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Iemmello
, 18 Aprile 2024

Tutto quello che sa fare Pietro Iemmello


Il centravanti del Catanzaro ha un campionario eccezionale.

Giunto all’apice della sua carriera e reduce dall’ultima doppietta contro il Modena, “Re” Pietro Iemmello è arrivato a quota 13 reti in campionato e, di conseguenza, a un solo gol di distanza dal gradino più basso del podio dei bomber, che è attualmente occupato dai 14 centri di Casiraghi, Coda e Tutino. Tuttavia, analizzare il grande apporto del capitano giallorosso limitandosi alle sue doti realizzative sarebbe parecchio riduttivo, alla luce dell’enorme contributo che Iemmello assicura alla manovra del Catanzaro.

Iemmello, infatti, non è un semplice centravanti, ma si comporta come un vero e proprio regista offensivo - à la Edin Dzeko, tanto per nominare un virtuoso di questa particolare categoria - che ama abbassarsi per cucire il gioco ed aiutare la sua squadra a risalire il campo: in sostanza, un giocatore che potremmo definire magnetico, per via della sua tendenza ad attrarre di continuo il pallone ed associarsi ripetutamente con i compagni.

L’influenza nel gioco delle Aquile

Se il Catanzaro è indubbiamente la compagine-rivelazione di questa Serie B, il suo miglior marcatore incarna perfettamente l’idea di calcio che mister Vivarini ha trasmesso ai suoi ragazzi: gioco moderno, basato sui princìpi del gioco di posizione e sulle costanti combinazioni dei propri interpreti.

Nel fluido 3-4-2-1 della fase di possesso calabrese, Iemmello ricopre soltanto nominalmente il ruolo di punta centrale, mentre arretra il suo raggio d’azione anche fin dentro la propria metà campo per garantire un’opzione in più al palleggio delle Aquile; in tal modo, l’ex Perugia si sintonizza sulle frequenze giallorosse e sfodera la sua tecnica cristallina, per mezzo della quale può fraseggiare nello stretto oppure mettere in pratica la sua raffinata visione di gioco.

Iemmello si abbassa a ricevere palla e allarga subito per Situm, dando modo al Catanzaro di uscire dalla pressione centrale del Cittadella.

Inoltre, i movimenti a venire incontro del numero 9 svuotano il centro dell’attacco, permettendo agli altri partner offensivi di invadere quello spazio e generare confusione nella retroguardia avversaria. Questi meccanismi offensivi, ormai perfettamente oliati, stanno contribuendo notevolmente al successo della macchina di mister Vivarini.

Gli assist

Ovviamente, la propensione di Iemmello a dialogare con i compagni e a partecipare attivamente alla manovra non può che sfociare nella specialità della casa, ancor più del gol: l’assist. Al di là dei suoi 3.5 xA e dei 5 passaggi vincenti totali (dati FBref), l’estetica e l’efficacia proprio di questi ultimi ci raccontano una qualità e una fantasia davvero di prim’ordine. Nelle tre giocate che abbiamo raccolto di seguito, troverete ottimi esempi della sua abilità nelle letture del gioco, lampi di classe e anche un pizzico di poesia, un terzetto di caratteristiche che il “Re” di Catanzaro ha ampiamente dimostrato di possedere durante la sua carriera.

Lettura della situazione: Iemmello sa cosa fare fin dal primo istante in cui tocca la sfera nel cuore dell’area di rigore blucerchiata, dove si protegge dall’arrivo di Delle Monache per poi recapitare a Brignola un pallone infiocchettato e con su scritto “spingimi in porta”.

Classe: un colpo di tacco da vedere e rivedere. Poi certo, il solito inafferrabile Vandeputte successivamente si farà tutto il campo in solitaria per andare a segnare, ma la magia che ne ha preceduto le falcate rimane una bellezza di valore assoluto.

Poesia: un'assistenza simile a quella vista contro la Sampdoria, ma stavolta con una difficoltà aggiuntiva. Nell'assist offerto a Sounas per il gol del 4-3 contro il Lecco, Iemmello deve scavalcare la linea difensiva dei dirimpettai, addensatisi in massa davanti al loro portiere. Nessun problema, missione riuscita grazie ad una scucchiaiata celestiale.

Non è un caso quindi, ma frutto di belle giocate fatte di tecnica e intuizione, se fra i centravanti della cadetteria soltanto Bonny - tutt'altro che un finalizzatore - abbia collezionato più passaggi decisivi del capitano del Catanzaro, che si trova al pari con Brunori a quota 5 assist stagionali.

Numeri e rinascita

Nella sua lunga carriera il terminale offensivo classe ‘92 - oltre alle ultime due stagioni con la maglia giallorossa - ha raggiunto la doppia cifra soltanto cinque volte, nelle annate 2014-15 e 2015-16 con il Foggia e in quella 2019-2020 a Perugia. In Serie B, invece, Iemmello ha siglato 48 gol in 128 presenze: un bottino sicuramente positivo, ma non abbastanza corposo da poter giustificare la medaglia di predatore di razza. Da quando è tornato nella sua città natale, però, il figliol prodigo sembra avere chiuso un cerchio, lasciandosi alle spalle un periodo complicato e riuscendo ad affastellare reti su reti, anche grazie al lavoro eccezionale di un maestro di calcio quale è Vincenzo Vivarini.

Una carrellata di prodigi

Presentato a dovere il giocatore, dunque, possiamo finalmente dedicarci alle imprese più recenti del numero 9 catanzarese e, più precisamente, alle tredici gemme incastonate in queste trentaré giornate di campionato, segnate nei modi più svariati. Di destro, di sinistro, di testa, di precisione, d’astuzia, tagliando davanti al diretto marcatore oppure arrivando in corsa, sfruttando le palle inattive o calciando a giro da fuori area, il suo è senza dubbio il bagaglio di un bomber navigato, abile sia ad autoprodursi le opportunità che a sfruttare gli errori e le indecisioni dei malcapitati difensori.

Il gol-simbolo del fantastico torneo di Iemmello probabilmente è la traiettoria disegnata al Tombolato di Cittadella, un arcobaleno mancino partito dal limite dell’area e spentosi all’incrocio dei pali. Prima ancora della conclusione, però, è la preparazione che la precede a essere lucida ed efficiente, pulita, con un dribbling secco ai danni di Carriero che appare automatico come il movimento di una mano a scacciare una mosca fastidiosa. Ad ogni modo, l’ennesima dimostrazione di un talento calcistico che non è soltanto palese, ma anche sfaccettato e multitasking.

Il pallone spolvera la parte inferiore della traversa e dà il temporaneo vantaggio agli ospiti, i quali poi vinceranno 2-1 con un altro lampo dell’ex Frosinone nel secondo tempo.

Se chiedete ai tifosi del Catanzaro, il 99% vi risponderà che i migliori gol del loro idolo sono quelli segnate nelle due partite più attese in assoluto: i derby contro il Cosenza. Se la firma del momentaneo 1-0 nel match d’andata nasce da un facile appoggio nella porta sguarnita dopo l’invito dorato di Katseris, è il timbro impresso nel ritorno del Marulla a spiegarci come adora muoversi Iemmello quando si trova - come spesso accade - nei pressi del fortino avversario.

Con l’attacco che si sta sviluppando sulla destra, lui sembra quasi trotterellare all’altezza dei 25 metri. Non appena capisce di essere sfuggito per un attimo ai radar difensivi rossoblù, si far pescare completamente libero vicino al dischetto del rigore; a quel punto, da lì per lui è un gioco da ragazzi controllare palla, infilare Micai e scrivere il vantaggio sul tabellino.

Per il sottoscritto, tuttavia, la rete che più rappresenta il ruolo di Iemmello nello spartito del Catanzaro è quella rifilata al Bari nella sfida del 27 febbraio. Intelligenza tattica, tecnica, agilità e rapacità: c’è tutto, in un’azione che, peraltro, vede la punta di Vivarini partire da lontano, decentrato sulla sinistra, e piombare a meta dopo aver saltato il portiere biancorosso Brenno (anche per via di un pizzico di fortuna).

Da notare come l’abbassamento del loro compagno fino alla linea di metà campo permetta a Pompetti di andare in conduzione fino alla lunetta ed a Vandeputte di accentrarsi, concedendo ad entrambi la possibilità di aggredire uno spazio che, quindi, si presenta del tutto sgombro.

La leadership

L’importanza di Re Pietro all’interno del gruppo calabrese non si può circoscrivere solamente al del rettangolo di gioco o nella sfera del tangibile; la sua aura va ricercata nel rapporto con i compagni, con i tifosi e con l’ambiente. Per esempio, al termine della pirotecnica gara casalinga contro l’Ascoli (vinta in rimonta e decisa da un’inzuccata del solito noto), Iemmello si rende protagonista di una tirata d’orecchie alle tribune del “Ceravolo”, ree di non seguire l’esempio della curva e, dunque, di non sostenere a sufficienza i propri beniamini in campo: una presa di posizione decisa e, per certi versi, inconsueta, ma che allo stesso tempo ci permette di riconoscere il suo carattere forte e battagliero e il legame con la squadra e la città.

In poche parole, Iemmello è un leader: la sua personalità si riscontra facilmente nelle parole di incitamento sussurrate a Miranda prima che il giovane difensore subentrasse nell’intervallo di Cittadella-Catanzaro, ma anche in un'intervista rilasciata di recente, quando lo stesso Iemmello ha detto di voler portare il Catanzaro in Serie A e di appendere gli scarpini al chiodo una volta ottenuta la salvezza nella massima categoria. Solo il tempo potrà dire se questa promessa verrà esaudita o meno, ma una cosa appare sicura: con il loro allenatore in panchina e seguendo il loro totem in campo, le Aquile possono davvero volare in alto.


  • Nato ad Avellino il 27/06/2002. Collaboratore del Quotidiano del Sud, è tifoso dell'Inter, ma considera l'obiettività il più grande pregio di un tifoso. Ama il bel calcio, la salida lavolpiana e Iniesta.

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