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L'esultanza di Mancini in Milan-Roma

Milan-Roma (0-1) - Considerazioni Sparse


È di nuovo "1-0, Mancini", in una partita preparata ottimamente da De Rossi.

Nel primo round del big match all’italiana, ma in salsa europea, tra Roma e Milan a spuntarla è la squadra di De Rossi. Probabilmente una sorpresa, considerati i valori in campo e il momento brillante dei rossoneri. Non che la Roma, che da quando l’ex capitano è al timone ha perso soltanto due partite di cui una ininfluente contro il Brighton, se la passi troppo male.

La sfida è tra le due compagini è innanzitutto tattica. Pioli decide di giocarsela con le armi che in passato hanno messo in gran difficoltà l’avversaria. La Roma infatti non vinceva contro il Milan addirittura dal 2019, quando in panchina c’era ancora Fonseca. In campo si vedono quindi Leao e Pulisic larghissimi sulle rispettive fasce, con Calabria che da terzino si accentra in posizione da regista in fase di impostazione e Bennacer che si allarga sulla destra, mentre Loftus-Cheek è lasciato libero di trovare il varco giusto sulla trequarti. De Rossi sceglie invece di gettarsi nell’ignoto, sorprendendo però evidentemente anche il suo dirimpettaio. In assenza di N'Dicka, il prescelto accanto a Mancini è Smalling. L’inglese in questa stagione ha giocato poco o nulla e con la Lazio quando è entrato è parso un po’ spaesato, ma il suo è il profilo più adatto per marcare Giroud. L’altra mossa è lo spostamento di El Shaarawy, la cui applicazione in fase difensiva è stata una delle note distintive dello scacchiere giallorosso negli ultimi mesi. La decisione di impiegare il faraone sulla fascia destra per aiutare Celik nella marcatura di Leao e Theo Hernandez ha crea un effetto domino per cui, quando non in possesso del pallone, Dybala scala al centro e Lukaku sulla sinistra senza comunque allargarsi troppo, lasciando quindi quasi interamente a Pellegrini l’intero spazio davanti a Spinazzola.

Nel primo tempo il Milan non riesce a trovare le misure. Le uniche soluzioni sono i lanci in profondità per Pulisic, comunque spesso forzati e quasi sempre arginati con facilità dallo stesso Spinazzola, e i tiri da fuori nelle rarissime occasioni in cui Pellegrini e Paredes - protagonista di una grande partita - non si spartiscono i compiti con i tempi giusti. La Roma invece è spesso efficace in fase di ripartenza e uscita pulita del pallone nonostante la presenza di Smalling, in teoria uomo poco avvezzo al fraseggio corto. El Shaarawy e Celik riescono a combinare con comodità e Dybala e Pellegrini danno una grossa mano abbassandosi per facilitare la gestione della sfera. Proprio da una ripartenza che coinvolge El Shaarawy e Lukaku nasce il calcio d’angolo del gol. Dybala dalla bandierina mette in mezzo un pallone perfetto, Pellegrini e Lukaku bloccano in sequenza Loftus-Cheek e Mancini, assoluto mattatore del momento, può colpire in solitudine e bucare Maignan. I giallorossi hanno addirittura l’opportunità di raddoppiare in più di un’occasione, con il Milan che effettua un pressing alto, ma mai davvero intenso. Da un grande strappo di Spinazzola nasce la più grande opportunità per il raddoppio romanista: cross mancino sul secondo palo per El Shaarawy, che invece di calciare di potenza lascia partire un destro al volo che non è né un tiro né un cross.

Il secondo tempo segue un copione simile. Leao fatica a trovare l’uno contro uno e non si accentra praticamente mai, e anche Pulisic è praticamente sempre raddoppiato. Nella Roma sale di giri Pellegrini, un po’ sacrificato nella prima frazione, che con l’aiuto di Lukaku si crea una buona occasione strozzando troppo il sinistro. Proprio il belga è stato protagonista di una gara un po’ monca in fase di finalizzazione, arrivando in ritardo su un paio di situazioni interessanti, ma perfetta nella difesa del pallone e appoggio ai compagni. Discorso simile per Dybala, poco presente in area di rigore (anche se un paio di volte ha trovato il tiro da fuori), ma utilissimo nel guadagnare falli e ripulire palloni sporchi.

I cambi, ritardati all’eccesso da De Rossi, danno invece un po’ di brio in più al Milan. Prima Adli, che va vicino al gol con un tiro-cross dalla destra, poi soprattutto Chukwueze, entrato probabilmente troppo tardi. L’ex-Villarreal è il fautore della più grande occasione per il Milan, che arriva quando negli ultimi minuti la Roma un po’ a corto d’ossigeno decide di abbassarsi: dribbling secco su Spinazzola e pallone a rimorchio per Giroud che incredibilmente spara sulla traversa a Svilar battuto.

C’è tempo per qualche cambio mourinhano di De Rossi, che toglie Paredes diffidato per Bove, Pellegrini per Aouar e poco dopo addirittura Lukaku per Llorente, e soprattutto per un rigore recriminato dal Milan. Su calcio d’angolo dalla sinistra Abraham, anche lui subentrato per Dybala come nel derby, colpisce il pallone con la mano nel tentativo di impattare di testa. Il VAR giudica con un nulla di fatto e la partita finisce 0-1 per la Roma. Il giudizio definitivo è rimandato alla gara di ritorno, col Milan che con un risultato ancora apertissimo ha tutte le capacità per rimontare, ma la Roma ha ancora una volta dimostrato di aver acquisito negli ultimi anni una maturità europea invidiabile. Effetto che in qualche modo ha colpito anche De Rossi, allenatore alle prime armi, ma protagonista di una partita preparata perfettamente.


  • Romanista e autista del Carro Lorenzo Pellegrini. Bevitrice di Peroni in offerta. Fondamentalista lucana. Noel è il Gallagher superiore.

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