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Copertina Ange-Yoan bonny
, 9 Aprile 2024

Ange-Yoan Bonny è tutt'altro che un finalizzatore


Il Parma è pronto al salto in Serie A. Lo è anche il suo centravanti?

Ange-Yoann Bonny compare molto di rado nel tabellino dei marcatori. Per lui, però, il gol sembra un di più. Dire che per un attaccante il gol è un di più, per certi versi, significa snaturare il ruolo che gli abbiamo storicamente attribuito. Logica vuole che il gol sia il prodotto principale di un attaccante, un elemento essenziale per sbarcare il lunario. Come se dicessimo che per un vasaio non sono importanti i vasi, un paradosso in piena regola.

Eppure, specialmente in questi anni, abbiamo spesso imparato a considerare il gol per un attaccante solo come un orpello. La cosiddetta ciliegina sulla torta. Intendiamoci: il gol, anche per un attaccante come Bonny nel Parma di Pecchia, è importante, ma non è fondamentale. O meglio, non è essenziale se il contesto di gioco chiede al suo attaccante di non essere esclusivamente un finalizzatore, ma di dare il suo contributo in altri modi.

Il centravanti non è più solo sinonimo di finalizzatore. Se da un lato conosciamo da vicino il problema di un attaccante che non sa - o magari non è messo in condizione - di fare gol, dall’altro avere un terminale offensivo che sappia anche associarsi ai compagni con la palla e leggere gli spazi è una richiesta sempre più crescente. Avere entrambe le frecce in faretra vuol dire appartenere a una nicchia ancora ristretta di giocatori. Panegirico inutile? No.

Bonny non solo non è capocannoniere del Parma pur essendo il centravanti titolare, ma è un giocatore cui il gol pare interessare in modo relativo. Un problema? Non si direbbe, visto che i ducali sono al momento primi con 5 punti di vantaggio sulla seconda, in una Serie B italiana dove storicamente regna l'equilibro più assoluto.

Fino a questo momento, solo 3 gol in 30 presenze nella stagione di Serie B. Eppure, si parla pur sempre di un classe 2003 con presenze sia nell'Under19 che nell'Under20 della Francia, non proprio la selezione nazionale più scarna di talento. Se prendessimo come parametro le sole marcature, Bonny ha gli stessi numeri di Estevéz (centrocampista centrale), Partipilo (attaccante laterale non titolare), Čolak e Charpentier (entrambe prime punte ma non titolari). Ma, repetita iuvant, il suo gol è un non-problema: il Parma vanta al momento uno dei migliori attacchi dell'intero campionato cadetto con 57 gol.

Bonny
Bonny in Bleus

Pecchia non si sta preoccupando granché del bottino realizzativo del suo attaccante: tutto il resto sta funzionando a meraviglia - meno bene nelle ultime 2 partite - e l'approdo in A sembra veramente solo questione di tempo. Se, invece, ci concentrassimo solo sull'analisi del giocatore, noteremmo subito che nei suoi numeri realizzativi c'è qualcosa che non va. Se è vero che l'attaccante non deve essere solo un finalizzatore, da qualche dato bisognerà anche iniziare per fare delle valutazioni. E allora, essendo gli aspetti positivi dell'attaccante francese ancor più messi in risalto dal vestito che Fabio Pecchia ha pensato per il suo Parma, vale la pena iniziare da tutto ciò che Bonny potrà aggiungere al suo bagaglio di soluzioni.

La scarsa finalizzazione

Uno scoglio apparentemente insormontabile? In realtà non così tanto. Dato per assodato un problema realizzativo esiste - i soli 3 gol in 30 presenze in campionato lo dimostrano - è lecito chiedersi se questo limite sia insito o se sia in qualche modo dovuto allo stile di gioco del Parma. Potrebbe essere un buon mix di entrambe le cose. Bonny non è mai stato un grande finalizzatore in senso assoluto: questa è la sua miglior stagione alla lettura dei tabellini. Nel 2022/23, in 26 presenze con il Parma (play-off compresi), ha realizzato una sola rete. Nella prima esperienza da professionista, nella terza serie francese (LB Châteauroux), anche in quel caso un solo gol. Se a questo si aggiunge la funzione peculiare all'interno della manovra, ecco che si spiega il magro bottino.

Bonny

Bonny calpesta in maniera omogenea quasi tutte le zolle della metà campo avversaria e, di conseguenza, occupa poco l'area di rigore. Ciononostante, rimane comunque uno degli attaccanti che tocca più palloni all'interno dell'area avversaria (7,11 per 90' via FBref). Il francese non è un riferimento statico che aspetta il pallone vagante all'interno degli ultimi 16 metri: arretra il raggio d'azione per costruire e per tenere palla spalle alla porta quando richiesto, fondamentale per il quale la stazza fisica imponente è fedele aiutante.

Già il solo fatto che il francese si trovi a coprire tanto campo - e per di più con le spalle rivolte alla difesa - implica che il suo campo visivo non contempli facilmente la porta avversaria. Questo si traduce in un numero molto basso di tiri tentati: Bonny ne effettua 1,68 a partita (9° percentile tra gli attaccanti della Serie B 2023/24. Massimo Coda, per fare un esempio, ne effettua 3,96 per 90 minuti), a cui però abbina una notevole percentuale di tiri che raggiungono lo specchio (41,9%, 81° percentile): Il numero di gol (3) è anzi leggermente superiore a quello dei non penalty Expected Goals (2,9). Come spiegare, allora, il basso tasso di conversione dei tiri in porta in gol (0,23), ben al di sotto della media (0,33) degli attaccanti della categoria?

Il limitato numero di tiri non è solamente conseguenza delle disposizioni tattiche di Pecchia: Bonny non è dotato di eccezionali doti balistiche. Un tiro del francese registra un valore medio di 0,09 npxG, valore al di sotto della media degli altri attaccanti di B (0,11 npxG per tiro). Ciò vuol dire che Bonny tenta dei tiri più difficili o preparati peggio della media.

Un esempio di come Bonny, dopo aver costruito l'azione con una triangolazione, arriva al tiro in corsa con il corpo sbilanciato

L'abilità nei passaggi

Se volessimo etichettare Bonny con un epiteto retrò, dovremmo senz’altro utilizzare l’aggettivo generoso. Il continuo movimento richiestogli da Pecchia durante la gara può ripercuotersi sì sull’aspetto realizzativo, ma mette in mostra i numerosi pregi del ventenne di Aubervilliers.

Bonny è abilissimo ad associarsi con i compagni: è uno degli attaccanti che produce più assist nel campionato cadetto (0,33 assist per 90 minuti, 96° percentile), emblema di un giocatore più portato al passaggio che al gol. Nonostante il numero di passaggi tentati sia di poco superiore alla media, a saltare subito all'occhio sono le percentuali di passaggi riusciti: 83,8% per i passaggi corti (89° percentile tra gli attaccanti); 84,3% per i passaggi medi (98° percentile); 72,7% per i passaggi lunghi (82° percentile). Per non parlare dell'efficacia in termini di key passes: 2,33 passaggi chiave - passaggi che portano direttamente a un tiro - per 90 minuti, 98° (!) percentile tra gli attaccanti di B. Pur avendo una struttura fisica totalmente diversa, il cluster in cui FBref inserisce Bonny è giustamente quello dei Cesar Falletti, Franco Vázquez, Mirko Antonucci e Pablo Rodríguez, giocatori prima di tutto di proprietà tecnica e fantasia calcistica.

L'assist per Mihăilă contro la Feralpisalò rende bene come l'attaccante francese sia coinvolto nel gioco.

Il gioco spalle alla porta

Uno dei principali punti di forza del Parma di Pecchia riguarda le corsie laterali. I giocatori sono liberi di associarsi secondo la loro sensibilità e costruire una rete di passaggi che permettono alla squadra di superare la pressione avversaria. In un'intervista alla Gazzetta dello Sport, lo stesso allenatore ducale ha riconosciuto di avere "giocatori per un calcio più verticale", tracciando delle differenze con le sue precedenti esperienze sulle panchine di Verona e Cremonese. Consapevole che sia il gioco a doversi adattare ai giocatori e non viceversa, la fluidità posizionale dei giocatori offensivi del Parma non è altro che un'emanazione del Pecchia-pensiero.

Non è di Bonny, ma questo gol a Genova in seguito ai movimenti della catena di destra merita menzione.

Proprio per favorire gli inserimenti centrali delle ali, Bonny si abbassa o rimane in porzioni più basse di campo. Il francese lavora molto spalle alla porta per attrarre su di sé l'uomo e creare un buco centrale che viene riempito dagli inserimenti. I migliori marcatori del Parma sono Man e Benedyczak, guarda caso giocatori che spesso partono dall'esterno.

La traccia verticale per Man non basta a chiudere l'azione, ma la visione di gioco di Bonny è elitaria.

In altri casi, il gioco spalle alla porta è utile per sovraccaricare la fascia su cui si sviluppa l'azione. La sua stazza e la capacità di difendere il pallone gli permettono di conservare bene la palla anche con il marcatore a diretto contatto tra schiena e bacino.

Conduzione e dribbling

Un altro aspetto positivo di Bonny, che gli permette di emergere nel contesto dinamico e verticale del Parma di Pecchia, riguarda l'uso della velocità in conduzione, accompagnato da un buon controllo di palla. La possenza fisica del francese genera costanti mismatch con i difensori avversari, quasi sempre costretti a inseguirlo.

Bonny è uno degli attaccanti che entra maggiormente in area di rigore tramite conduzione della palla (1,52 per 90', 98° percentile) e, soprattutto, detiene il primato di dribbling riusciti (2,17 per 90'). Il numero è elevato anche per via di un volume di tentativi spropositato, ma anche considerando solo la percentuale di quelli riusciti (54,8%), Bonny rimarrebbe comunque uno dei migliori del campionato (93° percentile).

Bernabé trova una traccia, Bonny elude con una finta di corpo il marcatore e procura un giallo che sarebbe dovuto essere rosso.

Ciò che veramente stupisce non è solo la sua maturità fisica, che già lo rende uno degli attaccanti più pericolosi della categoria, ma anche il modo in cui ha imparato a usare il corpo nello spazio, dote che non sembrerebbe propria di un ragazzo appena ventenne.

Ange-Yoann Bonny ha margini di miglioramento enormi, il feeling con il gol in primis, se vuole affermarsi come un attaccante dal repertorio completo. Ma le ottime basi con e senza palla, che gli permetterebbero già oggi di adottarsi in contesti diversi, sono rare da trovarsi così pure e naturali innestate in un corpo dalla struttura simile. Le potenzialità ci sono tutte. Starà a Bonny, a Parma o in qualsiasi squadra dei massimi livelli calcistici, trasformarle in atto.


  • Classe 1996. È ancora convinto che Chinaglia non può passare al Frosinone. Gli piace l'odore delle case dei vecchi. Considera il 4-3-3 simbolo della perfezione estetica.

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