
Gianluca Gaetano è finalmente nel posto giusto
La continuità nel Cagliari di Ranieri è ciò che serviva a lui e ciò che gli servirà anche in futuro.
Il settore giovanile del Napoli è storicamente culla dei talenti di strada nati all’ombra del Vesuvio. Abbiamo già raccontato come la società partenopea fosse, negli anni Ottanta e Novanta, il punto di riferimento per tanti giovanissimi napoletani, salvo poi sparire dal territorio con l’avanzare della disastrosa situazione finanziaria causa del fallimento della società nel 2004. Neanche l'arrivo di un imprenditore lungimirante come De Laurentiis è riuscito a invertire il trend, nonostante negli anni siano stati fatti dallo stesso patron proclami su proclami su quanto fosse importante ispirarsi a realtà d'élite giovanile come quelle di Ajax e Barcellona per crearsi campioncini in casa e puntare a rendere il club finanziariamente auto-sostenibile.
La gestione improvvisata, rappresentabile dando un'occhiata ai bilanci e constatando gli esigui fondi stanziati per l`acquisizione e il mantenimento dei giovani calciatori, l'assenza di strutture e la poca preparazione del personale tecnico, hanno lasciato incolto un terreno in cui i club del centro-nord hanno attecchito senza trovare particolari ostacoli. Lorenzo Insigne perciò, per quanto di successo, resta l'unico calciatore prodotto dalle giovanili partenopee affermatosi in prima squadra. Da relegare agli almanacchi le comparse di Gennaro Schettino ai tempi della Serie C, dell'esterno Gigi Vitale autore anche di un goal in Europa contro il Benfica, i portieri Sepe e Contini e del centrocampista oggi protagonista in B Raffaele Maiello. Quanta importanza avrà storia del club partenopeo ancora non lo sa Gianluca Gaetano, trequartista girovago che sembra avere tutte le qualità fisiche e tecniche per splendere in maglia azzurra ma con la sfortuna di trovarsi nel posto giusto sempre nel momento sbagliato.
Gaetano nasce a Cimitile, paese dell'entroterra a nord-est di Napoli il 5 maggio 2000, giorno infausto per lo sport italiano perché conciso con la scomparsa del campione del ciclismo Gino Bartali. Muove i primi passi nei campi del nolano prima di essere notato dagli osservatori del Napoli ed aggregarsi alla selezione giovanissimi, ripercorrendo le tappe del fratello Felice anch'esso centrocampista azzurro che avrebbe avuto ben altra carriera se non fosse stato martoriato da continui problemi fisici. Nel 2016 debutta in primavera con Giampaolo Saurini nonostante la giovane età, arrivando a realizzare due reti e tre assist, ma è nella stagione successiva sotto la guida di Loris Beoni che arriva la consacrazione per il numero 10 nolano con 17 reti segnate e 14 assist messi a referto, dominando tra l’altro il girone di Youth League. All’esordio con lo Shakhtar - nella vittoria esterna degli azzurri - sblocca il risultato con un destro da fuori area che va a morire sotto l’incrocio dei pali, assist e andata e ritorno col Manchester City, goal olimpico direttamente da corner centro dal dischetto nel doppio confronto con il Feyenoord.
Il 2019 è l’anno del primo ritiro con la prima squadra. Il Napoli, fresco di nuova guida tecnica del mitologico Carlo Ancelotti, parte per la Val di Sole senza Fabian Ruiz ed Allan reduci dagli impegni con le nazionali ma con un Gaetano in più. Durante l’estate il numero 10 della primavera sarà chiamato a ricoprire il ruolo di centrocampista in una mediana a due, ben disimpegnandosi sia in fase d’impostazione che in quella di rottura, dimostrando di potersi adattare anche nelle vesti di playmaker davanti alla difesa.
Proprio l’allenatore del Napoli dichiarerà: «È sicuramente un profilo interessante del nostro settore giovanile, ha qualità fisiche e tecniche per essere un centrocampista completo. Mi ha soddisfatto, valuteremo la possibilità che resti un anno con noi per aiutare la sua crescita o mandarlo a giocare »
Resterà a Napoli, diventando capitano della Primavera e continuando a essere aggregato in settimana alla prima squadra. Debutterà in Coppa Italia subentrando allo scadere al posto di Milik. Debutterà in Serie A in maggio nella trasferta vinta 2-1 contro la SPAL, sostituendo Callejón nei minuti di recupero. La crisi di risultati e i dissidi interni allo spogliatoio che porteranno poi all’esonero dell’attuale tecnico del Real Madrid non aiuteranno di certo il giovane a trovare spazio tra i grandi.

L’anno della maturità sarà il 2020. A convincere il Napoli e Gaetano a lasciare casa è l’ambizioso progetto della Cremonese che vede Ariedo Braida in dirigenza. I quasi tre in grigiorosso saranno un ottovolante di emozioni per il trequartista napoletano. Nei primi sei mesi, sotto la guida di Rastelli e Bisoli, aiuta la squadra ad evitare di essere impantanata nella lotta per non retrocedere ma senza mai particolarmente incidere, mentre nelle stagioni successive di Fabio Pecchia in panchina di altri giovani promettenti calciatori provenienti dai migliori vivai della A - Carnesecchi, Okoli, Zanimacchia e Fagioli - arriverà non solo ad essere uno degli interpreti della squadra più godibile della serie cadetta ma anche ad ottenere una clamorosa promozione in massima serie.
Con l’ex collaboratore di Benitez come mentore fa innamorare il pubblico lombardo delle sue qualità. Deresponsabilizzato dall’essere l’unico fantasista nel 4-3-1-2 di scuola bisoliana, esplode nel 4-2-3-1 alternandosi con Fagioli nel ruolo di centrocampista di fianco al mediano e trequartista diventando pedina inamovibile tanto da partire da titolare nella maggior parte delle partite e restando in panchina in solamente un match di campionato sui 38 previsti dal calendario.
Nell’estate del 2022, conclusasi l’esperienza con la Cremonese, Gaetano concorda con famiglia ed agenti che tornare a Napoli – stavolta sotto la guida di Luciano Spalletti – è la scelta più logica dopo essersi affermato in cadetteria. Non immaginerà che quella scelta gli varrà un posto nella storia. I partenopei concluderanno una cavalcata trionfale alzando al cielo lo scudetto ma Gaetano, per cause di forza maggiore come le chiamerà Spalletti, dovrà accontentarsi solamente di 68 minuti giocati in Serie A, tra cui alcuni minuti all’Olimpico di Roma nei quali diede il via all’azione che portò al gol da tre punti di Osimhen, più un’altra manciata tra Coppa Italia e Champions League.
A inizio della stagione in corso, Gaetano sembra dover andare via per l’ennesima volta. Il Napoli, in attesa del placet di Piotr Zieliński per la cessione in Arabia Saudita, tratta l’arrivo dalla Spagna del fantasista Gabri Veiga; uno che come Gaetano ama svariare tra difesa e trequarti non disdegnando anche di finire anche spesso e volentieri sul tabellino dei marcatori nelle vesti di autore del goal o assistman. Alla fine però non se ne fa nulla, Veiga prende sorprendentemente il posto del polacco all’Al-Ahli che nel frattempo continua a rifiutare ogni proposta di rinnovo (al ribasso) proveniente dalla presidenza De Laurentiis. Gaetano viene tolto dal mercato e messo a disposizione di Rudi Garcia nonostante non abbia preso parte al ritiro per un infortunio accusato nell’ultima giornata del campionato precedente.
Come nelle stagioni precedenti tra Gaetano ed il Napoli ci si mette in mezzo l’infausto destino. Il calciatore è di nuovo al posto giusto ma nel momento sbagliato. Garcia non riesce ad imporre la sua visione di gioco, rompe con lo spogliatoio, ottiene risultati altalenanti tendenti al negativo e a metà novembre sarà esonerato dopo la sconfitta casalinga contro l’Empoli. Per il numero 70 partenopeo solamente ventisei minuti in stagione. Nei sette al Via del Mare di Lecce tanti bastano per mettere in mostra le proprie qualità: all'87' detta il passaggio a Raspadori tallonato dai difensori leccesi, s’inserisce alle spalle di Oudin, finta il tiro liberando una gran porzione di porta dalla presenza di Baschirotto e scarica alle spalle di Falcone un destro al fulmicotone. Neanche cinque minuti dopo ringhia su Ramadani, gli ruba palla e si fa stendere, mandando Politano a siglare il rotondo 4-0 dal dischetto.
Neanche con Mazzarri le cose migliorano. La precoce eliminazione in Coppa Italia per mano del Frosinone taglia le gambe ai tanti come Gaetano con poco minutaggio alle spalle ed il desiderio di mettersi in mostra per insinuare dubbi nella mente del mister. Parte titolare solo nel derby contro la Salernitana, lasciando il campo poco dopo l’inizio del secondo tempo in luogo di Giacomo Raspadori. Le pagelle nel post-partita racconteranno di una prestazione opaca, timida, imprecisa, senza sussulti e con tanti dubbi.
Restare ancora a Napoli, con il mercato di gennaio alle porte, sarebbe stato un suicidio per un giovane calciatore con le sue qualità. Empoli e Lecce prendono informazioni tramite contatti con l’agente, la Sampdoria di Pirlo lo corteggia pur conscia della volontà del ragazzo di non voler scendere ancora una volta di categoria, ma alla fina a spuntarla è il Cagliari di Claudio Ranieri desideroso di aggiungere qualità ad una manovra offensiva in cui un altro Gaetano (Oristanio, ndr) si era messo in mostra. Con i sardi Gianluca Gaetano è tornato ad essere il leader tecnico ammirato in cadetteria. Subito titolare alle spalle di Gianluca Lapadula, in rossoblù è andato in goal all’esordio da titolare contro la Lazio disegnando un arcobaleno col destro impossibile da parare anche per il bravo Provedel e nel vitale pareggio di Udine in cui è salito in cielo ad intercettare il cross del terzino Augello precedentemente servito dopo essersi ben districato tra ben quattro avversari.
Nel match con la Salernitana, arrivato dopo due buone performances con Napoli ed Empoli, Gaetano fa definitivamente innamorare di sé il pubblico di Cagliari e lanciato un forte messaggio alle altre squadre candidate alla lotta salvezza, alla Serie A tutta e chissà se non anche al CT della nazionale in vista delle prossime convocazioni. Nei quarantacinque minuti giocati contro i granata Gianluca Gaetano ha offerto una prestazione da stropicciarsi gli occhi. Corre, lotta e si trova a meraviglia coi compagni di reparto di corsa e muscoli come l’uruguagio Nández e del ceco Jankto. Il VAR gli toglie un goal dopo aver piegato le mani ad Ochoa, lui non contento ne segna un altro partendo in sprint dopo un brutto calcio d’angolo battuto dalla Salernitana e dopo aver slalomeggiato tra Loum Tchaouna e l’ex compagno Zanoli manda la palla in buca.
Nel post-partita, oltre ai complimenti di mister Ranieri, anche quelli del conduttore e giornalista di Sky Fabio Caressa:
«Un plauso a Gianluca Gaetano, che contro la Salernitana ha realizzato pure un bel gol. Da quando è arrivato a Cagliari ha cambiato le sorti di questa squadra. Sta facendo benissimo»
Che le prestazioni in Sardegna possano avere il sapore del rimpianto anche per il club madre che forse ha lasciato andare Gianluca Gaetano troppo a cuor leggero, preferendo trattenere un Zieliński con la testa già all’Inter e fuori dalla lista Champions o un Hamed Junior Traorè ancora in terribile ritardo di condizione?
Analizzando il match report messo a disposizione dalla Lega Serie A, si può notare come Gaetano sia stato il giocatore che con i suoi passaggi ha rischiato la giocata più volte con il 52% dei quali andati a buon fine, ma soprattutto anche il giocatore che ha subito maggiormente la pressione dei giocatori avversari con un dato che sfora il 70%. Dati che raccontano lo stato di forma di un giocatore che forse avrebbe fatto comodo a Francesco Calzona, alla ricerca del partner perfetto che componga il centrocampo con Lobotka ed Anguissa e che alleggerisca il peso della manovra offensiva ad un Khvicha Kvaratskhelia non sempre al top della forma tale da decidere da solo le sorti delle partite.
Che la prossima, per Gaetano, sarà la volta buona?
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