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, 1 Aprile 2024

Inter-Empoli (2-0) - Considerazioni Sparse


La colomba la portano Dimarco e Sanchez: l'Inter riprende la sua marcia battendo l'Empoli pur senza brillare.

Più che l'uovo di Dragon Ball o delle Galatine, ciò che i tifosi dell'Inter speravano davvero di ricevere in dono per Pasqua era una vittoria che permettesse alla squadra di voltare definitivamente pagina dopo le delusioni e le polemiche post Atletico Madrid e Napoli. I loro desideri sono esauditi da un 2-0 che non convince a pieno e che non nasconde le difficoltà di una squadra che ha vinto meritatamente ma che comincia a mostrare tutta la fatica fisica e mentale di una stagione che però ancora non è finita. L'Empoli invece non si concede la semplice gita fuori porta di Pasquetta ma arriva a Milano per giocarsela e cercare di ottenere punti che potrebbero valere una grossa fetta di salvezza. Così non è e al posto dei punti arriva la quarta sconfitta consecutiva ma la squadra di Nicola sfodera un'ottima prestazione e si conferma come una delle pretendenti più serie per la salvezza finale.

Le difficoltà dell'Inter emergono soprattutto nelle fasi di rifinitura e realizzazione: Thuram è sovrastato da una prestazione superba di Luperto e non riesce più a trovare lo spunto con la stessa facilità del girone d'andata mentre Lautaro sta vivendo semplicemente un calo di condizione fisica impressionante, che ne limita fortemente l'efficacia. L'appannamento dei due attaccanti nerazzurri si aggiunge alla cronica imprecisione sotto porta di una squadra che spreca almeno un paio di occasioni decisive per mettere il ghiaccio alla partita già a inizio secondo tempo. Non è un caso che l'Inter ricominci ad aumentare i giri del motore quando entrano Sanchez e soprattutto Denzel Dumfries: l'olandese non solo è decisivo con l'assist per la rete del raddoppio ma riesce ad essere l'arma offensiva decisiva per chiudere la gara, grazie alla velocità e alla profondità che riesce a dare alle azioni dei padroni di casa.

Se è evidente (e comprensibilissimo) che l'Inter non abbia più la stessa brillantezza di appena un mese fa, la vittoria non arriva comunque per inerzia ma grazie ad una buonissima prestazione della squadra dalla mediana in giù. Barella e Mkhitaryan sfoderano due prestazioni eccellenti e di enorme qualità, mentre Pavard e Dimarco corrono e giocano per tre, da veri attaccanti aggiunti. Ma ad impressionare più di tutti è Alessandro Bastoni, il 50% dei Bastoni oggi presenti in campo. Al netto della forza dell'avversario odierno, questa sera il centrale della Nazionale gioca con l'autorevolezza tipica dei grandi difensori e il dinamismo, la tecnica, la lettura degli spazi e il tempismo dei centrocampisti più forti. Ma ridurre l'ex Atalanta ad una sola di queste categorie sarebbe riduttivo e quasi offensivo. Di certo, la sua prestazione è da annoverare tra le cose più belle di questa Pasquetta, dietro solo forse alle costolette grigliate.

L'Empoli è ben messo in campo e si vede: lo stato di forma non brillante dei nerazzurri è un fattore importante ma i toscani sono bravissimi a coprire bene gli spazi, eseguire la prima pressione e a non farsi schiacciare dalla forza degli avversari. Il grande merito della squadra di Nicola sta nell'essere riusciti ad impedire che l'Inter imponesse il suo gioco e i suoi ritmi, con una partita di grande sacrificio ma anche grande intelligenza tattica. Della prestazione di Luperto abbiamo già parlato, ma anche l'altro Bastoni, Simone, e in generale tutto il blocco difensivo azzurro meritano più d'una lode.

Anche per l'Empoli, però, il problema è l'attacco. Niang si sbatte tanto ma può poco o nulla contro i mastini nerazzurri e così la maggior parte delle occasioni azzurre sono merito degli inserimenti e del dinamismo delle mezzali e degli esterni di centrocampo. Cambiaghi è ben controllato da Pavard ma quando si accende mostra sempre di essere l'arma più pericolosa a disposizione di Nicola. Ma, purtroppo, più di tanto non si può fare, tant'è che, in telecronaca, Pardo si avventura in un elenco surrealista delle punte a disposizione dei toscani: Caputo, Cancellieri, Cerri, Mattia Destro sono nomi per duri di fegato che aggiungono sono prestigio al lavoro di Nicola, che ha smesso di poter contare anche sulla vena realizzativa di Zurkowski.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio, cinema e musica. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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