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Serie A
, 1 Marzo 2024

Il febbraio di Serie A in cinque meme


Assieme alla pagina Instagram Pitch/fork ripercorriamo l'ultimo mese del nostro campionato.

Durato un giorno di più rispetto al solito, è terminato anche febbraio, il mese in cui ricominciano le coppe europee e spesso la nostra Serie A inizia a prendere una forma ben definita in vista della primavera. Un mese fa ci eravamo lasciati parlando dell'esonero di Mourinho, osservando lo spogliatoio del Verona svuotarsi pian piano e ricordando il grande Gigi Riva. Sembra passato un secolo, da quanti avvenimenti e trasformazioni sono avvenute in questo mese, tra una lotta scudetto che sembra aver preso binari ben precisi, allenatori che se ne vanno mestamente ed altri che arrivano con fortune alterne e squadre che non smettono di stupire.

Anche questo mese vi raccontiamo tutto questo senza prenderci troppo sul serio, facendoci dare una mano dalla pagina Instagram Pitch/fork, che assieme a noi ha abbinato ognuno degli eventi più rilevanti degli ultimi trenta giorni di Serie A una canzone che lo racconta particolarmente bene. Sono nati così 5 meme, come accaduto anche il mese scorso e come accadrà anche nei prossimi mesi a cadenza regolare, in modo da narrare il meglio di ciò che accade nel nostro campionato tramite la musica e l'ironia. Oltre che qui di seguito, trovate il mese di Serie A in cinque meme anche sulla nostra pagina Instagram e su quella di Pitch/fork.

Il Bologna è in lotta per la Champions League

Il Bologna è in lotta per la Champions League

Cinque partite giocate a febbraio: cinque vittorie, quattordici gol fatti, tre gol subiti. 48 punti totali che valgono il quarto posto in classifica, in piena zona Champions League. È questo l'incredibile score con cui il Bologna si presenta all'alba del nuovo mese, dopo aver vissuto uno dei migliori periodi della sua storia recente. Di giornata in giornata ci si aspettava un rallentamento, una caduta, il ritorno della squadra di Thiago Motta ai ritmi e alle posizioni che le spettano. Un febbraio così, però, ha fugato tutti i dubbi sulla tenuta dei rossoblù e sulle loro possibilità di giocarsi fino alla fine la qualificazione alla Champions League, trascinati da Orsolini, Ferguson, Zirkzee e compagni.

Il Bologna sta sognando, dunque, e non sembra voler smettere di sognare. E quale miglior canzone di Dreams dei Cranberries per parlare di sogni. La voce di Dolores O'Riordan racconta delle sensazioni di un primo amore, di come ti cambia e di cosa significa sentirsi innamorati per davvero. Per molti a Bologna il rossoblù è il primo vero amore e ora il cuore di migliaia di tifosi è in mano alla squadra di Thiago Motta, che sta volando verso vette inesplorate da decenni. "I want more / Impossible to ignore / Impossible to ignore / They'll come true / Impossible not to do / Impossible not to do". Ora si può quasi iniziare a sussurrare: sì, questi sogni possono avverarsi.

La Salernitana assume Fabio Liverani

La Salernitana assume Fabio Liverani

All'ultimo posto della classifica della Serie A langue la Salernitana, che nonostante il ritorno di Walter Sabatini per cercare di ripetere il miracolo di due anni fa, non sembra dare grandi segni di vita. In questa depressione generale l'11 febbraio viene fatta saltare la testa di Filippo Inzaghi, che era subentrato al posto di Paulo Sousa lo scorso ottobre. Al suo posto la dirigenza granata sceglie un allenatore fermo da un'intera stagione e reduce da due esoneri consecutivi: Fabio Liverani. I primi due risultati portati a casa dall'allenatore romano sembrano confermare la poca lungimiranza della scelta: sconfitta per 4-0 a Milano contro l'Inter e sconfitta per 2-0 in casa contro il Monza. Sono passati venti giorni dalla sua assunzione e Liverani è già in discussione.

Ma chi ha pensato che assumere l'ex Lecce, Parma e Cagliari fosse una buona idea per puntare alla salvezza? Per dirla alla Pino D'Angiò: "Che idea! Ma quale idea". Tornata alla ribalta grazie alla cover portata a Sanremo dai BNKR44 - un ventennio dopo l'altra geniale cover, quella dei Flaminio Maphia - Ma quale idea ha il ritornello più adatto per commentare la pensata, probabilmente ritenuta spettacolare dai dirigenti della Salernitana, di dare un contratto a un allenatore che ha dimostrato a più riprese di non essere all'altezza della massima serie. "Non vedi che lei non ci sta", dove "lei" è la Serie A apparentemente.

Il Napoli esonera Walter Mazzarri

Il Napoli esonera Walter Mazzarri

È stata la tragicommedia che ha accompagnato gli ultimi mesi di Serie A. Walter Mazzarri richiamato sulla panchina del Napoli direttamente da un'altra epoca, piazzato ad allenare la squadra campione d'Italia quando la sua ultima esperienza era stata una tutt'altro che brillante stagione a Cagliari tra il 2021 e il 2022. Tra nomi dimenticati, scarsa conoscenza delle squadre avversarie e avvenimenti fantozziani, il tecnico di San Vincenzo ha raccolto quattro vittorie, tre pareggi e cinque sconfitte in Serie A, mettendo in campo una squadra in grado di segnare nove gol in dodici partite, all'antitesi rispetto alla squadra esagerata di Spalletti dello scorso anno. Dopo il mesto pareggio con il Genoa dello scorso 17 febbraio arriva così la decisione: Walter Mazzarri è sollevato dall'incarico.

L'assurdo ritorno al futuro di Mazzarri è durato così poco meno di tre mesi, il tempo di un respiro nel calcio. Appena finito di dire "ciao", è già il momento di dire "arrivederci". Proprio Say Hello, Wave Goodbye, brano del 1982 dei Soft Cell, arrivato in cima alle classifiche nel Regno Unito, è la canzone scelta per raccontare la separazione tra il tecnico toscano e il Napoli. Il brano racconta di una relazione finita male, di un amore "così così", di due persone assolutamente non fatte l'una per l'altra e di un lui che vuole salutare lei come se non si fossero mai conosciuti. "It was a kind of so so love / And I'm going to make sure it never / Happens again" cantano i Soft Cell. Ed è quello che si augurano anche i tifosi del Napoli.

Il Sassuolo è in caduta libera

Il Sassuolo è in caduta libera

In principio era il Chievo. Stabile, immutabile, inscalfibile: non poteva retrocedere dalla Serie A, indifferente a tutto quello che succedeva intorno a lui. Poi questo testimone è stato idealmente passato al Sassuolo, che, tranne sporadici picchi o crolli, si era accomodato sul divano della media Serie A con i piedi sul tavolino e una birra in mano, permettendosi di sfornare uno dietro l'altro giocatori di prospettiva. Zero pressioni, un allenatore giovane, una rosa tutto sommato interessante: anche questa stagione sembrava poter scorrere tranquilla come le altre. Terminato febbraio, però, il Sassuolo è terzultimo in classifica e nel corso del mese ha raccolto un solo punto, subendo 18 gol e realizzandone 6. Dionisi è stato esonerato e il traghettatore Bigica ha subito perso 1-6 contro il Napoli. Una discesa nell'abisso che non sembra finire.

Cosa c'è in fondo all'abisso lo sappiamo tutti, ovvero la Serie B, che il Sassuolo non assaggia dalla stagione 2012/13 e in cui non è mai arrivato cadendo dalla serie superiore. Proprio di una retrocessione in Serie B parla una canzone del 2018 di Francesca Michielin, intitolata proprio La Serie B e ispirata alla retrocessione in B del Vicenza nel 2001, ultimo anno trascorso in massima serie dai veneti. Nel brano la discesa nella serie minore è utilizzata come metafora di una grande delusione d'amore, ma in fondo anche la stessa retrocessione lo è per i tifosi di una squadra. Questa volta potrebbe toccare ai supporter neroverdi, che sperimenterebbero per la prima volta la caduta dalla Serie A in un anno decisamente da dimenticare.

La Juventus non riesce più a vincere

La Juventus non riesce più a vincere

Il 4 febbraio Inter e Juventus arrivano allo scontro diretto di San Siro distanziate di un solo punto, la squadra di Inzaghi è solida e bella da vedere, ma una Juventus estremamente allegriana si sta avvicinando sorniona a suon di vittorie risicate, pronta a piazzare il sorpasso. Lasciatici alle spalle febbraio, la distanza tra le due squadre è di 12 punti, con i nerazzurri che sembrano ormai irraggiungibili. Cos'è successo? Semplicemente, dopo la partita di San Siro la Juventus si è inceppata, perdendo con l'Udinese, pareggiando con il Verona e ottenendo una sudatissima vittoria contro il Frosinone. Con il senno di poi il pareggio di fine gennaio con l'Empoli era un'avvisaglia dell'inizio di un periodo difficile per i bianconeri, che a febbraio hanno mostrato tutte le loro fragilità.

Possiamo dunque dire che la Juventus ha attraversato una crisi, come quella che cantava Morgan da leader dei Bluvertigo ne La Crisi, uno dei brani più famosi della band, pubblicato nel 1999. "Sto vivendo una crisi / E una crisi c'è sempre ogni volta che qualcosa non va" recita in apertura la canzone, ed è evidente che nella Juve di febbraio qualcosa non andava. Le crisi però si superano, passano, ma lasciano tracce. Solo marzo ci saprà dire se la Juventus è uscita dalla crisi e quali sono le scorie lasciate da queste ultime partite storte, e in quel caso potremo affidarci sempre alle parole di Morgan, dicendo: "Sta finendo la crisi e ogni volta che passa una crisi / Resta qualche traccia".


  • Classe '99, fervente calciofilo e tifoso dell'Udinese, alla sua prima partita allo stadio vede un gol di Cesare Natali e ne resta irrimediabilmente segnato. Laureato in scienze politiche a Padova e in un corso dal nome lunghissimo che finisce per "media" a Bologna, usa la tastiera per scrivere di calcio e Formula 1 e il mouse per fare grafiche su Canva.

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