Logo Sportellate
Un'azione di gioco di Lecce-Roma
, 1 Aprile 2024

Lecce-Roma (0-0) - Considerazioni Sparse


Un Lecce sprecone non riesce a capitalizzare una grande prestazione contro la Roma più brutta della gestione De Rossi.

Al Via del Mare va in scena un insolito Lecce-Roma di Pasquetta, in cui le emozioni non sono mancate e, alla luce di quanto visto in campo, l'assenza di gol rimane un fenomeno ai limiti dell'inspiegabile. Priva dei suoi due migliori palleggiatori, visto che Dybala non è al meglio e Pellegrini è squalificato, la Roma si presenta con l'ormai consueto 4-3-3 dando fiducia a Baldanzi, Bove e Zalewski. Gotti invece opta per un 4-4-2 con il doble pivote Piccoli-Krstovic, ma soprattutto per una squadra molto più aggressiva di quella vista a Salerno. Pronti via e si intuisce subito quanto la squadra salentina abbia preparato bene il match: con Paredes sempre schermato la Roma perde la sua principale fonte di gioco, ma è soprattutto la catena di sinistra, con Gallo e il più avanzato Dorgu, a mandare ripetutamente in tilt il sistema giallorosso, con Baldanzi (che non nasca come esterno) sempre in affanno nel rincorrere;

Per la Roma è un altro primo tempo da incubo, dopo quelli di Frosinone e di Firenze. Il giro palla risulta troppo lento e la fase di pressing disorganizzata, con i centrocampisti che spesso faticano ad accorciare. Il Lecce al contrario trova tante soluzioni per l'uscita palla al piede, attraverso il ricorso alle catene di fascia o al lancio verso i due attaccanti con i centrocampisti pronti ad aggredire sulle seconde palle, e in 45' trova la cifra record di 16 conclusioni verso la porta avversaria. Solo la scarsa lucidità sottoporta di Piccoli e Krstovic permette alla Roma di andare indenne negli spogliatoi;

Contrariamente alle altre occasioni, stavolta De Rossi non riesce a far cambiare passo ai suoi nella ripresa, e il canovaccio della gara rimane invariato. Solo dopo la clamorosa occasione fallita da Dorgu al 68' la Roma riesce a prendere il controllo delle operazioni, creando qualche situazione interessante di superiorità numerica grazie alla progressione con il pallone di uno dei due centrali, ma è un'illusione che dura poco. I neo-entrati Aouar e El Shaarawy regalano un paio di scintille, sventate da un ottimo Falcone, ma lo scoprirsi nel tentativo di portare a casa i 3 punti si scontra con un Lecce mai domo e pronto a sguazzare nelle praterie che i giallorossi concedono, con tanto di traversa finale di Oudin;

Luca Gotti è un uomo di poche parole e che sembra scarsamente interessato a fare self-marketing, nonostante le sue espressioni ai limiti dell'impassibile siano una miniera d'oro per tante pagine che producono meme. Ha preso in corsa il Lecce in un momento difficile e da pochissimo ma già oggi, dopo la vittoria all'insegna del pragmatismo a Salerno, si è vista nettamente la sua impronta, che va ben oltre il cambio di modulo. L'aggressività e l'intensità messa in campo, oltre all'eccellente occupazione degli spazi che ha garantito il secondo clean sheet consecutivo, sono emblema di una squadra viva, pronta ad andare oltre anche i propri limiti. Stasera è mancato solo il gol, ma i giocatori sembrano essere valorizzati dal nuovo approccio, basti guardare le prestazioni di Krstovic da fulcro del gioco, di Ramadani da tuttocampista (senza mai risentire della teorica inferiorità numerica in quella zona del campo) e di Dorgu in una posizione avanzata che ne esalta le doti in progressione e in dribbling;

Anche l'impronta di Daniele De Rossi sulla Roma è apparsa da subito evidente, e i risultati parlano per lui: oltre ai due turni superati in Europa League, in campionato sono arrivate 7 vittorie e 2 pari nelle prime 10. Se i giallorossi sono ancora in corsa per un posto in Champions, lo devono principalmente all'avvicendamento in panchina. Dall'altro lato, però, la gara di stasera metteva in palio 3 punti fondamentali per arrivare lanciati a una serie infernali di scontri diretti, ed ha invece reso evidente che c'è ancora tanto da lavorare. Non è sicuramente semplice trovare i giusti tempi nell'aggressione alta per una squadra che era abituata a trascorrere lunghe fasi di attesa bassa senza il pallone, ma la fase di non possesso è stata disastrosa, e solo per miracolo la porta è rimasta inviolata. Come nel caso poi conclusosi con la diagnosi del "rigetto" della difesa a 3, la scelta di affidarsi al centrocampo "mourinhano" con Paredes, Cristante e Bove si è rivelata fallimentare, perché i tre hanno faticato enormemente e soprattutto il più giovane è sembrato un pesce fuor d'acqua. Anche Angelino si è visto troppo poco, e non ha fornito nemmeno supporto come regista occulto all'accerchiato Paredes. Qualche nota positiva arriva invece da Baldanzi, tanto in sofferenza a rincorrere Gallo quanto ispirato con il pallone tra i piedi, e dal solito sicurissimo Svilar. Tra 5 giorni sarà derby, e servirà tutta un'altra squadra rispetto a quella di Lecce-Roma.


  • Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

Ti potrebbe interessare

Khéphren Thuram non è solo un figlio d'arte

Khéphren Thuram non sarà soltanto il sostituto di Rabiot nella Juventus di Thiago Motta

C’eravamo tanto amati

Finisce un’era, irripetibile sotto ogni punto di vista: Ciro Immobile lascia la Lazio

Al ritmo di Enzo Le Fée

Il 2000 francese mostrerà a Roma lo stesso potenziale intravisto a Lorient?

Storia della bromance Eze-Olise

Il trasferimento di Olise al Bayern segna la fine di una delle più belle coppie dell'ultima Premier League.

Dallo stesso autore

Mondiale 2022: guida al Belgio

La "Last Dance" per la generazione d'oro dei diavoli rossi. Riuscirà il Belgio a concretizzare quanto di buono costruito e fatto vedere in questi anni?

"Speravo de morì prima" è una serie che lascia interdetti

Una serie con spunti interessanti, momenti cringe e ossessionata da Luciano Spalletti.

Le 10 canzoni più brutte del Festival di Sanremo

Il peggio del peggio di 70 edizioni della kermesse canora più famosa d'Italia.

Lo scudetto di Erdogan

Alla scoperta dell'Istanbul Başakşehir.
Newsletter
Campagna Associazioni a Sportellate.it
Sportellate è ufficialmente un’associazione culturale.

Associati per supportarci e ottenere contenuti extra!
Associati ora!
pencilcrossmenu