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Viktoria Plzeň-Fiorentina

Viktoria Plzeň-Fiorentina (0-0) - Considerazioni Sparse


La Fiorentina rimanda il discorso qualificazione fra sette giorni, con più dubbi che certezze.

Le catene laterali. Si dai primi minuti la Fiorentina ha ricercato spasmodicamente la palla lunga verso Nico Gonzalez sulla fascia destra. Purtroppo l'esterno argentino, che pure non ha giocato una partita da buttare, non è mai riuscito a saltare l'uomo in uno contro uno e anche le continue salite di Dodo non hanno mai portato ad un cross pulito verso il dischetto del rigore. L'allenatore del Viktoria Plzen aveva detto che avrebbero posto particolare attenzione sulle fasce della Fiorentina e così hanno fatto, abbassando sempre di più il baricentro e non concedendo isolamenti agli esterni viola, neutralizzando qualsiasi fonte di gioco della squadra di Italiano.

I problemi comunicativi in difesa. La difesa della Fiorentina non è composta da giocatori scarsi, anzi, ma spesso va in difficoltà quando c'è da difendere in modo dinamico. Per esempio nel primo tempo l'azione più pericolosa del Viktoria Plzen è arrivata da un errore di Milenkovic che stava salendo mentre gli altri tre difensori scappavano verso la porta di Terracciano, creando così uno spazio dove i giocatori del Viktoria hanno potuto insinuarsi evitando il fuorigioco. Lo stesso problema, questa volta nel difendere tanto campo alle spalle, si era presentato contro il Milan e quindi ci si chiede se non sia sintomatico di un reparto a cui manca un leader verbale che sappia coordinare i movimenti d'insieme.

Beltràn. Come può un attaccante che non entra mai in area giocare una buona partita? Interpretando il ruolo come ha fatto Beltran che da due mesi a questa parte ha abbandonato le spallate in area di rigore per interpretare il ruolo dell'attaccante ombra dietro ad un nove di spessore. Questa sera Beltràn ha svariato molto su tutto il fronte d'attacco, cercando di creare un tre contro due continuo sulla fascia destra e ha lottato anche lontano dall'azione per consegnare palloni puliti a Belotti - male - e agli esterni - bene a tratti - facendo il lavoro di raccordo che Italiano chiede al trequartista.

Gli avversari. Il Viktoria Plzen, pur essendo squadra di poco conto, ha messo in seria difficoltà la Fiorentina che ha praticamente palleggiato ai bordi dell'area ceca per tutta la partita senza però mai sfondare. I cechi hanno impostato la partita difendendo con due linee basse e portando continui raddoppi sugli esterni per evitare che potessero partire cross puliti verso l'area. Anche in mezzo la densità del centrocampo ha ingabbiato Beltran e neutralizzato tutti i tentativi di passaggio di Arthur e Mandragora che hanno corso poco e inciso ancora meno. A sinistra la Fiorentina è andata costantemente sotto per colpa di un Biraghi rinunciatario e un Sottil che sembrava rimasto a Firenze.

Il rientro di Dodo. Forse l'unica nota lieta in casa Fiorentina è l'approccio alla partita di Dodo che, come contro il Milan, ha dato prova di un'ottima condizione fisica testata da una partita stressante per via dei continui movimenti ad elastico richiesti da Italiano. Il brasiliano si è sempre fatto trovare come appoggio a Nico Gonzalez e ha disputato una partita ordinata anche in difesa, dal suol lato il Viktoria non è mai stato pericoloso e, al contrario, la Fiorentina ha cercato continuamente di innescarlo per saltare l'uomo. Dodo si è fatto trovare pronto e ha fatto tutto ciò che è mancato a sinistra.

  • Classe 99, come Darwin Nuñez. Tifoso della Fiorentina, dell’Athletic Club ed ossessionato dalla Doce. Apprezza il mate, un buon regista davanti alla difesa e tutto ciò che venga dal Rio de la Plata

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