Roma Brighton

Roma-Brighton (4-0) - Considerazioni Sparse


La Roma di De Rossi continua a volare, prendendo a pallonate anche il Brighton di De Zerbi.

All’Olimpico va in scena l’atteso confronto tra due allenatori che sembrano avere molto di più in comune dei cognomi patronimici. La Roma approccia l'andata col Brighton regalando ai suoi tifosi una partita da stropicciarsi gli occhi, nella quale ha schiantato una squadra del campionato più ricco del mondo, alternando sapientemente fasi di gestione del pallone a improvvise verticalizzazioni, ma soprattutto dando l’impressione di avere sempre il dominio psicologico del match.


Nell’11 iniziale De Rossi rinuncia alla tentazione Smalling e mantiene il 4-3-3 con il quale fin qui aveva impresso un cambio di marcia impressionante alla stagione della Roma. La volontà è chiara fin dalle prime battute: provare ad subito a prendere il comando delle operazioni, per sfruttare le lacune difensive e il momento non brillantissimo degli avversari. Il piano funziona e dopo una grande parata di Steele su Lukaku, e il seguente brivido provocato dall’auto-palo di N'Dicka, un’imbucata perfetta di Paredes per Dybala stappa la partita. Il Brighton prova gradualmente a prendere campo ma i giallorossi con coraggio restano aggressivi sul primo possesso avversario, circostanza dalla quale nasce l’errore di Dunk e il conseguente 2-0 di Lukaku.

Nella ripresa De Zerbi prova a sparigliare le carte in tavola con l’ingresso di Ansu Fati, ma la Roma non cambia atteggiamento, anche a costo di rischiare qualche ripartenza. Il 3-0 da centravanti di Mancini e il poker su inserimento di Cristante cementificano una grande performance, impreziosita anche dalle parate di Svilar, ormai una certezza. Difficile trovare un migliore tra i giallorossi, ma la prestazione da regista di Leandro Paredes -che ha disegnato calcio contro una squadra abituata ad avere il controllo del pallone e ad essere fortemente aggressiva nel riconquistarlo- resta da studiare nei manuali. Se Dybala, Lukaku e Pellegrini, con la loro qualità ed esperienza, hanno trascinato la squadra anche nelle fasi più complesse, anche i tanto vituperati terzini (il ritrovato Spinazzola e un sorprendentemente solido Celik) hanno giocato una gara di grandissima qualità nelle due fasi.

La gara è stata pessima e ha probabilmente compromesso ogni possibilità di qualificazione, ma il Brighton resta un esempio virtuoso, in grado di scovare e coltivare talenti con un budget risibile, valorizzando al massimo le risorse a propria disposizione. Necessita però di ritrovare al più presto fiducia nei propri principi e la condizione fisica di alcuni elementi indispensabili, specie dopo un match in cui il solo Adingra è riuscito a trovare giocate interessanti.

Lo scrivevamo 5 giorni fa, è più che mai valido stasera: Daniele De Rossi in pochissimo tempo ha fatto un lavoro straordinario, di quelli impossibili da realizzare se non si ha la stoffa per diventare un ottimo allenatore. I giallorossi sono passati da un tecnico che non faceva che rimarcare pubblicamente le lacune dei giocatori a uno che ne esalta le qualità e li sta facendo rendere forse fin oltre le loro possibilità. Chiedersi cosa sarebbe potuto essere con DDR sulla panchina da inizio stagione è un inutile esercizio retorico; quello che conta sono i traguardi che la squadra può centrare adesso che sembra rinata, oltre alle scelte che la società deve prendere quanto prima (leggi: estendere il contratto dell’allenatore).

  • Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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