
Udinese-Inter (1-2) - Considerazioni Sparse
L'Inter la vince con il centrocampo: Calhanoglu, Mkhitaryan e Frattesi domano un'Udinese organizzata e volenterosa.
Per una questione di pochi secondi, le famose tabelle che circolano ormai da settimane sul web dovranno essere riscritte. I secondi in questione sono quelli che separano la rete di Davide Frattesi dal fischio finale dell'arbitro, o quelli che sono bastati al centrocampista nerazzurro per sorprendere la difesa friulana e siglare una rete che ha tantissime similitudini con quella realizzata sempre da lui contro l'Hellas Verona appena quattro mesi fa. L'Inter vince meritatamente, pur continuando a non brillare, contro un'Udinese che ha rischiato per larghi tratti della partita di non uscire a mani vuote dallo scontro con la capolista. Alla fine, però, non sono arrivati quei punti decisivi che avrebbero proiettato la squadra di Cioffi lontana dalla zona retrocessione: i friulani corrono, difendono e chiudono anche gli spifferi delle porte del Bluenergy Stadium ma ciò non basta ad evitare una sconfitta resa ancora più amara dagli infortuni di Lovric e Thauvin.
Per accontentare i tifosi nerazzurri appassionati di astronomia, Lautaro e Thuram scelgono che non possono essere da meno rispetto alla meravigliosa eclissi solare di quest'oggi e decidono di fare lo stesso. I due attaccanti, come ampiamente preventivato dalla viglia, pagano ancora una tremenda condizione fisica e sono limitati benissimo dal lavoro dei centrali della difesa bianconera. Nonostante una prestazione impalpabile di entrambi, a Lautaro va tuttavia riconosciuto il merito non solo di aver propiziato la rete del definitivo 1-2 ma anche quello di essersi comportato come un vero Capitano nell'occasione dell'assegnazione del rigore poi realizzato da Calhanoglu. Per fortuna dell'Inter, però, el segna semper lü: in un giro di coincidenze quasi cabalistiche, a decidere la gara è un altro gol di Frattesi che si sviluppa quasi come una copia carbone della rete della vittoria nel match della befana contro il Verona. Frattesi è l'uomo della provvidenza ma non solo: da subentrante si dimostra l'uomo più pericoloso della partita tra le file dei nerazzurri e il gol va a premiare un'atteggiamento mentale da campione vero.
In una partita che si svolge secondo un canovaccio tattico ampiamente prevedibile, la differenza la fa l'intelligenza di uno dei giocatori col più alto QI calcistico (e non solo) del nostro campionato. Difficile raccontare la partita di un giocatore che sembra fare solo cose non destinate ad entrare negli highlights e nei tabellini, ma la prestazione di Henrikh Mkhitaryan e riassumibile in una sola parola: imprescindibile. L'armeno è imprescindibile in fase di possesso ma anche in quella di transizione, deliziando il pubblico friulano con giocate sontuose che sembrano le uniche in grado di sparigliare l'organizzatissima difesa dell'Udinese. Ma Mkhitaryan è imprescindibile anche in fase difensiva: l'intervento miracoloso che evita il gol già fatto di Thauvin è un gesto che da solo vale almeno metà dei tre punti ottenuti questa sera dai nerazzurri. Vista la concomitanza con la sfida all'Udinese, rispolveriamo un vecchio tormentone spesso usato in riferimento al grande Totò Di Natale: se solo avesse dieci anni di meno...
L'Udinese scende in campo, giustamente, con l'obiettivo si sfruttare al meglio la sua altissima organizzazione difensiva in combinato disposto con il pessimo momento dell'attacco interista. E ci riesce: abbiamo già accennato alla grande prestazione di Bijol, Perez e Kristensen ma è tutta la squadra a gestire benissimo la fase difensiva, con sacrificio, abnegazione e grande coscienza tattica. Le parate di un Okoye in stato di grazia (anche al di là dell'errore che ha causato il rigore del pareggio) sembravano indirizzare definitivamente la partita verso un risultato molto positivo per i ragazzi di Cioffi, che pagano però la resilienza e la fame di una squadra che vuole chiudere al più presto ogni discorso su tabelle e rimonte. Tabelle che, però, si fanno sempre più interessanti proprio per l'Udinese, che fallisce la (insperata) possibilità di staccarsi dai bassifondi della classifica.
Infine, merita di essere raccontata la strana serata dell'attacco dell'Udinese. I padroni di casa scendono in campo senza una prima punta e l'assenza di Lucca si fa sentire nell'incapacità di Thauvin e Pereyra di far alzare il baricentro a furia di colpi di testa e sportellate. Le difficoltà dell'attacco si materializzano in uno 0.08 xG che è comunque sufficiente per permettere al grande quasi ex Samardzic di realizzare la rete più rocambolesca di questo campionato. Negli ultimi minuti, poi, Cioffi manda addirittura in campo Ebosele a cercare di sfruttare fisico e velocità nel duello individuale con Acerbi e ad affiancare un Thauvin eroico e nonostante tutto utilissimo, che però si fa male ed è costretto a giocare dieci minuti praticamente da fermo. Il suo infortunio, assieme a quello di Lovric, è forse la nota più negativa di un'Udinese-Inter già sufficientemente sfortunata per la squadra friulana.
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