
Fiorentina-Maccabi Haifa (1-1) - Considerazioni Sparse
In un Franchi blindato la Fiorentina guadagna i quarti senza sforzi e senza convincere.
Come nella sfida dell'andata di questo ottavo di Conference League tra Fiorentina e Maccabi Haifa, il già non eccezionale spettacolo in campo è stato superato in bruttezza dalla cornice distopica che ha accompagnato la partita. Per giorni hanno tenuto banco le eccezionali misure di sicurezza predisposte dalla Questura di Firenze in vista dell'arrivo della squadra israeliana: ampliamento del perimetro di filtraggio intorno allo stadio, chiusura dei viali cittadini già a partire dal giorno prima (con annessi disagi per residenti a causa della tardiva comunicazione della prefettura), controlli rafforzati agli ingressi con divieto di portare borse e zaini, vendita biglietti riservata ai tesserati e ai residenti in Toscana, chiusura dei parterre di tutti i settori. A questo si è aggiunto l'annunciato anticipo della chiusura dei cancelli alle 18.15, mezz'ora prima della gara, risultato particolarmente odioso visto il giorno feriale e l'orario preserale della partita. Alla fine, a Fiorentina-Maccabi Haifa hanno assistito, complice anche la chiusura della curva Ferrovia sottoposta ai lavori di restrutturazione, appena 6700 spettatori di cui 800 ospiti (sotto scorta dalla mattina). E a esser maligni, in fondo l'obiettivo non dichiarato di tali misure era proprio scoraggiare la presenza di pubblico dentro al Fianchi, nel timore di azioni o contestazioni alla squadra e alla delegazione israeliana, visti le recenti e perduranti azioni di guerra in atto nella striscia di Gaza. D'altronde se in Fiesole (dove i gruppi organizzati, come avevano annunciato, sono comunque entrati pochi minuti prima della partita) non sono mancate bandiere palestinesi, nella tribuna Maratona è stata segnalata una grande solerzia da parte degli steward verso chi esponesse stendardi e vessilli non viola;
Sarà stata l'ora, lo scarso pubblico, la cornice perfino oppressiva o la poca prestanza tecnica di un Maccabi non troppo convinto, fatto sta che in campo la gara si è trascinata stancamente e senza grandi squilli fino all'88esimo, quando a sorpresa Khalaili trova il pari approfittando di una grossa ingenuità di Ranieri (come all'andata) e di una topica di Terracciano, al quale il pallone sfugge sotto le gambe. Unico, e per poco non decisivo, squillo degli ospiti, in una gara dove dopo un primo tempo mortifero la Fiorentina alzava i ritmi nella ripresa e mostrava di poter giocare facilmente sul velluto, trovando il vantaggio con Barak sempre più versione "bello di notte". Il giocatore ceco era stato lanciato a sorpresa dall'inizio al posto di Beltran, in un undici di partenza dove Italiano aveva limitato al massimo il turnover: il tecnico gigliato, sul quale peraltro hanno tenuto banco le voci di addio a fine stagione, nelle scelte aveva mandato il segnale di non voler correre rischi per il raggiungimento dei quarti. Nei fatti è stato così, ma a livello prestazionale i suoi uomini migliori hanno lasciato molto a desiderare;
In questa strana serata la Fiorentina, oltre che per il passaggio del turno, si può rallegrare anche per il rientro in campo di Dodô, fuori da fine settembre per un infortunio al crociato. E se è vero che la sua assenza ha contribuito all'affermazione del diciannovenne Kayode, subito impostosi come alternativa più che affidabile al brasiliano, il rientro dell'ex Shakhtar è una notizia importante in casa viola, per il valore assoluto del giocatore, per le sue qualità e la sua ampiezza di soluzioni in rifinitura come terzino offensivo, e per la necessità della squadra di Italiano di alzare il tasso tecnico in vista di settimane dense di impegni decisivi. Bentornato a lui;
Se l'ampiezza del divario qualitativo tra le due squadre è apparso abissale in certi tratti, la stringatezza del vantaggio mantenuto dalla Fiorentina nella doppia sfida fa chiedersi se il Maccabi Haifa non avrebbe potuto osare di più. Anche nelle scelte di formazione, il tecnico israeliano Dego ha optato per soluzioni molto conservative e un discreto ma importante turnover dei giocatori più talentuosi. E se è vero che anche stasera, come all'andata, è stato decisivo lo zampino autolesionista dei viola nelle reti a firma Maccabi, forse proprio l'approccio superficiale della Fiorentina poteva esser qualcosa su cui seriamente far leva per tentare di passare il turno;
Se, come detto, per impegno e ritmo della prestazione la Viola non ha brillato in generale, ci sono state risposte differenti a livello di singoli. Se Mandragora e Barak, dopo mesi impalpabili, stanno da qualche gara mostrando netti segnali di ripresa (ma le tante scelte nel ruolo dell'ex-Verona rendono difficile pensare a un suo prossimo frequente utilizzo dal primo minuto), hanno mandato segnali preoccupanti - oltre alla difesa di nuovo macchiata da distrazioni collettive e individuali - Belotti e Sottil. Tanto lavoro senza palla e spalle alla porta per il primo, ma con momenti di errori tecnici nella conclusione perfino inquientanti, una costante e perdurante mancanza nell'ultima giocata nel secondo, che pure nelle ridotte soluzioni sugli esterni a disposizione dei viola all'oggi pare essere la scelta più naturale per il ruolo di ala destra. Si torna sempre lì in casa gigliata: cercare soluzioni introvabili con quel che c'è a disposizione, cercando di portare avanti in qualche maniera le tre competizioni.
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