
Empoli-Bologna (0-1) - Considerazioni Sparse
Fabbian regala i tre punti a Motta e al Bologna e punisce un Empoli volenteroso e organizzato.
Doveva essere la partita della maturità per il Bologna: senza Zirkzee, dopo una difficile sconfitta in casa, in trasferta contro una squadra estremamente organizzata come l'Empoli di Nicola. Gli uomini di Motta tornano in Emilia promossi ma non a pieni voti: i tre punti che valgono un grosso pezzo d'Europa arrivano al termine di una partita in cui i felsinei dominano come al solito il possesso ma mettono in mostra i soliti problemi offensivi contro una squadra che fa del blocco basso e della copertura degli spazi la sua ragion d'essere. Allo scadere è però ancora Fabbian a sbrogliare la matassa e a condannare un Empoli che avrebbe forse meritato il pareggio per l'applicazione e l'accortezza dimostrate per quasi tutti i 90'.
Il primo tempo è tutto sommato ben più piacevole di quanto ci potesse aspettare. La partita si sviluppa grazie all'inerzia offensiva del Bologna, che cerca e ottiene un possesso palla insistito e paziente, è la squadra di Motta ad avere in mano il pallino del gioco. In particolare, in fase di palleggio impressiona la facilità delle rotazioni e la qualità dei movimenti senza palla degli uomini di Motta. Lucumì (mancino) si alterna con Beukema sulla fascia destra per offrire un'opzione in più in fase d'uscita dal basso mentre Urbanski e Odgaard si smezzano il lavoro di riferimento offensivo in assenza di Zirkzee. Ma l'assenza dell'olandese eleva all'ennesima potenza il problema di sterilità offensiva dei felsinei, che chiudono il primo tempo sullo 0-0 nonostante un predominio territoriale netto. Il 72% di possesso palla dei primi 45' raramente si concretizza in azioni da gol pericolose e il fatto che queste arrivino soprattutto da calcio piazzato o da improvvise verticalizzazioni a sfruttare la corsa di Saelemaekers dice molto sulle questioni irrisolte dei rossoblù.
Il secondo tempo si muove invece su binari diversi. Nicola chiude tutti gli spazi possibili e impossibili, riuscendo a dispiegarsi bene sulle ripartenze e concedendo pochissima profondità ai trequartisti bolognesi. La squadra di Motta è stanca e non riesce ad avere né le energie né la lucidità per mettere in pratica lo stesso pressing e gli stessi movimenti senza palla della prima frazione. Di fatto, per quasi mezz'ora, è l'Empoli a creare più occasioni da rete, lasciando al Bologna il controllo di un possesso sempre più sterile. Non a caso la partita cambia quando Motta inserisce forze fresche come Castro, Fabbian e Aebischer che offrono il dinamismo necessario per tornare ad essere pericolosi. Ci pensa il centrocampista dell'Under 21 a portare sotto le Torri tre punti fondamentali per la corsa all'Europa che conta, che toglie le castagne dal fuoco ad un Motta forse troppo colpevole nella gestione dei cambi e a Saelamaekers e Orsolini, in precedenza protagonisti di due errori colossali sotto porta.
Nel complesso l'Empoli ha ben poco da recriminarsi. Certo, Caprile è stato decisamente il migliore in campo dei toscani ma per lunghi tratti gli azzurri sono apparsi capaci di imbrigliare il Bologna grazie ad un'ottima organizzazione della fase difensiva e al gran lavoro delle mezz'ali. Nicola potrebbe addirittura arrivare a rimpiangere l'enorme occasione da rete sprecata da Niang alla fine del primo tempo: l'attaccante ex Milan, nonostante l'errore, completa questa sera l'evoluzione in centravanti boa ed è l'indispensabile punto di riferimento offensivo e verticale della squadra. Dopo il portiere di proprietà del Napoli, a impressionare di più è Nicolò Cambiaghi. Se Niang è il punto di riferimento fisico dell'Empoli, Cambiaghi è l'anima, il cuore pulsante della squadra: dai suoi piedi passano le azioni più importanti e l'incredibile qualità delle sue giocate testimonia la bontà della crescita di un giocatore che oggi ha mostrato di sapersi districare anche nelle partite più difficili.
Per il Bologna è arrivata una vittoria sporca e brutta, come quelle che servono per raggiungere tutti i grandi obiettivi. Ma la partita del Castellani lascia comunque qualche incognita di troppo nei pensieri di Thiago Motta. Che l'assenza di Zirkzee fosse praticamente incolmabile era un fatto abbastanza chiaro già alla vigilia; questa sera però Odgaard non ha offerto lo stesso contributo che riesce a dare da trequartista o da ala e l'esperimento da prima punta non può essere considerato soddisfacente. Saelemaekers è stato invece il leader tecnico della squadra, punto di riferimento indiscusso e unico elemento della batteria di trequartisti in grado di dare elettricità all'attacco; ma come nel caso di Orsolini, anche i gol del belga latitano e nel complesso neanche la sua quantità riesce ad essere un palliativo per i problemi offensivi del Bologna. Motta avrà due settimane per cercare una soluzione che possa assicurare ai felsinei l'arma in più per il rush finale. Intanto, però, può godersi un Fabbian sempre più maturo e decisivo.
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