Isco
, 6 Marzo 2024

Isco sta ancora dando spettacolo


Il centrocampista andaluso è tornato a brillare al Betis Siviglia.

Primavera 2018: il Real Madrid è ancora in corsa in tutte le competizioni alle quali partecipa e Isco sta giocando una delle migliori stagioni della sua carriera (finirà l’annata con 9 gol e 9 assist all’attivo; solo nella stagione precedente, la 16/17, aveva fatto di meglio con 11 gol e 8 assist). La stagione delle merengues terminerà con un terzo posto in Liga e le vittorie in Supercoppa di Spagna, Supercoppa europea, Mondiale per Club ed il trionfo in Champions League nella famosa finale di Cardiff. Tutto ciò, con Isco assoluto protagonista e pedina cardine nello scacchiere di Zizou. Lo stesso allenatore, però, lascerà il Real a fine stagione e, a partire da quel momento, la carriera di Isco cambierà radicalmente

Sulla panchina arriva Lopetegui, il quale lo considera ancora fondamentale nell’assetto tattico del Real, ma avrà vita breve in quel di Madrid. Il suo successore, Solari, lo accantona ai margini della rosa, e nemmeno Zidane, rientrato come subentrante per il termine della stagione, riuscirà a farlo tornare il giocatore che era. Ad accompagnare il calo di rendimento sul campo, come spesso accade ai giocatori fragili mentalmente e fisicamente, Isco, nelle sue ultime annate al Real, era apparso svogliato, tanto dal non impegnarsi granché in allenamento. Il suo peso via via aumentava e la forma non era più smagliante.

Questa poca professionalità ha comportato parecchie accuse da parte dei suoi compagni di squadra, i quali sostenevano che utilizzasse la “scusa” degli infortuni per riposarsi e per poter giocare quando preferisse. Anche numeri di Isco calano drasticamente e, in seguito a svariate stagioni giocate al di sotto delle sue capacità, a maggio 2022 annuncia che non intende rinnovare il suo contratto con i blancos, svincolandosi. Come se non bastasse, le chiamate dalla selezione della nazionale spagnola si riducono progressivamente dopo il Mondiale di Russia 2018.

Sinceramente: chi avrebbe mai detto, al termine della stagione 17/18, che quel meraviglioso giocatore che ha incantato la Spagna e l'Europa potesse rimanere senza squadra nel pieno della sua carriera?

Il congedo del Real Madrid dopo la separazione da Isco

Il centrocampista andaluso firma a settembre con il Siviglia, ma la sua esperienza con Los Palanganas durerà pochi mesi: sulla risoluzione anticipata del contratto peserà la rissa con Monchi, allora DS del Siviglia. Isco, quindi, rimane lontano dai campi di calcio dove tanto ha brillato per altri 6 lunghi mesi.

Molti, probabilmente, sembrano averlo dimenticato. Sono quelle stesse persone che hanno rimosso troppo facilmente le fini giocate del suo repertorio, la tecnica sublime e la fantasia che pochi vantano nell'attuale panorama calcistico. 

Ebbene, dopo qualche tempo, Isco è tornato. Ora gioca al Betis Siviglia e sta tornando prepotentemente a far parlare di sé.

Il “nuovo vecchio” Isco

Manuel Pellegrini - attuale tecnico del Betis - sa bene come allenare Isco: non è la prima volta che i due si trovano a lavorare insieme nella stessa squadra. Per certi versi, si può dire che i primi passi calcistici mossi dallo spagnolo siano stati fatti al Malaga dopo un’esperienza da sole 4 presenze al Valencia. Ad allenare quel Malaga c’era proprio Pellegrini. Nelle tre stagioni passate alla corte dei Boquerones, Isco ha messo a referto 17 gol e 9 assist: non male per essere la prima esperienza da titolare tra i professionisti.

Ma torniamo al Betis attuale: gli spagnoli sono attualmente in sesta posizione ed ancora in corsa per centrare un posto che garantisce di disputare una competizione europea nella prossima stagione. Da quando Isco ha firmato, si può dire che il Betis sia diventata una squadra molto produttiva in termini di occasioni create rispetto all’anno scorso, ma si mantiene altrettanto imprecisa.

Come certificano i dati raccolti da FBref, infatti, il Betis è una squadra che tira spesso (13,35 tiri per 90 minuti, 4° in Liga) ma difficilmente centra lo specchio della porta (3,73 tiri in porta per novanta minuti, 13° in Liga) portandola ad essere una delle squadre con la percentuale più basse di gol per ogni tiro tentato (solo 0,08 dei tiri tentati si trasforma in gol). La differenza di xG-G, invece, è più confortante: a fronte di 30 gol fatti, la squadra ha creato 31 xG e ciò vale a dire una minima underperformance. Il tutto si può tradurre in una squadra che tenta parecchi tiri difficili.

C’è allo stesso tempo da sottolineare come questi numeri sono migliorati sotto alcuni punti di vista da quando le chiavi del gioco offensivo del Betis sono passati per le mani di Isco: la scorsa stagione, infatti, la squadra tentava 2,6 tiri in meno a partita, ma malgrado ciò, il Betis conclude in porta avversaria quasi lo stesso numero di tiri a partita (nella scorsa stagione, 3,63/90 minuti). Allo stesso tempo, tirare così tanto e capitalizzare così poco può risultare spesso inutile: la media gol non è aumentata bensì calata rispetto all’anno scorso, passando da 1,21 a 1,12 a partita. Analizzando questi dati, si può affermare che Isco sta aiutando il Betis a creare più occasioni che però ora non sono ancora sfruttate a dovere.

Parlando più nello specifico del fantasista spagnolo, la sua collocazione in campo bazzica tra il ruolo di centrocampista centrale e la trequarti, fungendo da regista (è il giocatore che tocca più palla tra le fila dei suoi e in Europa nel suo ruolo con 71,26 a partita). Gestire una mole così ampia di palloni gli ha permesso inoltre di registrare la sua miglior media di gol e assist a partita da quando è iniziato il suo declino, partecipando a 0,44 gol a partita.

La porzione di campo che occupa di più è quella sinistra del campo, sintomo della sua predilezione nel giocare a piede invertito per offrire suggerimenti a rientrare.

Isco

Tutti sanno che le qualità nel passaggio di Isco sono invidiabili dalla quasi totalità di calciatori in attività, e i dati FBref lo confermano: il fantasista spagnolo offre ai compagni in media 3,18 passaggi fondamentali a partita (nessuno come lui nel suo ruolo in Europa). Infine, tornando alla capacità maggiore della squadra spagnola nel riuscire a concludere in porta, Isco è tornato ad essere un giocatore importante anche nella creazione di azioni da tiro: con un valore di 5,58 a partita, in pochi fanno meglio di lui.

Isco è tornato a brillare in quel di Siviglia, sponda Béticos, ritrovando forma fisica ed energie mentali per poter giocare liberamente come gli abbiamo visto fare al Real Madrid. Questo tipo di giocatori in particolare, infatti, per rendere al meglio, hanno bisogno di trovarsi nel contesto giusto per poter esprimere il proprio estro calcistico con successo; altrimenti, rischiano di perdere gran parte della loro efficacia. 

Una giocata che dimostra come Isco sia riuscito nuovamente a giocare a mente libera e d’istinto, favorendo giocate quasi irrazionali che solo chi ha una spiccata visione di gioco ed un elevato QI calcistico può fare, è stata quella contro l’Aris Limassol in Europa League. A risultato acquisito, sul 3-1, Isco ha sfoderato un tacco al volo su lancio lungo del portiere che ha di fatto aperto un tappeto rosso per la discesa e per il gol di Ezzalzouli. A questa giocata, che di fatto ha permesso al Betis di trovare un gol con due passaggi partendo dalla sua area di porta, ha mandato in visibilio il pubblico locale. Che, pensandoci, è quello che ha sempre fatto Isco quando ha trovato il contesto giusto in cui esprimersi: sfoderare passaggi, dribbling e controlli di palla che hanno stupito non solo i suoi tifosi ma l’Europa intera.

La sublime giocata di Isco

Isco è (finalmente) tornato a suo agio nel fare la cosa che gli viene meglio, ovvero giocare a calcio. Sorge però un dubbio alla luce di ciò. Potrebbe lo stesso Isco tentare nuovamente un’esperienza in una squadra che ha più possibilità di vincere trofei?

Per quanto il Betis rappresenti una buona squadra, un contesto sicuro nel quale esprimersi e lontano dalle pressioni dei big club per poter concludere la sua carriera serenamente (Isco fa 32 anni ad aprile ed ha un contratto fino al 2027 con il Betis), non sarebbe da escludere che una squadra con maggior caratura possa farsi avanti per assicurarsi le sue prestazioni in estate. Cosa farebbe, in questo caso, Isco? Rimarrebbe al Betis o accetterebbe l’ultima grande chiamata della sua carriera? Al netto di questi ragionamenti, una cosa è certa: scongiurando altre ricadute fisiche e mentali, possiamo goderci per qualche anno ancora l’eleganza e la raffinatezza del talento spagnolo in tutto il suo splendore.

  • Nato a Venezia nel 2003, studia Scienze della Comunicazione a Verona. Si è avvicinato al mondo del calcio grazie alle repliche delle partite di Serie A su Rai Sport e a quelle del PSG su Sportitalia.

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