
Sassuolo-Milan (3-3) - Considerazioni Sparse
Il Milan, andato sotto 2-0, non riesce a completare la rimonta. Bene Leao, Kjaer non è più un giocatore da questi livelli.
Il Milan, in evidente stato di shock, ha approcciato la partita contro il Sassuolo come peggio non si poteva. La sconfitta casalinga contro la Roma in Coppa, evidentemente inaspettata, ha indubbiamente tolto tante certezze all’ambiente rossonero. Fino a giovedì, infatti, il Milan era chiaramente la squadra più in forma del 2024, grazie ad un ritrovato Leao e ad una fase difensiva di nuovo in equilibrio. Poi, il 4-4-2 di De Rossi a minare ogni certezza e vecchi incubi a riaffiorare senza pietà. Squadra lunga, ingenuità difensive e poca lucidità nelle scelte.
Il Sassuolo, al contrario, è entrato in campo con la consapevolezza che si trattava quasi di ultima spiaggia. Dopo la vittoria del Lecce sull’Empoli, la pressione sugli uomini di Ballardini è aumentata esponenzialmente. I neroverdi, quindi, erano “costretti” a fare risultato per provare a continuare a sperare nella salvezza. Il Sassuolo ci ha provato, spingendo da subito sull’acceleratore e andando dopo 10 minuti in doppio, meritatissimo, vantaggio. Lo sforzo, però, è stato probabilmente eccessivo: il primo caldo e, soprattutto, il forcing del Milan, hanno costretto gli uomini di Ballardini a rintanarsi strenuamente nella propria area di rigore, subendo la parziale rimonta. Alla fine è arrivato un punto, forse la massima aspirazione appena prima dell’inizio della partita. Ballardini ci sta provando, questo punto forse è più scoraggiante che incoraggiante, visto che a 28 punti, sarebbe cambiato completamente lo scenario.
Il Milan comunque ha provato a vincere la partita. Aver chiuso con Jovic, Giroud, Okafor, Leao e Pulisic insieme in campo testimonia che Pioli ha provato a portarla a casa fino alla fine. L’aver rimontato due gol, anche se al Sassuolo, non è, comunque, roba da poco. Sia chiaro: l’approccio non è stato da grande squadra, perché riteniamo che il Milan non faccia ancora parte di quell’élite. Alle buonissime individualità viene abbinata una totale discontinuità di gioco e di risultati. Ma, ancora una volta, uscire sconfitti dal Mapei, oggi, era altamente probabile. Il Milan è riuscito, di carattere, a rimontare e potrebbe essere una buona notizia per il ritorno europeo.
L’aspetto più positivo di questa partita, per i tifosi milanisti, è stato l’approccio alla partita di Rafael Leao. Autore di un gol bellissimo, a scartare due difensori da fermo, mettendola sul palo lontano, da parte del portoghese, il più criticato del di Europa League, è arrivata una grande è arrivata una prestazione incoraggiante, da leader vero che si è preso sulle spalle la squadra in difficoltà. Ha corso, sudato, assistito i suoi compagni, come a voler dimostrare di essere importante per questa squadra. Adesso, nel giro di una settimana, ci sarà l’occasione per essere decisivi soprattutto nei match che contano davvero.
Tante grazie a Simon Kjaer ma a casa Milan dovrebbero avere il coraggio di ammettere che il danese non è più in grado di giocare a questi livelli. Protagonista della rinascita rossonera, culminata con lo scudetto 2021/2022, Kjaer sembra essere sempre più in difficoltà, partita dopo partita. Oggi sempre in crisi, dalla fase di non possesso alla prima costruzione. In più, nota a margine, ha la colpa di aver perso Thorstvedt sia in occasione del primo che del secondo gol. Sfinito, ha chiuso la sua partita appena dopo l’inizio del secondo tempo per quella che sembra essere il più classico segnale di abdicazione.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














