10. A poche partite dall’impresa, però, non ci si può fermare: Roy, per regalare ai suoi tifosi la prima storica partecipazione in Champions League, deve riuscire a toccare le corde giuste e infondere fiducia nei propri giocatori per portare a termine con successo, a conti fatti, la miglior stagione della storia del Brest.


  • Nato a Venezia nel 2003, studia Scienze della Comunicazione a Verona. Si è avvicinato al mondo del calcio grazie alle repliche delle partite di Serie A su Rai Sport e a quelle del PSG su Sportitalia.

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