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Lazio Juventus
, 24 Aprile 2024

Lazio-Juventus (2-1) - Considerazioni Sparse


Il situazionismo permette alla Juve di accedere alla finale.

Che il caso, il fato, il disordine del destino possano determinare gli eventi umani è cosa nota. La scaramanzia è prodromica e propedeutica a questo tipo di eventi visto che si prefigge, di per sé stessa, di scongiurare l’imprevisto. Eppure la Juve proprio sulla pura casualità costruisce il passaggio alla finale di Coppa Italia. Come si dice a Roma: se l’accollamo? Ahimè si. Nonostante il fato avverso la Lazio dimostra di avere ancora qualcosa da dire che, si spera, possa essere espresso nelle rimanenti giornate di campionato.

Pressing uomo su uomo, intensità, cazzimma e fame paiono finalmente aver attanagliato i giocatori biancocelesti dopo un periodo di lunga apatia. Sperando che questo fiabesco risveglio non sia solo frutto del bacio inopportuno del principe croato subentrato in panchina. Perché fosse così sarebbe un avvilente rivelazione di assenza di professionalità. Volendo, però, credere il contrario, si è assistito a una bella partita durante la quale si sono smentiti molti assiomi fondanti questo meraviglioso e maledetto gioco.

Allegri è ormai una sorta di stregone che con esoterismi e sabbah strega letteralmente ogni partita con cui si confronta. L’inerzia era palesemente Laziale ma sono bastati due cambi per permettere un epico corto muso sull’aggregato per approdare alla finale della Coppa Italia. Poco? Non è dato saperlo perché negli annali non rimane inciso il bel gioco ma il risultato.

Hombre del partido: Castellanos. Sostituto di “zanabria” (cit. il presidente abusivo della Società Sportiva Lazio) in sede di calcio mercato, portante un taglio del bulbo pilifero degno di un trapper di nota fama porta seco una fame atavica e una voglia di incidere che il poco persiano Ciro nostrano sembra aver smarrito. Segna due gol, illude, combatte, si muove, sposta. Chapeau Taty!

Il merito nelle due partite è sicuramente bianconero. Rimane l’amaro all’Olimpico vista la prestazione della prima finalista. Questo dovrebbe restituire un nuovo equilibrio in entrambe le squadre. Se la Lazio può mettere un altro mattoncino nel percorso di rinascita ripartendo dal buon risultato, la Juve dovrebbe seriamente fare un’introspezione per capire cosa la porta a essere una comparsa da ormai troppo tempo nella lotta scudetto. Che la finale non venga usata come specchietto per le allodole, sarebbe riduttivo.


  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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