
Dune - Parte Due (2024) - Considerazioni Sparse
Dune - Parte Due è il sequel più atteso dell'anno e Villeneuve non tradisce di certo le aspettative.
C'eravamo lasciati con il crollo della casata degli Atreides e il pianeta dei Fremen minacciato dagli Harkonnen. C'eravamo lasciati soprattutto con la prima parte di quella che è destinata ad essere quantomeno una trilogia che aveva sollevato tante lodi ma anche enormi critiche. Ci ritroviamo, dopo quasi tre anni con un sequel avvincente e convincente, forse anche di più del primo capitolo. Dune - Parte Due supera sotto tanti aspetti la pellicola del 2021, conservandone tanti punti di forza ma anche qualche limite intrinseco. La seconda parte è un concentrato di grandi emozioni, che sa alternare introspezione ad adrenalina, scende d'azione da kolossal a un misticismo toccante e intimista. Un gran bel film che alza l'asticella rispetto al precedente e che prepara la strada ad una terza parte che già s'annuncia come il capolavoro di Denis Villeneuve;
Se il primo Dune era servito soprattutto per darci le coordinate e rompere il ghiaccio con la storia, i personaggi e il mondo di Arrakis, il secondo si muove su binari completamente diversi. Con un inizio in medias res, Dune - Parte Due immediatamente catapulta al centro dell'azione che non tarda ad arrivare. Uno dei più grandi punti di forza del film è il modo in cui sono state realizzate le scene topiche più importanti, da quelle in cui vediamo Paul Atreides alle prese con le insidie del deserto a quelle che ci mostrano enormi battaglie epiche e campali. A colpire è soprattutto il modo in cui Villeneuve è riuscito a coniugare quantità e qualità. In questa seconda parte ritmo e spettacolo non mancano ma allo stesso tempo il regista non scende mai a compromessi e sprigiona un'immensa carica artistica in ogni scena. La cifra della bellezza e della poesia visiva del film sono le splendide riprese dell'immenso deserto di Arrakis: mai banali ma sempre estremamente evocative;
Anche questa volta l'adattamento dall'opera di Herbert è abbastanza soddisfacente ma con alcune differenze. Rispetto al primo capitolo, infatti, Dune - Parte Due riprende meno fedelmente l'originale letterario non tanto nello sviluppo della trama quanto nella caratterizzazione dei personaggi. Maggior spazio è ad esempio riservato al personaggio di Chani per esaltarne il rapporto intimo e romantico con Paul Atreides, mentre grande risalto è dato al ruolo di Lady Jessica e, più in generale, all'ascesa di Paul e la sua progressiva trasformazione in un personaggio con tinte decisamente più fosche. La scelta degli sceneggiatori di tenere conto anche del terzo libro della saga aiuta sicuramente il pubblico a comprendere meglio la caratura dei personaggi e la loro evoluzione personale ma lo priva (anche solo parzialmente) di una esplorazione più piacevole e curiosa delle dinamiche interne al mondo di Dune. Ma nel complesso, tenendo conto delle inevitabili esigenze dell'adattamento, il lavoro rimane indiscutibilmente positivo;
Ad accompagnare Villeneuve in Dune - Parte Due c'è un cast stellare: Javier Bardem e Josh Brolin sono veramente convincenti nelle loro interpretazioni mentre anche Dave Bautista e Florence Pugh riescono a risaltare anche se limitati da uno screen time di secondo piano. Una nota di merito va in particolare ad una magistrale Rebecca Ferguson, che si cala davvero bene ancora una volta nel ruolo di Lady Jessica restituendone una rappresentazione carismatica. Bene anche i due protagonisti del cast, Zendaya e Timothée Chalamet: l'evoluzione di entrambi i personaggi in questa parte seconda permette loro di mettere in mostra a tutto tondo le loro capacità attoriali, con una profondità e una completezza non emerse per forza di cose nel film del 2021;
Concludiamo, inevitabilmente, parlando della colonna sonora. Hans Zimmer mette a segno un altro capolavoro: le musiche realizzate dal compositore tedesco sono ancora una volta il segreto del successo del film per il modo in cui esaltano la componente evocativa e artistica del girato e per come accompagnano lo spettatore per tutta la durata del film. E il primo Premio Oscar 2025 possiamo già considerarlo assegnato.
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