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Cannavaro
, 22 Aprile 2024

Che senso ha Cannavaro all'Udinese?


La scelta del club friulano ha lasciato tutti perplessi.

Il gol di Diego Coppola al minuto 93 di Verona-Udinese è arrivato inesorabile e inevitabile, come accaduto nella gran parte delle partite dell'Udinese di quest'anno. Il colpo di testa del difensore dell'Hellas a sancito ufficialmente lo status di dead man walking per Gabriele Cioffi. Il tecnico toscano era già sul filo da diverse partite, ma la sconfitta contro una diretta concorrente in questa fase della stagione lo ha virtualmente esonerato prima ancora del rientro a Udine. Meno di 24 ore dopo, la dirigenza bianconera ha optato per cercare un nuovo allenatore, tentare di salvare una squadra che fin qua ha raccolto solo 28 punti e siede al quartultimo posto in classifica, oltre ad aver vinto la miseria di quattro partite in tutto il campionato. Cambiare allenatore - anche se si può discutere eventualmente sul ritardo con cui è stato fatto - è giusto e sacrosanto per l'Udinese. Cioffi era evidentemente arrivato a fine corsa, la squadra non sembrava reagire agli stimoli, le soluzioni tattiche poco varie e il morale ai minimi storici. Per sostituire l'ormai ex allenatore dei friulani si sono fatti diversi nomi: in ordine cronologico, Leonardo Semplici, Andrea Stramaccioni, Marco Giampaolo e addirittura Edy Reja. Infine, però, la scelta del DS Balzaretti e della famiglia Pozzo è ricaduta su un profilo anomalo: Fabio Cannavaro.

Il capitano dell'Italia campione del mondo 2006 ha un'esperienza modesta in panchina, sviluppatasi quasi tutta in Cina e marchiata da un'unica disastrosa incursione nel calcio italiano, a Benevento, che non lo rende(va) l'allenatore più papabile a prendere posto sulla panchina di una squadra che si deve salvare.

L'annuncio di Cannavaro sulla panchina dell'Udinese ha destato poco entusiasmo, notevoli perplessità e una buona dose di curiosità. Qual è quindi il senso dietro a questa scelta dei bianconeri? Quali gli aspetti per i quali il matrimonio tra l'ex Juventus e Real Madrid e l'Udinese possono funzionare e quali, invece, potrebbero lasciar presagire un disastro?

Perché Cannavaro all'Udinese può avere senso

Nell'analizzare questa decisione, bisogna considerare in primis le scelte passate della famiglia Pozzo al momento di cambiare allenatore. Nel 2018 - uno degli anni recenti in cui l'Udinese è andata più vicina alla retrocessione - la società bianconera optò per ingaggiare Igor Tudor: fino a quel momento aveva allenato solo in Croazia, Grecia e Turchia con risultati non brillanti, ma il croato riuscì a salvare la squadra guidandola a due vittorie decisive nelle ultime quattro giornate. L'attuale mister della Lazio fu scelto anche l'anno successivo con lo stesso compito, e sono ormai celebri le promozioni di Gotti e dello stesso Cioffi a primo allenatore quando si è sentita la necessità di cambiare. In quest'ottica la scelta di Cannavaro stupisce di meno, inserita in un modus operandi che evita di puntare sull'allenatore scafato.

Come - tra l'altro - in occasione del primo arrivo di Tudor a Udine, la squadra ha bisogno di un cambio di passo principalmente a livello mentale. L'Udinese ha senza dubbio delle lacune in ogni ambito, dalla costruzione della rosa all'impianto di gioco, ma il problema principale dei bianconeri è stato finora nell'atteggiamento e nella tenuta psicologica. I gol subiti negli ultimi dieci minuti di partita ormai non si contano più, come anche gli errori dovuti a disattenzioni e le espulsioni raccolte per leggerezze evitabili.

Uno degli ultimi, in ordine di tempo.

Per tutta la stagione i bianconeri hanno avuto nella propria testa il loro primo nemico e un allenatore - per risolvere un problema del genere - deve avere caratteristiche non necessariamente legate alla sua abilità tattica. Le perplessità su Cannavaro-allenatore sono ovviamente legate alla parte di campo, ma Cannavaro-personaggio può avere le capacità motivazionali e la personalità per far scattare qualcosa nei suoi nuovi giocatori.

È da vedere sotto questa luce anche la presenza di Giampiero Pinzi nello staff di Cannavaro. L'ex centrocampista dell'Udinese è già stato collaboratore di Cioffi nella sua prima esperienza sulla panchina bianconera e in Friuli ha trascorso tantissimi anni, guadagnandosi l'amore e il rispetto dell'ambiente, lato spalti e lato società-squadra.

Con le dovute proporzioni, per l'Udinese Pinzi è una figura alla De Rossi: il suo ritorno sembra improntato a riaccendere la fiamma del rapporto con i tifosi e a dare allo spogliatoio una figura di riferimento forte, dalle riconosciute abilità nel motivare e caricare il gruppo. Questa tesi è avvalorata anche dal fatto che Pinzi non abbia alcun bagaglio di esperienza da allenatore o collaboratore al di fuori di quelle con Cioffi tra Udine e - per pochissimo - a Verona.

Perché puntare comunque su un allenatore emergente e senza esperienza in Serie A? All'Udinese Cannavaro avrà a disposizione del materiale umano che quasi nessuna delle altre squadre coinvolte nella lotta salvezza ha. Molti dei componenti della rosa dell'Udinese potrebbero stare in squadre con una classifica decisamente migliore: potrebbe bastare un'inversione di tendenza nel morale per farli esprimere a livelli più consoni, oltre a minimi aggiustamenti tattici. Non fare le nozze coi fichi secchi - situazione in cui sarebbe stato quasi obbligatorio affidarsi a un santone della zona salvezza - ma ridare forma e spirito a una squadra di livello discreto profondamente smarrita.

Le ultime parole di Gabriele Cioffi.

Passando alle questioni più strettamente di campo, nella sua esperienza a Benevento Cannavaro ha utilizzato la difesa a 3, caposaldo dell'Udinese dell'ultimo - almeno - decennio. Questo permette una transizione più dolce tra Cioffi e il tecnico napoletano, consegnando a quest'ultimo una rosa costruita per un modulo già utilizzato in carriera, con la possibilità di variare verso un 3-4-1-2. Allo stesso tempo Cannavaro a inizio carriera ha scelto con costanza il 4-2-3-1 e il 4-3-3, più difficili da realizzare con i giocatori a disposizione ma comunque una possibilità per provare qualcosa di diverso. Non che la difesa a 4 possa essere la soluzione a tutti i mali dell'Udinese, ma è senza dubbio una freccia in più all'arco di Cannavaro in questo rush finale.

Perché Cannavaro all'Udinese lascia perplessi

Ci sono ragioni che possono giustificare l'ingaggio di Cannavaro. Ce ne sono altre - più numerose - che ne giustificano scetticismo e perplessità. Prima tra tutte, il curriculum del nuovo allenatore. Sette stagioni in Cina, sei nella massima serie - compreso un titolo col Guangzhou Evergrande - e una nella seconda, una nel campionato saudita e una in bassa Serie B non sono un biglietto da visita invitante, soprattutto per l'assoluta mancanza di esperienza in Serie A e in un massimo campionato tra quelli più competitivi. Rispetto ai suoi omologhi invischiati nella lotta salvezza, Cannavaro ha una conoscenza infinitesimale dei segreti della bassa classifica del nostro campionato.

Effettivamente, sono altri i profili di solito scelti in queste situazioni. Abbiamo detto come i problemi che affliggono i bianconeri non possano per forza essere risolti solo da un "lupo di mare", ma è anche vero che il dubbio resta: non sarebbe stato meglio chiamare un esperto di queste situazioni? Chi si è già trovato a lottare a fondo classifica sa che tasti toccare per accendere la squadra, sa dove è meglio mettere le mani, sa quali sono le insidie da evitare e le opportunità da cogliere. Tutte cose che difficilmente si provano allo stesso modo nelle prime posizioni del campionato cinese.

Il profilo di Cannavaro appare più una di quelle scelte a buoi scappati, quando una società inizia a programmare l'anno successivo nella categoria inferiore. È un ragionamento che in questa stagione ci saremmo potuti aspettare dalla Salernitana, non dall'Udinese. Se - come è più plausibile - non è questa la ratio dietro la scelta di contattare Fabio Cannavaro, c'è una genuina convinzione nel fatto che l'ex Guangzhou sia un profilo adatto a condurre in porto la nave nelle ultime cinque giornate di campionato: bisogna rendersi conto dell'evidente dissonanza tra il profilo scelto e l'obiettivo prefissato. Cannavaro farà bene, salverà l'Udinese e verrà confermato? Al momento il capitano della Nazionale campione del mondo in Germania non è un profilo su cui costruire con sicurezza una stagione in Serie A.

Scegliere, in questo momento della stagione e col calendario che attende l'Udinese, un allenatore inesperto potrebbe essere controproducente per i bianconeri e per Cannavaro stesso. Esordire in Serie A con questo filotto di partite - recupero con la Roma, Bologna e Napoli - è un battesimo del fuoco.

Dovesse l'Udinese uscire da questo triplo appuntamento con poco o niente - in altre situazioni di classifica e di avanzamento della stagione sarebbe anche accettabile - si rischierebbe di affrontare i tre scontri diretti finali in condizioni mentali anche peggiori di quelle con cui si è iniziato, senza tra l'altro l'esperienza e la scaltrezza di altri profili, che non si sarebbero fatti scalfire dalle tre gare precedenti.

Un'ulteriore parentesi da aprire è quella della nidiata di allenatori uscita dalla rosa campione del mondo 2006. Cannavaro è ovviamente espressione di quel gruppo: sbarcato quasi in toto nel mondo delle panchine, ha accumulato al momento molte più luci che ombre. In attesa di De Rossi, ad avere la carriera migliore è finora stato Gennaro Gattuso, seguito dai vari Grosso, Pirlo e Nesta - non benchmark di valore stellare - tralasciando altre meteore della panchina come Oddo, già conosciuto in terra friulana.

Questa schiera di allenatori gode ancora di un credito eccessivo e ingiustificato solo per aver fatto parte della spedizione azzurra in Germania? Per rispondere basta porsi un'altra domanda: l'Udinese avrebbe scelto un allenatore con lo stesso curriculum ma con un background diverso?

Essendo già stata fatta la scelta, e non potendo tornare indietro, forse è troppo tardi per l'Udinese cambiare ora? La "colpa" non è direttamente di Cannavaro. Rimane un legittimo scenario ipotetico quello che fa immaginare un cambio di manico che porta conseguenze peggiori del tirare dritto con lo stesso allenatore, sperando di trovare energie e qualità fino a quel momento insperate.

Dall'altro lato c'è anche la perplessità di vedere un'Udinese ancora troppo uguale a sé stessa. Cannavaro potrebbe infatti scegliere di proseguire nel solco del 3-5-2, senza rivoltare troppo la squadra. Tale decisione ravviverebbe la Sindrome di Stoccolma dell'Udinese verso questa disposizione tattica, di cui ormai è prigioniera da un decennio (con qualche sporadica eccezione) alla ricerca di qualcuno che ritrovi la formula magica e diventi il nuovo Guidolin. Restare fedeli alle proprie tradizioni potrebbe però trascinare i bianconeri nel baratro.

Le prime partite di Cannavaro sulla panchina dell'Udinese saranno accompagnate da una grande dose di scetticismo, dati tutti i motivi per cui i friulani avrebbero potuto preferire un altro profilo. Allo stesso tempo però c'è pane per chi ritiene sensata la decisione di portarlo in bianconero ed è in attesa della sua affermazione. Come Fabio Cannavaro si comporterà in queste cinque partite e 20 minuti? Riuscirà a dare un senso alla sua presenza sulla panchina del Bluenergy Stadium?

  • Classe '99, fervente calciofilo e tifoso dell'Udinese, alla sua prima partita allo stadio vede un gol di Cesare Natali e ne resta irrimediabilmente segnato. Laureato in scienze politiche a Padova e in un corso dal nome lunghissimo che finisce per "media" a Bologna, usa la tastiera per scrivere di calcio e Formula 1 e il mouse per fare grafiche su Canva.

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