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NBA PlayOffs 2024
, 20 Aprile 2024

NBA PlayOffs Preview, Parte 1


Qualche previsione e anticipazione sulle prime serie di NBA PlayOffs.

Le cose da dire sugli NBA PlayOffs sono molte. Le sfide intriganti, ancora di più.

Non perdiamo tempo ed entriamo subito nel vivo della preview, a cominciare dalle quattro serie in partenza, in ordine cronologico, a cavallo tra sabato 20 e domenica 21.

CLEVELAND CAVALIERS vs ORLANDO MAGIC, #4 vs #5, Eastern Conference

La stagione disfunzionale di Cleveland si è conclusa con il quarto piazzamento nella Eastern Conference, dopo essere stati anche 2° e ad aver poi, con il passare dell’anno, flirtato con il Play-In. I Cavs hanno chiuso con un record di 48-34, il 16esimo attacco e la 7° difesa in stagione regolare.

Non sono bastati gli straordinari fatti da Donovan Mitchell appena prima della pausa per l’All-Star Game, con i Cavs che governavano la seconda piazza e con la squadra che aveva trovato un suo equilibrio nonostante gli infortuni di Garland e Mobley. Dall’All-Star Game in poi, stante anche l’assenza prolungata dal parquet di Mitchell, Cleveland ha inanellatto una serie di sconfitte che l’ha portata a chiudere la stagione con solo 12 vittorie nelle ultime 29 partite e un net rating di -3.6, entrambi i risultati sono i peggiori tra le sedici pretendenti rimaste ad aggiudicarsi il Larry O’Brien Trophy.

La difesa, sebbene ha chiuso con un 112.1 di defensive rating di tutto rispetto, ha iniziato a fare acqua nell’ultimo terzo di stagione e la continua difficoltosa coesistenza tra Mitchell e Garland e tra Mobley e Allen lascia più di una perplessità entrando in questi NBA Playoffs.

Discorso inverso per gli Orlando Magic, che arrivano a questi Playoffs con un senso di leggerezza e consapevolezza frutto dell’ottimo lavoro fatto in panchina da coach Mosley. Orlando ha terminato la stagione ad una partita di distacco da Cleveland, ma la costanza, soprattutto nella propria metà campo, ha contraddistinto quest’annata che li ha riportati alla post-season per la prima volta dalla stagione 2019-2020. Come i Cavs, anche i Magic sono una squadra prettamente difensiva, e le seguenti statistiche sono lì a dimostrarlo: terzi per Defensive rating, quinti per palle rubate, ottavi per deflections e secondi per percentuale di palle perse forzate agli avversari.

Sull’altro lato del campo, l’attacco fatica enormemente nel tiro da tre punti, tanto da aver chiuso con la 24esima percentuale della lega. Per questo, tutti i Magic, capitanati da Banchero e Franz Wagner, prediligono le penetrazioni al ferro e il piazzamento nella Top 10 per punti segnati in area ne è la diretta conseguenza. Le due squadre si sono divise la serie nella stagione regolare 2-2, con due tendenze predefinite che saranno anche le chiavi di questo primo turno di NBA Playoffs: le percentuali del tiro da tre punti e le prestazioni di Mitchell – marcato prevalentemente da Suggs in regular season.

I Cavs hanno bisogno di serate in cui Mitchell fa la differenza, non solo per lui ma anche per i compagni: se i Magic vinceranno questo duello, allora la serie, che sarà prettamente difensiva, propenderà dalla loro parte, altrimenti Cleveland, forte di una maggiore esperienza in queste partite, si ritroverà in postazione di comando con il destino nelle proprie mani.

Una serie dal retrogusto fortissimamente anni '00.

MINNESOTA TIMBERWOLVES vs PHOENIX SUNS, #3 vs #6, Western Conference

I dubbi sulle prestazioni di squadra che si erano sollevati lo scorso anno per Minnesota sono rientrati dopo il record di 56-26 in questa stagione regolare. Primissimi in Def Rating, con più di 2 punti in meno subiti a partita rispetto ai Boston Celtics, I Timberwolves arrivano a questi Playoffs dopo essere stati nelle prime posizioni della Western Conference per tutto l’anno, guidati in attacco dalla stagione della definitiva consacrazione di Anthony Edwards e in difesa da un sistema che coach Finch è riuscito a costruire ed affinare partita dopo partita, ancorato al centro dal probabile Defensive Player of the Year Rudy Gobert. Il primo posto ad ovest è sfuggito all’ultima partita proprio per colpa dei Phoenix Suns, che li hanno battuti a domicilio e hanno chiuso i tre incontri di stagione regolare 3-0, con tre vittorie nette in doppia cifra.

Se è vero infatti che Minnesota ha avuto il miglior DefRtg con soli 108.4 punti subiti su 100 possessi, nei tre scontri confronti stagionali, Phoenix ha portato questo dato a 129.3 punti su 100 possessi. I Suns si accoppiano molto bene contro i T'Wolves, avendo giocatori come Booker, Beal e Durant che possono generare un vantaggio dal palleggio costringendo la difesa a dover rincorrere in rotazione per limitare la superiorità numerica.

Le tre vittorie sono arrivate con tre prove di forza diverse tra di loro: la prima grazie ad una grande prestazione del duo Booker-Durant che ha messo a referto 62 punti, la seconda è arrivata tenendo l’attacco di Minnesota a solo il 38.8% al tiro e la terza è stata frutto di un 16-24 dal campo impartito subito al via che ha messo la partita sui binari preferiti dalla squadra dell’Arizona.

L'antipasto, degustato meno di una settimana fa.

Se Phoenix riuscirà costantemente a creare vantaggi dal palleggio e a tenere la difesa di Minnesota in rotazione, allora i Suns hanno i tiratori per risolvere in breve tempo questa serie, a maggior ragione se Edwards non riuscirà a guidare l’attacco dei suoi come è capitato nei precedenti tre incontri, conclusi con 14.3 punti di media, tirando con il 31% dal campo e commettendo 10 palle perse a fronte di soli 11 assist. Altro fattore da tener presente sono i finali di gara: entrambe le squadre faticano sia in attacco che in difesa nelle situazioni clutch (partita in 5 punti con meno di 5 minuti da giocare) e chi riuscirà a trovare la quadra prima, individualmente o collettivamente, sarà favorita per la vittoria finale.

NEW YORK KNICKS vs PHILADELPHIA 76ERS, #2 vs #7, Eastern Conference

La vera stagione di New York è iniziata quando, dopo essere scivolati al settimo posto della Eastern Conference, hanno portato OG Anunoby nella grande mela. Da lì, nelle successive 14 partite, sono arrivate 12 vittorie e uno dei migliori stretch difensivi di questa stagione. La cavalcata per i Playoffs, invece, è cominciata quando Brunson ha iniziato a giocare come mai nella sua carriera, come un giocatore che potrebbe (dovrebbe?) concludere l’anno nel primo quintetto All-Nba. Con gli infortuni di Robinson prima e di Randle e Anunoby poi (l’ex Raptors sarà disponibile per la serie contro i 76ers), Brunson ha viaggiato a 31.5 punti e 7.1 assist di media, con il 48% dal campo e il 37% da tre. Ha imbrigliato qualsiasi difesa della lega che gli si è parata davanti grazie alla sua fisicità e al gioco di gambe maestoso che lo ha portato al ferro con una facilità irrisoria anche contro avversari più strutturati di lui.

Per via degli infortuni, DiVincenzo e Hart, reduci dalla loro migliore stagione della carriera, si sono ritrovati a giocare più di 40 minuti a partita, il cui lavoro sui due lati dal campo è stato molto apprezzato e cavalcato da coach Thibodeau. Anche l’apporto di Hartenstein è stato importante per i Knicks, in virtù delle sue abilità di passatore e di rimbalzista, sotto entrambi i ferri.

Non basterà però il solo tedesco a contrastare l’MVP in carica Joel Embiid, appena tornato dall’infortunio ma apparentemente in forma smagliante. Prima dello stop forzato, il lungo di Philadelphia teneva una media di 36 punti in poco più di 34 minuti d’impiego. Poi l’infortunio al ginocchio sinistro ha provocato un terremoto nella città dell’amore fraterno, con i Sixers che hanno perso 18 delle 29 partite giocate senza di lui precipitando in zona Play-In, dove hanno battuto Miami per guadagnarsi il diritto di sfidare i Knicks al primo turno. Philadelphia ha estremo bisogno che Embiid sia anche solo il 90% del giocatore pre-infortunio e le ultime partite giocate, rientrato il 2 aprile, sembrano soddisfare questo requisito.

L’altro giocatore reduce da una stagione con i controfiocchi è Tyrese Maxey, fortemente candidato a vincere il premio come Most Improved Player. I suoi 26 punti e 6 assist di media sono serviti a non far affossare definitivamente i Sixers in contumacia Embiid e sono stati la spalla perfetta per la cavalcata di squadra dopo la partenza di Harden.

Le difese saranno una chiave in questa serie di NBA PlayOffs: come Philadelphia limiterà Brunson (spoiler, manderanno anche i magazzinieri in marcatura a uomo) e come New York arginerà Embiid verosimilmente decideranno la serie, in particolare se i Knicks non riusciranno a trovare un altro creatore di gioco oltre all’ex Dallas.

Un parere "dall'interno".

DENVER NUGGETS vs LOS ANGELES LAKERS, #2 vs #7, Western Conference

I Nuggets non hanno chiuso al primo posto la regular season nella Western Conference solo per colpa di una sciagurata sconfitta contro i San Antonio Spurs alla penultima gara di campionato.

Ovviamente questo secondo piazzamento nulla toglie alla stagione della squadra di coach Malone, che è la maggior indiziata ad uscire più o meno indenne dai Playoffs a Ovest. Aiuta avere Nikola Jokic, probabile MVP anche di questa stagione, che ha segnato una media di 26 punti, 12 rimbalzi e 9 assist in meno di 35 minuti a sera, presentando il differenziale on/off (escluso il garbage time) migliore della lega a +23,7 punti per 100 possessi. Il quintetto della quadra campione in carica è lo stesso che la passata stagione ha vinto il titolo, mentre la panchina è stata rivisitata, avendo perso Brown e Green e inserito Watson. 3 delle 57 vittorie stagionali sono arrivate contro i prossimi avversari al primo turno di Playoffs, i Los Angeles Lakers, contro cui sono 8-0 negli ultimi incontri tra regular season e Playoffs.

Denver, nelle scorse finali di Conference in cui hanno agevolmente sconfitto i gialloviola, ha vinto tutte e quattro le partite in modi diversi tra di loro, beneficiando a piacimento dei propri punti di forza ed esponendo le debolezze avversarie: nessuna di queste partite è stato un blowout, una partita a senso unico, semplicemente i Nuggets hanno eseguito meglio nei momenti decisivi delle gare.

Il più tirato dei precedenti in Regular Season.

Questi Lakers, tuttavia, sono una squadra diversa rispetto a quella della passata stagione, maggiormente improntata sulla difesa quella dell’anno scorso, mentre prevalentemente offensiva quest’anno. Dalla pausa per l’All-Star Game in poi, i Lakers sono quarti per offensive rating e terzi per percentuale nel tiro da tre punti, nonché 2° per pace, il che fa sorridere considerando che hanno in Lebron James il giocatore più vecchio e con più chilometraggio di tutta la lega. L’inserimento di Hachimura nel quintetto iniziale ha aiutato Los Angeles nel trovare il proprio ritmo ed ha aggiunto stazza nel frontcourt.

James dopo l’ultima sconfitta patita per mano di Jokic e compagni ha detto che i Nuggets “hanno il loro numero”, enfatizzando ancora di più la difficoltà di questa serie per i Lakers in vista degli NBA PlayOffs. In base a quanto visto nella stagione regolare, dovrebbe esserci Hachimura in marcatura su Jokic, con Davis in roaming (marcatura sull'attaccante meno pericoloso, dal quale potersi staccare per disturbare le linee di passaggio lontano dalla palla e aiutare nella protezione del ferro) su Gordon per fornire un aiuto sotto canestro.

Denver ha già dimostrato di saper punire le poche attenzioni rivolte a Gordon con gli alley oop del centro serbo all’ex Orlando. I gialloviola partono chiaramente sfavoriti: se vogliono avere una chance di potersela giocare, Lebron James e soprattutto Anthony Davis dovranno dare il meglio di sé su entrambi i lati del campo, altrimenti sappiamo tutti come andrà a finire il primo turno degli NBA PlayOffs.

  • Classe '96, cresciuto con la Mamba Mentality e molte aspettative, troppe. Scandisce la giornata tra una partita di NBA e una di NFL.

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