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Giro delle Fiandre
, 31 Marzo 2024

Giro delle Fiandre - Considerazioni Sparse


Un van der Poel perfetto conquista la sua terza Ronde. Secondo a sorpresa Luca Mozzato.

Vincere da massimo favorito, nel ciclismo come in qualsiasi altro sport, non è mai semplice. Ma trionfare così, come fatto da Mathieu van der Poel nel Giro delle Fiandre 2024, è roba davvero da grandissimi. Il campione del mondo fa tris in questa Pasqua magica, raggiungendo Fiorenzo Magni e trasformandosi ancora di più in “Leone delle Fiandre”.

L'olandese è stato perfetto, in ogni aspetto. Ha mostrato una gamba mostruosa in ogni fase della gara che poteva diventare più complicata del previsto viste le manovre “a tenaglia” tentate da qualche squadra che ha cercato di rendere ancora più dura una corsa resa ancora più massacrante dalla pioggia. Ha mostrato una solidità mentale eccezionale, mantenendo i nervi saldi anche quando alcuni dei rivali più pericolosi si sono avvantaggiati: non ha risposto ad ogni azione, contando anche sull'eccellente supporto della sua squadra che si è mostrata solidissima. Ha lasciato sfogare tutti gli altri, ha tenuto la situazione sotto controllo e poi, nel pantano del Koppemberg, se n'è andato.

Ha semplicemente accelerato, senza alzarsi sui pedali per evitare che la ruota posteriore potesse slittare sul ciottolato bagnato e fangoso. È stato l'unico, di fatto, a non mettere i piedi per terra lungo le pendenze micidiali di una delle salite simbolo della Ronde Van Vlaanderen, dando inizio a una cronometro solitaria di 44 chilometri in cui nessuno, proprio nessuno, è riuscito a ricucire. Provate a chiedere a Matteo Jorgenson, l'americano dal nome italiano finito nel novero delle possibili sorprese dopo il successo nella “Attraverso le Fiandre”: c'ha provato lo statunitense, è arrivato a pochi secondi dall'aggancio ma poi è esploso, piegato dallo sforzo incredibile di tentare di raggiungere l'irresistibile campione del mondo che, chilometro dopo chilometro, muro dopo muro, ha guadagnato secondi su secondi fino a tagliare il traguardo con 1 minuto e 2 secondi su Luca Mozzato. A sorpresa è l'azzurro dell'Arkea a conquistare la piazza d'onore al Giro delle Fiandre 2024, vincendo la volata del gruppo dei battuti su Micheal Matthews che, dopo il podio alla Sanremo, fa il bis anche in Belgio.

L'Italia gusta anche un sapore dolce, che plaude anche a un commovente Alberto Bettiol. Il piemontese vive un Giro delle Fiandre magico, come quello vinto nel 2019 in cui non trovò alcun marziano sulla sua strada. È stato il primo degli umani il portacolori della EF che dopo essersi fatto sorprendere troppo indietro nella fase decisiva, ha saputo rimontare posizioni e trovare la forza per involarsi insieme a Dylan Teuns sull'ultimo passaggio sul Kwaremont. Prima della beffa finale: i due, infatti, sono stati raggiunti proprio sulla linea d'arrivo quando si stavano per giocare i piazzamenti sul podio. Poco male: Bettiol - alla fine decimo - in questa stagione sembra aver trovato quella continuità che gli era mancata nelle passate stagioni e che lo proietta – con buona probabilità – ad essere il faro della Nazionale alle Olimpiadi di Parigi. Un secondo posto che, dunque, rende dolce la giornata anche dell'Italia in una domenica di Pasqua che gli appassionati ricorderanno per lungo tempo. Perché il Fiandre 2024 si è acceso già sul Molenberg, a cento chilometri dalla conclusione. È Mads Pedersen, il danese acciaccato e su cui è rimasto il rebus per la sua condizione fisica, ad accendersi e portare via un gruppetto in cui spiccano anche tante maglie della Visma-Lease a Bike. Un tentativo di “accerchiare” van der Poel e la sua squadra che, però, non sortisce gli effetti sperati: l'Alpecin, infatti, inserisce nel tentativo l'ottimo Gianni Veermersch mentre dietro gli altri compagni si riorganizzano e riescono a non far dilatare il distacco. Il tentativo di far innervosire il campione del mondo, alla fine, risulta un fallimento.

A innervosirsi sono gli avversari: Pedersen, grande protagonista nonostante un finale con la spia rossa dell'energia accesa, tenta l'attacco solitario ma a marcarlo stretto c'è ancora Veermersch. Gioco di squadra, quello della Alpecin, che fa saltare ogni tipo di tattica. Al resto, poi, c'hanno pensato le gambe del campione del mondo: a 87 km dal traguardo, nel caos dei continui attacchi, allunga e in soli 200 metri riesce a portarsi sugli atleti più pericolosi. A 55 km dal traguardo, poi, sul vecchio Kwaremont accelera e manda in frantumi il gruppo prima di piazzare l'attacco decisivo sul Koppenberg, unico a non mettere i piedi a terra. Poi è solo una passerella trionfale per diventare il primo uomo a piazzarsi per cinque volte consecutive sul podio del Giro delle Fiandre, dominato in maglia di campione del mondo e vinto per la prima volta arrivando da solo al traguardo. La sua bicicletta alzata al cielo resterà un immagine, l'ennesima, destinata ad entrare negli annali di storia del ciclismo.


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