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Bologna Inter
, 9 Marzo 2024

Bologna-Inter (0-1) - Considerazioni Sparse


Bologna non è più fatale: l'Inter espugna anche l'ultimo tabù al termine di una partita intensa come poche.

Se qualcosa doveva accadere, sarebbe sicuramente successo sotto le due Torri. Sotto la pioggia intensa di Bologna, l'Inter vince lo scontro tra le due squadre migliori del campionato giocando peraltro una partita a due velocità. La squadra di Thiago Motta domina il possesso e il campo nel secondo tempo ma senza risultare mai davvero pericolosa, se non nelle occasioni in cui Bisseck e compagni esagerano nella costruzione dal basso. La vittoria di questa sera non è importante per la classifica quanto per il morale e la mentalità di un gruppo che fa cadere anche l'ultimo tabù, sconfiggere l'ultimo fantasma del suo passato. Se la sconfitta in Emilia del 2022 costò lo Scudetto di quell'anno, il gol del centrale tedesco vale un grosso pezzo della seconda stella.

Qualche anno fa Marco Parolo parlava di come Inzaghi avesse promesso una cena ai giocatori della Lazio per la prima rete segnata grazie a un azione da quinto a quinto. Oggi la vittoria sul campo più difficile della Serie A arriva grazie a una splendida azione conclusa con un movimento da braccetto a braccetto. L'Inzaghiball trova nella rete di Bisseck la sua concretizzazione più plastica e immanente: condurre un'azione del genere con la difesa avversaria schierata è la quintessenza delle idee di fluidità e movimento perpetuo di cui è fatto il calcio del tecnico di Piacenza. Inzaghi mostra una maturità finalmente completa anche nella gestione dei cambi e più, in generale, nello scegliere come gestire l'andamento della partita. L'Inter sceglie scientemente di lasciare il pallino del gioco in mano al Bologna nel secondo tempo in vista dell'impegno contro l'Atletico Madrid, ma al di là di un paio di belle sovrapposizioni di Posch e un tiro di Zirkzee, la squadra soffre veramente poco nonostante riesca raramente a mettere il naso fuori dalla propria metà campo.

Una vittoria matura e sofferta, anche se relativamente, dunque. Una vittoria che trova il suo unico neo nell'infortunio di Marko Arnautovic, stasera preziosissimo nel lavoro di fisico e di tecnica per alleviare la pressione del Bologna nei minuti finali. Sulla compatibilità della coppia Thuram-Sanchez rimane qualche dubbio nei termini di effettiva funzionalità ma la splendida forma del cileno mette in secondo piano anche qualche limite tattico complessivo. Oggi però è la difesa a meritarsi gli elogi e le prime pagine. Per quanto tutta la squadra sia da elogiare nell'applicazione della fase difensiva, Bisseck, Acerbi, Bastoni e Darmian giocano una partita totale, limitando al meglio l'estro e la classe di Zirkzee, il dribbling degli esterni felsinei e, in particolare, gli inserimenti dei centrocampisti rossoblù.

Il Bologna paga soprattutto il fatto di non essere stato in grado di scardinare la difesa a tenuta stagna degli ospiti durante un secondo tempo giocato praticamente solo in una metà campo. La squadra di Motta è encomiabile per la sua applicazione e dedizione, spinta da un pubblico carico e entusiasta, e macina corsa e chilometri in modo impressionante ma mancano il guizzo e la cattiveria per riacciuffare una partita che, nel complesso, non torna mai in discussione. Non saper capitalizzare un'inerzia conquistata e indirizzata, se non in qualche sporadica azione non concretizzata, è sicuramente una colpa grave e per questo non si può dire davvero che il Bologna meritasse il pareggio. Nel complesso la prova dei rossoblù rimane comunque buona, a partire da un Lucumì impeccabile nelle due fasi, passando per Saelemaekers e Odgaard, costanti spine nel fianco per la difesa nerazzurra e preziosissimi nel pressing.

Joshua Zirkzee gioca una partita da regista offensivo di livello europeo ma sconta il fatto che i suoi compagni, in particolare Aebischer e Ferguson, rimangano sostanzialmente impigliati nelle maglie del filtro nerazzurro. Tra le altre cose è preziosissimo nel pressing a tutto campo su Calhanoglu, una delle chiavi tattiche del dominio felsineo nel secondo tempo. A proposito di pressing, la partita di questa sera è esemplare per il modo d'intendere moderno e all'avanguardia di uno dei principi fondamentali del gioco di entrambe le squadre. Il modo in cui l'Inter aggredisce altissimo il portatore di palla fin nella propria aria di rigore nel primo tempo, quello in cui il Bologna raddoppia e triplica costantemente nel secondo tempo per impedire le ripartenze nerazzurre: la gara di stasera è impressionante per il modo in cui il pressing è stato gestito in maniera metodica e strumentale alla filosofia e al gioco sia di Inzaghi che di Motta. Una partita che sarà vista e rivista nei centri d'allenamento di tutta Europa.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto e l'abusivismo edilizio. Ha studiato a Bologna, dove si è laureato in giurisprudenza, e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio e cinema, quasi quanto fare oscuri riferimenti alla storia o alla politica. Ha sul comodino una sua foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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