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Lazio Milan
, 2 Marzo 2024

Lazio-Milan (0-1) - Considerazioni Sparse


Milan-Lazio è decisa da Okafor nel finale. Il risultato è fortemente condizionato da alcune decisioni arbitrali discutibili.

Il Milan esce dall’Olimpico con una vittoria quantomai discussa. Solo grazie al gol di Okafor, arrivato all’88’ dopo una serie di carambole in area laziale, i rossoneri hanno conquistato 3 punti di fondamentale importanza per la corsa Champions. Durante la prima frazione di gioco, comunque, gli ospiti sono stati in palese difficoltà sulla prima costruzione. La Lazio difendeva bene, con linee strette e attesa bassa, impedendo che il pallone potesse arrivare comodo sui piedi dei centrocampisti rossoneri. Limitati, da subito, anche Leao e Pulisic, che hanno vissuto solo di (poche) azioni personali. La mossa di Vecino, schierato da Sarri al posto di Cataldi, ha impedito ai rossoneri di appoggiarsi a Giroud quando in difficoltà. L’uruguagio, in più, ha limitato benissimo anche le incursioni del colosso Loftus Cheek. Anche nel secondo tempo, nonostante la superiorità numerica, il dominio dei rossoneri è stato sterile con Provedel impegnato solo in un paio di occasioni.

La Lazio gioca, tiene la linea alta e mette spesso in difficoltà il Milan. Pressing e passaggi rapidi in verticale mandano in tilt la filosofia di gioco di Pioli. Nonostante ciò, fatta salva l’occasione di Vecino, crea poco la squadra di Sarri per gli ormai noti problemi di sterilità offensiva conclamati da diverse giornate. L’entrata di Immobile e Isaksen modifica l’assetto offensivo e, seppur in dieci, crea molto di più. Benché rimane poco da portare a casa come gioco e capacità di incidere.

I Rossoneri sono apparsi completamente svuotati in questa trasferta romana. Senza alcuna idea di gioco, a Sarri è bastato disinnescare Leao e Pulisic per trascorrere un primo tempo piuttosto tranquillo. Gli uomini di Pioli sono riusciti ad accendersi parzialmente solo con la prima superiorità numerica. Atteggiamento quasi scontato, visto che, dopo l’ingresso di Okafor, il potenziale offensivo è incrementato, seppur con risultati tutto sommato poco edificanti. Rivedibili le scelte iniziali di Pioli, con l’ennesima, inspiegabile, esclusione dall’inizio di Rejinders, ormai relegato a riserva. Sia Adli che Bennacer, infatti, sono parsi poco brillanti e sembra chiaro come la brillantezza atletica dei due mediani sia una delle chiavi tattiche di questo Milan. La Lazio, anche in 10, non ha subito in maniera eclatante, non ha subito in maniera eclatante e questo dovrebbe preoccupare, e non poco, Stefano Pioli, che dovrà preparare un finale di stagione in cui non bisognerà perdere il treno Champions e, possibilmente, andare più avanti possibile in Europa League.

Provedel, Gila, Isaksen e Guendouzi sono i migliori in campo. Danno brio e vivacità a una squadra che pare inchiodata e statica. Non demeritano Hysaj e Immobile ma non riescono a incidere come dovrebbero e potrebbero. Zaccagni ritorna finalmente in campo e finalmente si vede un cambio di passo e l’uomo avversario viene saltato creando superiorità numerica più volte.

Considerazione Out Of Context: Di Bello è decisamente inadeguato a un campionato che dovrebbe considerarsi tra i migliori del continente. Gestione inopportuna e inappropriata. Un arbitro dovrebbe essere in grado di non applicare ciecamente il regolamento ma essere la bouche de la loi: interpretare le fasi della partita e “piegare”, come un giunco, il regolamento per permettere alla partita di fluire regolarmente. Di Bello non fa ciò ma, come l’arbitro nella famosa réclame della Nike degli anni 90, pare unicamente indossare occhiali accecanti e inibenti: il risultato è un Lazio-Milan rovinato.

  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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