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Wataru Endo risolve problemi


Uno degli acquisti meno glamour del Liverpool si è rivelato fra i più azzeccati.

Lo strapotere economico dei club inglesi è un dato di fatto nel panorama continentale. La Premier League può contare su introiti e capacità di spesa imparagonabili agli altri campionati europei. Perfino le neopromosse inglesi hanno a disposizione budget per competere con squadre più blasonate senza timori reverenziali. Come ci arriva, dunque, Wataru Endo a Liverpool?

Chelsea e Manchester United hanno portato questo potenziale di spesa quasi infinito fino alle estreme conseguenze. Così come Penelope di giorno tesseva la tela per poi scucirla di notte, questi club sono da anni bloccati in un vortice incessante di acquisti e cessioni. Anno dopo anno si balla un valzer di spese milionarie e successive minusvalenze, senza riuscire a dare continuità e stabilità ai loro progetti tecnici. Anche senza arrivare a scomodare questi esempi da manuale di bulimia calcistica, è comunque evidente come nessuna delle big inglesi sia totalmente immune dalla tentazione di staccare corposi assegni – che farebbero impallidire la stragrande maggioranza dei rivali europei – appena si ritrovano con la necessità di coprire un buco nella loro rosa.

Nella scorsa sessione estiva, il Liverpool si è trovato a dover rifondare completamente il suo centrocampo. Agli addii di Jordan Henderson e Fabinho – ammaliati dai petrodollari sauditi –si sono aggiunti quelli del veterano James Milner e di Naby Keita, entrambi in scadenza di contratto. Va detto che questi giocatori – fondamentali per i successi dell’era Klopp – iniziavano a mostrare i segni del tempo, ed un ricambio era comunque preventivato per rilanciare le ambizioni dei Reds.

Svanita la suggestione Bellingham, la dirigenza del club si è quindi mossa con grande perizia, e già ad inizio luglio erano arrivati sulle sponde del Mersey i due giocatori deputati a ricoprire il ruolo di mezzali nel 4-3-3 del tecnico tedesco. Alexis Mac Allister e Dominik Szoboszlai rientrano entrambi in un identikit ben preciso: giocatori under 25 tecnici ed in rampa di lancio, con già una buona dose di esperienza internazionale. Inoltre, se per l’ungherese il prezzo è stato considerevole – come d’altra parte ci si aspetta dalla bottega Red Bull – l’ex Brighton, per essere un trasferimento interno alla Premier, rappresenta uno dei migliori acquisti dell’estate anche per rapporto qualità-prezzo. In ogni caso – complici anche gli insperati introiti arabi – i tifosi del Liverpool potevano ancora contare su un ricco tesoretto da investire per l’agognato mediano, ultimo tassello mancante di un reparto totalmente da rivoluzionare.

Qui i piani dei Reds hanno iniziato ad incrinarsi. Se per i primi due neoacquisti si era riusciti ad agire sotto traccia, evitando così lunghe trattative ed aste con altri club della Premier, per il mediano la storia si è rivelata diametralmente opposta.

Endo

La prima opzione individuata, l’ecuadoriano Moisés Caicedo, dopo un’asta a suon di milioni contro il Chelsea – il prezzo finale supererà di slancio i cento milioni di sterline – sembrava essere ad un passo dalla firma ma, a sorpresa, il giocatore si espone pubblicamente, dicendo di preferire i londinesi. Questa doccia fredda assume i connotati della beffa quando sempre il Chelsea scippa ai Reds anche il sostituto di Caicedo, il giovanissimo belga Romeo Lavia. Anche Lavia preferisce accasarsi con i Blues, lasciando il Liverpool con un pugno di mosche. Il doppio colpo subito è di quelli tosti da sopportare, con i fan dei Reds diventati gli zimbelli di tutti i tifosi avversari.

La risposta della società è immediata, sebbene spiazzi ancora di più la frastornata base dei Reds. La strategia che era stata perseguita fino a quel momento – puntare su un giocatore in rampa di lancio, anche a costo di spendere cifre da capogiro – viene abbandonata in favore della necessità di fornire a Klopp un giocatore che possa essere subito pronto all’uso, senza impelagarsi in un’altra trattativa lunga e complicata a campionato già iniziato. Giusto il tempo di rilasciare il comunicato di rito che Wataru Endo appare già con la divisa del Liverpool nelle foto di presentazione.

Chi è questo mediano giapponese di 30 anni, fino a quel momento fuori da ogni radar degli esperti britannici di calciomercato; potrà davvero essere di qualche utilità ad una squadra forte e blasonata come il Liverpool? Questi sono solo alcuni dei tanti interrogativi che si levano nelle discussioni di media sportivi e tifosi nei giorni seguenti a questa sorprendente mossa di mercato.

Oggi, a poco più di sei mesi di distanza dall’arrivo di Endo in Inghilterra, la scommessa (?) appare già vinta ed il giapponese è l’àncora della mediana di Klopp e un beniamino dei tifosi. Ma da dove arriva Endo e perché si è affermato ai massimi livelli del calcio mondiale solo ora?

https://www.youtube.com/watch?v=pVc7nwZVUJc&pp=ygULd2F0YXJ1IGVuZG8%3D
Un compendio delle qualità del centrocampista, al Liverpool.

Gli anni in Giappone

Endo ha debuttato in J1 – la massima serie del campionato nipponico – a diciassette anni, nel 2010. Il primo anno colleziona sei presenze da titolare nel finale di stagione, quando i suoi Shonan Bellmare sono già condannati alla retrocessione. La squadra, rappresentativa dell’area litoranea che si affaccia sulla Baia di Sagami – per gli appassionati di anime il luogo d’origine di Eikichi Onizuka – circa 60 km a sud di Tokyo, in quegli anni è una squadra yo-yo che fa su e giù fra prima e seconda divisione.

La retrocessione si rivela comunque un’ottima opportunità per trovare continuità. Nel 2011 Endo accumula più di 3000 minuti in campionato, non uscendo più dall’undici titolare. È in questa stagione che inizia tuttavia l’equivoco tattico che a lungo ne contraddistingue a lungo la carriera: nonostante un’altezza di 178 cm viene infatti impiegato soprattutto come difensore centrale. Grazie alla sua forza fisica e all’abilità nei duelli aerei riesce, perlomeno a livello domestico, a sopperire alla mancanza di centimetri. Tuttavia è possibile che questa collocazione abbia frenato gli scout stranieri dal prenderlo in considerazione.

Il suo primo gol in J1

Nelle quattro stagioni successive, perfettamente ripartite tra J1 e J2, si afferma definitivamente come uno dei migliori giovani calciatori del paese. Viene schierato prevalentemente da braccetto destro di una difesa a tre e già a vent’anni è uno dei leader della squadra, tanto da esserne anche il rigorista e indossare in più occasioni la fascia di capitano. La leadership, così come la combattività sono doti che Endo sarà in grado di riproporre in ogni fase della sua carriera, indipendentemente dal contesto.

Nel 2016 viene ingaggiato dagli Urawa Reds, una delle grandi del calcio giapponese, sfiorando subito la vittoria del campionato, mentre l’anno seguente arriva il successo nell’AFC Champions League. Con la squadra di Saitama – città situata nell’area metropolitana della Grande Area di Tokyo – continua a mostrare la sua grande duttilità tattica, agendo sia da centrale di linee difensive a tre o a quattro, sia come terzino destro.

Nel frattempo, con il Giappone – dopo aver già debuttato in nazionale maggiore l’anno precedente – prende parte alle Olimpiadi del 2016 a Rio de Janeiro, capitanando la selezione olimpica. Con i samurai blu, Endo viene impiegato dal CT Halilhodzic perlopiù come cambio di Makoto Hasebe in mediana. L’allenatore bosniaco è il primo ad impiegare con continuità Endo a centrocampo, tuttavia sarà solo dopo il Mondiale del 2018 che Endo troverà spazio nell’undici titolare.

L’esordio europeo in Belgio e il successo in Germania

Subito dopo l’amara eliminazione negli ottavi del Mondiale in Russia (dove rimane sempre in panchina), Endo lascia la J League per trasferirsi in Belgio. Il Sint-Truiden – complice anche la proprietà nipponica – negli ultimi anni si è sempre dimostrato attento allo scouting in Giappone, facendo da trampolino di lancio per le carriere nel Vecchio Continente di giocatori del calibro di Takehiro Tomiyasu e Daichi Kamada.

Il Sint Truiden negli ultimi 8 anni ha avuto ben 21 giocatori giapponesi

Endo si assesta fin da subito fra i titolari sebbene, complice anche qualche infortunio, non brilli in termini assoluti. La stagione nelle fiandre, col senno di poi, è comunque da considerarsi fondamentale nella carriera del giapponese poiché ne certifica il definitivo spostamento a centrocampo anche a livello di club.

Dopo una sola stagione in Jupiler Pro League, nell’estate del 2019, Endo passa in prestito con diritto di riscatto allo Stoccarda, squadra appena retrocessa in Zweite Bundesliga dopo aver perso il play-out, che ambisce a ritornare subito nella massima serie tedesca. Fino a metà novembre tuttavia, per il giapponese non sembra esserci spazio nella squadra tedesca, collezionando solo un minuto di gioco in undici giornate di campionato.

La svolta avviene nella quattordicesima giornata, quando parte per la prima volta dall’inizio. Da quel momento in poi non esce più dalla formazione titolare, saltando solo una partita per squalifica. Lo Stoccarda centra l’obiettivo della promozione diretta in Bundesliga ed Endo è uno dei protagonisti della stagione, segnando il suo unico goal stagionale nello scontro diretto contro l’Amburgo, la partita che cementa definitivamente la promozione diretta per gli svevi.

A questo punto, per la dirigenza dello Stoccarda la scelta di confermare Endo è scontata, con appena 2 milioni di euro tra prestito e riscatto, i biancorossi si sono assicurati un mediano affidabile e con un rendimento eccellente, che nel tempo è diventato il cuore della squadra. Nei successivi tre anni di Bundesliga, Endo salta infatti solo tre partite (su centodue), giocando sempre da titolare. La connessione con la società e l’ambiente è tale che dal 2021 viene nominato capitano – evento degno di nota considerando la barriera linguistica.

Un centrocampista superiore alla media.

Negli anni in Bundesliga il giapponese diventa un vero e proprio giocatore di culto. Grazie alle sue ottime capacità di lettura del gioco, Endo è abilissimo nel farsi trovare sempre nella posizione giusta per contrastare al meglio l’azione avversaria: chiude il campionato al primo posto per numero di duelli vinti da un giocatore sia nel 20/21 che nel 21/22, mentre nell’ultima stagione è comunque quarto in questa speciale classifica. Al contributo difensivo abbina poi una crescente presenza anche in fase offensiva; nell’ultimo campionato in Bundesliga, il suo bottino è di ben 5 goal ed altrettanti assist, non male per un giocatore con un ruolo principalmente difensivo.

Lo Stoccarda tuttavia, dopo un’ottima stagione da neopromossa, conclusa in nona posizione, nelle due stagioni successive si ritrova invischiata nella lotta per non retrocedere. La salvezza arriva in entrambi i casi con qualche brivido. Lo scorso anno la squadra si è salvata solo ai play-out, mentre nel campionato precedente i tifosi svevi hanno vissuto un epilogo davvero indimenticabile.

Per evitare i play-out, lo Stoccarda aveva l’obbligo di vincere e contemporaneamente sperare che l’Herta Berlino perdesse a Dortmund. Il Borussia ha segnato il goal del definitivo 2-1 solo all’ottantaquattresimo minuto ma a Stoccarda la partita restava bloccata sull’1-1. In un finale da film, è stato proprio Endo a siglare la rete della salvezza in pieno recupero.

Quando Endo è diventato legENDO

A sorpresa, l’ultima partita di Endo con lo Stoccarda è un agostano primo turno di Coppa di Germania contro il TSG Balingen, squadra della che milita in Regionalliga – in cui peraltro va a segno. È presumibile pensare che il centrocampista nipponico, oramai trentenne, stesse accarezzando l’idea di terminare la sua carriera europea nelle fila del club svevo. Era infatti improbabile pensare che potesse presentarglisi un’opportunità tale da spingerlo a lasciare la società che lo aveva eretto a simbolo.

Lo sbarco in Inghilterra

È a questo punto che la carriera di Endo prende una svolta inattesa e sorprendente. Come detto all’inizio di questo articolo, per il Liverpool la scelta del centrocampista giapponese è la conseguenza delle difficoltà incontrate nel chiudere gli acquisti di Caicedo e Lavia. L’annuncio dell’arrivo di Endo viene accolto con scetticismo da molti tifosi e commentatori, totalmente all’oscuro di chi fosse il nuovo rinforzo dei Reds.

All’inizio Klopp lo inserisce gradualmente nel centrocampo dei Reds. Sebbene parta da titolare già alla sua seconda presenza col club, nella vittoria di fine agosto contro il Newcastle; nei primi mesi della stagione Endo viene impiegato perlopiù a partita in corso, trovando invece più spazio in Europa League ed in Coppa di Lega. La gestione del tecnico tedesco si rivela vincente, poiché lascia al giapponese il tempo di acclimatarsi ai ritmi concitati della Premier, senza investirlo fin da subito di eccessive responsabilità.

La musica cambia da metà novembre in poi, quando Endo inizia a ritagliarsi un ruolo sempre più determinante nei meccanismi del Liverpool. Con lui in campo, i Reds possono contare su una diga che permette alle mezzali ed a Trent Alexander-Arnold di attaccare la trequarti avversaria con la consapevolezza di avere sempre le spalle coperte.

La heatmap stagionale di Endo

A questo riguardo, è da sottolineare quanto Endo sia interessato all’analisi tattica del gioco. Dal 2021 è autore di una newsletter (in giapponese) chiamata: “Alla ricerca della ‘soluzione ottimale’ nel calcio”, in cui analizza diversi aspetti della sua carriera, parlando sia di quello che avviene in campo – con approfondite analisi tattiche delle partite giocate – sia del dietro le quinte – dove spiega le sue tecniche di allenamento fin dai primi passi nel mondo del calcio.

Proprio il suo acume tattico – unito a doti atletiche e fisiche che gli hanno permesso di reggere l’urto con la Premier League – lo ha portato a diventare un elemento fisso nella formazione di Klopp. Da dicembre in avanti, è sempre impiegato dall’inizio tranne in un’occasione e salta solo le partite in calendario ad inizio gennaio, quando è impegnato con la nazionale – dove, da capitano, ha vissuto una cocente delusione con la prematura eliminazione ai quarti di Coppa d’Asia.

Le sue prestazioni nel corso della stagione sono andate in crescendo, salendo ulteriormente di livello durante le sfide di cartello. Di recente, è stato fra i protagonisti nella vittoria della Coppa di Lega, disputando una gran finale; ed è stato eletto come migliore in campo nel big match contro il Manchester City.

Endo è stato una spina nel fianco di De Bruyne per tutta la partita

Tra le statistiche che meglio tratteggiano il suo stile di gioco, sono degne di nota le seguenti: in Premier (tra i pari ruolo) è nel 91 percentile per tackles nel terzo centrale di campo; nel 89 percentile per duelli aerei vinti; nel 90 percentile per azioni difensive che portano ad un tiro.

La stagione del Liverpool – l’ultima con Klopp alla guida – potrebbe concludersi in maniera trionfale, visto che i Reds sono tra i favoriti alla vittoria in Europa League e che soprattutto si trovano in piena corsa per la Premier League, in una sfida testa a testa con Arsenal e Manchester City. In pochi, la scorsa estate, avrebbero potuto immaginare che, tra i giocatori chiave di una big inglese, potesse ritagliarsi un posto anche un mediano giapponese di trentun anni, che mai aveva fatto parte di un club di vertice in uno dei maggiori campionati europei.

Indipendentemente da come si concluderà la stagione dei Reds, il monogatari di Endo ci racconta che spesso – non solo nel calcio – si tende ad incasellare le persone con eccessiva rigidità. Il Liverpool è riuscito a vedere oltre ai dati anagrafici ed al background di Endo, venendo ripagato con un professionista esemplare, pronto ad impegnarsi a fondo per ripagare la fiducia concessagli. È inoltre uno sprone a cercare il talento anche dove fino a poco tempo fa non si guardava: il calcio è sempre di più uno sport di risonanza mondiale e tante altre gemme potrebbero essere nascoste in piena vista nelle periferie calcistiche.


  • Si è laureato in Studi dell'Africa e dell'Asia e si definisce un appassionato di storia e geografia. Gli piacciono le bandiere ma senza arrivare ai livelli di Sheldon Cooper.

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