Inter Napoli
, 17 Marzo 2024

Inter-Napoli (1-1) - Considerazioni Sparse


Sotto le luci di San Siro, Inter e Napoli seguono i copioni assegnati alla vigilia, ma a sorpresa si spartiscono la posta.

Torna a casa l'Inter, sia in termini di mura amiche che di habitat naturale, ovvero questo campionato di Serie A che conosce meglio delle proprie tasche, capace di carpirne ogni segreto e pescare perle nascoste persino nelle tasche più sconosciute. Un ritorno che fa bene ai nerazzurri, che nel primo tempo ritrovano certezze e autostima nel loro gioco che forse lo schiaffo di Madrid poteva aver minato. O, forse, lo avevano timidamente sperato, ma senza nemmeno crederci per davvero, gli spettatori neutrali o coloro che hanno a cuore le sorti dei partenopei per Inter-Napoli;

Per la verità l'Inter gioca senza nemmeno ingranare le marce alte, o quantomeno dando questa impressione: un viaggio a velocità di crociera per la squadra di Inzaghi, che il piede sull'acceleratore sembra tenerlo solo appoggiato, senza nemmeno forzare i giri del motore, consapevole che forse non ce ne fosse nemmeno bisogno. Basta quello per produrre l'occasione di Darmian, buona per il vantaggio nell'unica circostanza in cui Meret, migliore in campo dei suoi nella prima frazione, non ha potuto far nulla;

Se in Europa Sparta (l'Inter) piange, Atene (il Napoli) di certo non ride: la sconfitta di Barcellona ha spento l'ultima speranza degli azzurri per dare lustro a una stagione maledetta, e arriva a Milano col compito di provare a ridar vita a un fuoco, quello della qualificazione Champions, che sembra ormai sopito. Sopito come lo spirito degli azzurri (oggi in bianco) durante tutta la prima frazione: sopito dal pressing alto a dir poco forsennato dei padroni di casa, che rende pura utopia la costruzione degli azzurri, forzando continuamente l'errore degli azzurri (in particolare Di Lorenzo è sembrato particolarmente in apnea). Se però in fase di possesso il Napoli soffre, lasciando i suoi attaccanti soli come i numeri primi di Paolo Giordano, in fase di non possesso regge bene, attirando più volte Thuram e Lautaro nella trappola del fuorigioco, rendendo di fatto sterile e improduttiva la pur netta superiorità territoriale dei meneghini;

Nella ripresa la gara si incattivisce, ma soprattutto perde di sofisticatezza tattica, un elemento che ad alti livelli è sempre più importante. Se il canovaccio resta, sostanzialmente, invariato nello svolgimento, sono i dettagli a fare la differenza e, nei fatti, a punire l'Inter: se gli errori del Napoli sono continuato, imperterriti, a essere presenti, dall'altro lato l'Inter si è rivelata più sciupata del solito. Un cinismo che al Napoli, curiosamente, non è mancato, capitalizzando come meglio non potrebbe l'unica vera sbavatura compiuta dai padroni di casa, autori fino ad allora di una partita importantissima. Un gol, firmato Juan Jesus, che se da un lato certifica la cronica pazzia dell'Inter, dall'altro premia uno dei simboli degli errori di questa tragica stagione azzurra: un giocatore che, con tutti i suoi limiti, si è ritrovato titolare e, suo malgrado, si maschera da eroe, fosse solo per una notte;

Si interrompe la striscia consecutiva di vittorie in campionato per l'Inter dopo 10 vittorie. Un risultato "negativo", arrivato dopo la brutta eliminazione in Champions, che farebbe parlare di crisi Inter, non fosse altro che solo a pensarlo viene da scapparci una risata. Un pari, tutto sommato meritato dalla sua fase difensiva, che è completamente inaspettato per il Napoli, forse convinto di dover dare il via alla folle corsa Champions solo dalla prossima gara. Un punto però che il Napoli porta a casa molto volentieri, più per l'iniezione di fiducia che potrebbe dare al gruppo degli ex campioni d'Italia che per l'effettivo contributo che può offrire alla classifica.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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