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Brighton
, 7 Marzo 2024

Il Brighton è in transizione


Princìpi di costruzione e distruzione della squadra di De Zerbi, in vista dell'ottavo di Europa League contro la Roma.

Etichettata a priori come "la sfida del bel calcio" ancor prima che le squadre abbiano messo piede in campo per il riscaldamento dell'Olimpico, Roma-Brighton si preannuncia una doppia sfida intrigante. I - minimo - 180 minuti di Europa League saranno da gustarsi non tanto per ciò che si è già visto delle formazioni di De Rossi e De Zerbi, ma per quello che entrambe scopriranno di sé e dell'avversario durante il confronto.

Se per i giallorossi è facilmente comprensibile l'eccitante stordimento che sta provocando l'arrivo di Daniele De Rossi sulla panchina, la narrativa ha già inquadrato il Brighton di Roberto De Zerbi entro canoni fissi, quasi filosofici. Il contesto, tuttavia, è ben diverso: complice una sequela di infortuni mai conosciuta dall'arrivo nel sud dell'Inghilterra e qualche passo falso di troppo, il Brighton ha varato quattro moduli diversi nel corso dell'ultimo mese, conclusosi con la sconfitta a Craven Cottage col Fulham e il pareggio in extremis con l'Everton.

Se la Roma dovrebbe da un lato scendere in campo con il solito 4-3-3 - dalla forma mutevole e fluida in fase di possesso -, il Brighton potrebbe schierarsi nuovamente con il 3-4-2-1 delle ultime due uscite. Rispetto ai dogmi dezerbiani (dezerbisti? dezerbici? dezerbiei?), quanto questa ultima forma del Brighton differisce dalle precedenti?

Probabili formazioni di Roma-Brighton
Il proverbiale campetto prepartita.

Fase di costruzione

In questa stagione e nella precedente abbiamo avuto modo di conoscere i principi che De Zerbi ha inculcato ai propri giocatori: sappiamo bene che la prima costruzione è una fase chiave delle partite del Brighton. Il tecnico bresciano ha voluto fare una distinzione tra tre situazioni nella quale la squadra può trovarsi a costruire un’azione:

  • rimessa dal fondo, portiere incluso;
  • open play, fuori dalla propria area di rigore;
  • dal cerchio di centrocampo, con gli avversari schierati.

In fase di costruzione il 4-2-3-1 di base diventa 4-2-2-2, con la punta che scende al fianco del trequartista e gli esterni altissimi in ampiezza. A Roma il Brighton dovrebbe partire però col 3-4-2-1: non sarà possibile effettuare questo tipo di costruzione in modo codificato, ma bisognerà trovare delle soluzioni con delle rotazioni.

La struttura cambia sempre a seconda di quanti giocatori porta in pressione la squadra avversaria. Cosa non deve cambiare è che, nella propria trequarti, il Brighton abbia almeno sei giocatori, in modo da rimanere solido in caso di perdita del pallone.

Brighton
Moder scivola nella linea difensiva ed Estupiñan si abbassa: ci sono sei giocatori nel primo terzo di campo.

Il più delle volte è l’esterno sinistro che si abbassa per costituire una linea a quattro con gli altri tre difensori, mentre i due mediani - gli ingranaggi più importanti per lo sviluppo - rimangono in posizione. Un'ulteriore alternativa potrebbe essere, non solo con compiti di impostazione ma anche di gestione del possesso appena perso, è la conferma di Jan Paul van Hecke come mediano nominale: a Craven Cottage la panchina iniziale di Pascal Groß ha suggerito a De Zerbi l'avanzamento della posizione in possesso del difensore centrale olandese, seguendo il recente esempio del Barcellona di Xavi con Christensen. Con il 33enne tedesco nuovamente a disposizione, difficile immaginarsi sia lui che Gilmour panchinati in favore di Webster, con van Hecke ancora nel cuore della manovra, ma è un'opzione che De Zerbi e il suo staff annovera sicuramente nel mazzo.

Brighton
Veltman si allarga in posizione di terzino, Estupiñan si abbassa come corrispondente sul lato opposto.

Per eludere il pressing alto viene fatto utilizzo del principio del terzo uomo, ovvero quella giocata con cui viene servito un giocatore schermato tramite un giocatore di collegamento.

Brighton

Il Brighton elude la pressione del Tottenham utilizzando per due volte il principio del terzo uomo per allargare il gioco a destra.

Questo tipo di gioco comporta chiaramente rischi elevati: il Brighton in questa stagione ha subito 7 reti a seguito di un errore in fase di costruzione, il secondo dato peggiore nei top 5 campionati europei.

Per evitare di essere attaccati in velocità alle spalle della difesa, alcune squadre preferiscono tenere un baricentro basso. Il Fulham non ha effettuato ad esempio una pressione alta sulla prima costruzione del Brighton, bensì ha tenuto tutti gli uomini sotto la linea della palla.

Brighton
A ridosso della metà campo il Brighton cambia e passa al 3+2, mentre la principale preoccupazione del Fulham è schermare i due mediani.

Con i due riferimenti principali schermati, al Brighton occorreva trovare altre soluzioni. Una di queste consisteva nello smarcamento degli stessi centrocampisti, verticalmente o orizzontalmente. Spesso è stato più conveniente cercare di sviluppare il gioco sulle catene laterali, liberando spazio al centro o trovando sbocchi in profondità.

Il Brighton utilizza il terzo uomo per tornare al centro, poi Lamptey va in profondità dopo un uno-due.

In fase di non possesso la Roma può decidere di abbracciare due differenti approcci, sia all’andata che al ritorno. La prima opzione è quella di pressare alta la prima costruzione del Brighton per indurre all’errore e provare a segnare dopo il recupero, rischiando di prendere imbucate alle spalle della difesa. La seconda possibilità è quella di chiudersi nella propria metà campo schermando i due mediani, in modo da mettere in risalto le difficoltà del Brighton nell’attaccare blocchi bassi.

Fase di rifinitura

Dopo il Manchester City di Pep Guardiola, il Brighton di Roberto De Zerbi è la squadra con la più alta percentuale di possesso palla medio e passaggi riusciti in tutta la Premier League. I Seagulls non rinunciano mai a tenere il pallino del gioco, ma spesso non riescono a concretizzare in occasioni da gol. A questo proposito è indicativa la partita contro l’Everton di Sean Dyche, avversario che De Zerbi non è ancora riuscito a battere da quando siede sulla panchina del Brighton. L’Everton è sceso in campo col 4-4-1-1: contro squadre che bloccano con molti uomini il centro del campo, il Brighton fatica a trovare soluzioni.

Gilmour cerca di servire Welbeck, immediatamente triplicato ancor prima di poter ricevere.

Rispetto alla partita d’andata a Goodison Park, il Brighton ha fatto maggiore utilizzo dei cross in mezzo all’area di rigore, soprattutto nel finale. Fino al ritorno dell'AmEx Stadium l’Everton non aveva mai subito gol di testa, ma negli ultimi minuti di gioco Lewis Dunk è riuscito a svettare sopra i difensori segnando il gol del pareggio. Le palle alte sono il piatto forte delle squadre di Sean Dyche: i Toffees sono primi per duelli aerei vinti in campionato. Il Brighton si trova solo al 17° posto ma, paradossalmente, in stagione è arrivato a 12 gol segnati su cross.

Da quando De Rossi siede sulla panchina della Roma, i capitolini subiscono parecchi gol su situazione di cross, 6 su 11 complessivi. L’allenatore giallorosso ha manifestato la sua volontà di lavorare su questo aspetto, esplicitando che prima di dividersi gli uomini da marcare, i difendenti devono dividersi bene lo spazio da difendere.

Fase di non possesso

Dopo aver analizzato i punti di forza e debolezza del Brighton in fase di possesso, occorre esaminare anche quelli della fase di non possesso. Gli uomini di De Zerbi operano una pressione altissima fin da subito, marcando a uomo ogni riferimento. Infatti, il Brighton è la 3° squadra in Premier League col PPDA più basso (8.98 via Understat, solo Liverpool e Tottenham concedono meno passaggi per azione difensiva), dato che misura in modo decrescente l’intensità del pressing.

Ogni giocatore segue il proprio riferimento nella partita contro il Fulham.

I Seagulls sono 1° in Premier per gol segnati dopo un recupero alto: viene eseguita una pressione intensa, ma allo stesso modo efficace in termini realizzativi. La squadra di De Zerbi è 1° anche per numero di riaggressioni effettuate in campionato, ovvero i recuperi immediati del pallone dopo averne perso il controllo. Questo fa del Brighton una squadra estremamente aggressiva quando non è in possesso del pallone o quando lo perde.

La Roma deve lavorare molto sull’uscita del pallone in fase di impostazione: se le squadre affrontate fino ad ora hanno concesso più libertà alla prima costruzione, i giallorossi potrebbero rimanere sorpresi dal pressing del Brighton. Un’opzione ulteriore può essere quella di fare affidamento sui lanci lunghi verso Lukaku, come ha fatto il Fulham con Muniz nell'ultima partita. Ciò che però manda più in difficoltà il Brighton, infatti, sono le transizioni rapide.

Transizioni

Il pezzo forte del Brighton sono le transizioni rapide verticali e artificiali, che possono avvenire dopo un recupero del pallone, ma che più spesso sono generate da una costruzione dal basso che volge ad attirare il pressing avversario.

Questo aspetto si ribalta in fase difensiva: il Brighton fa una grande fatica a contrastare le transizioni avversarie, sia quando la pressione viene superata, sia quando i Seagulls perdono il pallone. Nel secondo tempo contro il Fulham, questo aspetto ha mandato in ambasce i biancazzurri, i quali hanno subito tre pericolosi attacchi verticali nello spazio di 5 giri d'orologio.

Questo può avvenire perché gli avversari sono bravi ad eludere la pressione, o perché il Brighton si scopre troppo in fase di possesso lasciando dei buchi alle proprie spalle. I Seagulls non sono soliti a questi blackout: nella débâcle contro il Luton Town, due delle quattro reti incassate sono state subite nei primi 3 minuti di gioco. Nella partita d'andata del girone di Europa League contro il Marsiglia, la squadra è stata attenta nel primo quarto d'ora, ma dopo aver subito il primo gol, ne ha subito un altro dopo neanche un minuto.

Insomma, il Brighton è una squadra che in certi momenti della partita può sia mandare che andare in grande difficoltà dal punto di vista mentale, anche col rischio di subire un gol dopo l'altro.

  • Classe 2007 come Lamine Yamal, nato a Ferrara, cresciuto a pane, Toro e Spal. Lavoro come match-analyst in una squadra militante in Promozione e collaboro con Toro Goal scrivendo e parlando di tattica. Nel tempo libero cerco di diplomarmi.

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