
Dopo cinque anni, il Barcellona femminile ha perso in casa
E il merito è di un Chelsea straordinario.
L’ultima sconfitta in casa del Barcellona risale al febbraio 2019, contro il Huelva. In quel periodo si doveva ancora giocare il mondiale di Francia, la pandemia sarebbe arrivata appena un anno dopo, l’Inghilterra era senza un trofeo dal mondiale ‘66 e Alexia Putellas non aveva ancora vinto i suoi due palloni d’oro. Da quel momento il Barcellona non ha più perso in casa. Fino a oggi.
Barcellona e Chelsea arrivavano a questa partita in due momenti di forma diversi: il Barcellona veniva da dieci gol segnati nelle ultime due partite - contro Levante e Villareal - e uno solo subito, contro il submarino amarillo. Il Chelsea, prima della vittoria contro l’Aston Villa del 17 aprile, non vinceva da quasi un mese. Nel frattempo le blues hanno perso due trofei: la Conti Cup contro l’Arsenal per 1-0 e sono uscite dall’FA Cup in semifinale contro il Manchester United per 2-1. Hayes, per sfruttare al meglio il ritorno in casa, doveva uscire da Barcellona con un risultato sufficiente a tenere vive le speranze di passaggio del turno. Lato Barcellona, Rolfö ha detto di non avere paura del ritorno a Londra perché “dobbiamo fare una grande partita in casa e metterci in una buona posizione per il ritorno. Se ci riusciamo non sarà un problema”.
Il Chelsea aveva preparato una partita reattiva, pur senza rinunciare alle proprie qualità in fase offensiva. Hayes ha impostato la squadra con un baricentro basso in fase di non possesso, usando un 5-3-2 che obbligava il Barcellona ad andare sugli esterni limitando i pericoli che potevano venire dal centro. In fase di possesso, però, il Chelsea alzava le esterne portandole fino alla metà campo del Barcellona, rimanendo con tre centrali dietro per limitare le eventuali ripartenze di Hansen e Paralluelo.
Il Chelsea, specie nel primo tempo, risaliva il campo portando anche quattro o cinque giocatrici nei pressi dell’area avversaria e, una volta persa la sfera, riaggrediva le avversarie inducendo all’errore. Anche quando la portiera blaugrana Coll iniziava la costruzione dal basso, le ragazze di Hayes non avevano paura di alzarsi a pressare le avversarie, anzi, questa situazione - quasi inedita per le giocatrici del Barcellona - le ha colte alla sprovvista e spesso ha sporcato, se non annullato, la prima impostazione del Barça.
Il gol del Chelsea nasce proprio da questo contesto. Al 36’ del primo tempo le blues alzano il baricentro e vanno a pressare la prima costruzione del Barcellona, che non riesce più a trovare lo spazio di manovra. Per oltre tre minuti, il Chelsea riesce a rinchiudere il Barcellona nella propria metà campo, riconquistare palla e reimpostare la manovra d’attacco. Al 38’ il Barcellona prova a ricominciare l’azione da un rinvio dal fondo giocando vicino con Paredes, ma le giocatrici di Hayes sono già lì, pronte ad aggredire e a chiudere spazi. Così, la numero 2 blaugrana, pressata da Ramirez, gira su Batlle a destra che, appena riceve palla, si ritrova Lawrence di fronte e di prima serve Hansen che però non controlla e perde palla in fallo laterale. Le blues battono velocemente verso Ramirez, anticipata da Paredes che, però, non riesce e gestire bene la palla perché l’attaccante del Chelsea va subito in pressione, spingendola all'errore. La sfera finisce nei piedi di Lawrence che serve Cuthbert al limite dell’area: la capitana del Chelsea serve di prima Nüsken, che si estende il più possibile per controllare un pallone difficile, riuscendoci. Con una finta elude la pressione di Rolfö ritrovandosi davanti Paredes: si rigira, serve nuovamente Cuthbert che controlla, sposta la palla per impedire ad Engen di poter intervenire e tira. Gol e 1-0 per il Chelsea.
La squadra di Hayes è consapevole di non poter giocare a ritmi elevatissimi per tutti e novanta i minuti di gioco, per questo inizia a entrare lentamente in “modalità risparmio energetico”: limita gli sforzi al necessario, non rinunciando a costruire dal basso, prendendosi anche qualche rischio. “Oggi non aveva importanza se qualcuna avesse commesso un errore. Tutte ci siamo sostenute a vicenda e ci siamo trovate a nostro agio negli spazi. La forma e l'esecuzione sono state assolutamente perfette" ha detto Cuthbert a fine partita.
Il Chelsea ha dimostrato di saper gestire anche le difficoltà, grandi o piccole, con molta efficacia, quando possibile. Al 50’ la centrale del Chelsea, Buchanan, respinge un cross raccolto da Rolfö al limite dell’area, lei scarica su Guijarro, che tenta il tiro e centra proprio Buchanan sul braccio. L’arbitra fischia il rigore. Se fosse stata una partita di girone, probabilmente su questo episodio il Barcellona avrebbe pareggiato e ribaltato successivamente la partita. Qui, però, c’è il VAR e proprio quando tutto era pronto per l’esecuzione, con le squadre al limite dell’area, Mariona pronta sul dischetto ed Hempton sulla linea di porta, l’arbitra fa segno di aspettare e viene chiamata allo schermo. Dopo quasi tre minuti dal fischio di rigore, l’arbitra annulla la decisione e fischia il fuorigioco di Paralluelo.

A questo punto la partita si radicalizza sempre di più. Il Barcellona alza ancora di più il proprio baricentro e lo fa inserendo in campo prima Putellas e Bronze, poi Vicky Lopez, classe 2006. Il Chelsea gioca senza fretta: ogni fallo laterale, ogni rimessa dal fondo e, in generale, ogni interruzione sembra quasi che venga assaporata dalle giocatrici del Chelsea che si godono ogni secondo di interruzione. Il secondo tempo si svolge tra tante interruzioni, che aiutano le blues a spezzare il ritmo del Barcellona e fargli perdere continuità.
La frustrazione è palpabile e le giocatrici del Barcellona sono al limite della sopportazione: tutto questo emerge anche dalle parole di Bonmatì: “non importa quanto ci sforziamo, se l'arbitra permette loro di andare a terra e perdere [tempo] ogni volta. Dobbiamo imparare a giocare così anche noi…". Il primo tiro nello specchio il Barcellona lo effettua al 98’, tutti gli altri (10) o sono stati bloccati o sono finiti fuori e l’occasione più grande è capitata sui piedi di Putellas al 99’ che, da pochi passi, non riesce a centrare la porta. Le giocatrici di Hayes hanno giocato con il tempo e con la pazienza, riconoscendo la superiorità del Barcellona (non a caso le blaugrana hanno vinto due Champions mentre il Chelsea è ancora a zero) e facendo un passo indietro per essere più prudenti.
In questo, tre giocatrici hanno interpretato al meglio questo spirito duttile della squadra. Innanzitutto, Ramirez, che ha collezionato falli preziosi venendo incontro e dando respiro alla propria squadra, nei momenti di maggiore affanno, ma è anche stata capace di gestire le ripartenze. Poi Lauren James, che soprattutto nel primo tempo ha fatto una partita di raccordo tra i reparti eccellente: la numero 10 si è mossa per il campo senza una posizione fissa, andando a prendere il pallone fino alla difesa e aumentando così la qualità della manovra di gioco. Nei movimenti senza palla, invece, è stata capace di galleggiare tra le – strette – linee di difesa e centrocampo, senza mai dare punti di riferimento. Jess Carter, infine, ha praticamente costruito mattone per mattone, durante tutti i 99’ minuti di gioco, il muro che ha permesso al Chelsea di respingere gli attacchi delle campionesse del Barcellona. A fine partita, Carter è stata elogiata anche da Hayes: “Jess Carter merita un grande riconoscimento, oggi è stata immensa”.
Il Barcellona si presenterà a Londra affamato come un leone che non mangia da settimane: la superficialità che ha contraddistinto alcune conclusioni difficilmente sarà presente a Stamford Bridge. In alcuni momenti – specie a inizio partita – il Barcellona sembrava avere quell’atteggiamento di chi sa che, se si perde un’occasione, non è un problema perché tanto ce ne saranno sicuramente molte altre e più nitide. Il Chelsea, invece, sarà pronto a giocare con gli orologi e a sminuzzare e frammentare il gioco blaugrana come ha fatto all’andata.
Alla domanda “sei contenta di partire con questo risultato a Stamford Bridge?” Hayes ha risposto che “è solo la fine del primo tempo […] ad essere sincera sono delusa che non siamo riuscite a fare il secondo gol”.
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