Inter Atalanta
, 28 Febbraio 2024

Inter-Atalanta (4-0) - Considerazioni Sparse


L'Inter è semplicemente in stato di grazia, l'Atalanta non riesce a opporsi allo strapotere della squadra d'Inzaghi.

Va via la partita da recuperare, va via l'asterisco, va via anche la capolista. Nella serata in cui il vantaggio sulla Juventus seconda raggiunge la doppia cifra, l'Inter corona una partita perfetta che la vede travolgere l'Atalanta con un 4-0 senz'appello. E non perché la Dea non c'abbia provato, soprattutto all'inizio del primo tempo. Ma la partita è finita nel momento in cui l'Inter ha deciso di alzare i ritmi: considerando la facilità con cui è riuscita a sbarazzarsi di un avversario così forte e organizzato, è facile affermare come quella di questa sera sia stata la migliore Inter del 2024, forse di tutta la stagione. All'Atalanta rimane la magra consolazione di come ci sia veramente poco da fare contro una squadra in stato di grazia.

Eppure nulla, nel corso dei primi 15 minuti faceva presagire un esito così netto della gara. Anzi, il gol (poi annullato) di De Ketelaere sembrava suggellare un avvio di partita intenso e aggressivo dell'Atalanta, che stava mettendo seriamente in difficoltà l'Inter in fase difensiva come in costruzione. Anche dopo essere stati colpiti a freddo dalla rete di Darmian, i bergamaschi rimangono comunque in gara ma dopo il raddoppio di Lautaro i tempi sono abbastanza maturi per tirare i remi in barca. Difficile dire cosa sarebbe potuto accadere se l'Atalanta fosse scesa in campo nel secondo tempo con un atteggiamento diverso ma sta di fatto che Gasperini decide che in fondo è meglio pensare a vincere con il Bologna. Nell'ultima mezz'ora l'obiettivo principale della Dea diventa così quello di far giocare il più possibile il giovane Touré, in quella che si può a tutti gli effetti considerare una partitella d'allenamento in vista del difficile impegno contro i felsinei.

La partita cambia, come detto, quando l'Inter decide di alzare i giri del motore. I nerazzurri effettivamente soffrono il pressing offensivo dell'Atalanta ma quando decidono di andare in verticale e riescono a superare la prima linea di pressione orobica è tutta un'altra musica. Fondamentale in questo senso è il lavoro di Arnautovic, che non segna ma gioca una partita estremamente positiva coniugando un ottimo utilizzo del gioco fisico a doti da regista offensivo raffinato. Se poi Lautaro segna un gol senza senso che mette il ghiaccio alla partita, i padroni di casa sono anche abbastanza fortunati nella dinamica che porta al rigore (sbagliato) da Martinez e ribadito in rete da Dimarco. Il cross dell'ex Verona trova una traiettoria tutta sua ma rimane in campo quel tanto che basta per permettere il proseguo dell'azione e il contro cross di Dumfries deviato dal braccio di Hateboer. La fortuna aiuta gli audaci ma di certo questa Inter non sembrerebbe averne bisogno. A volte le cose vanno, semplicemente, per il verso giusto.

Sul resto della gara c'è poco da dire, considerando anche come questa sia già praticamente finita all'intervallo. Nel secondo tempo Gasperini sperimenta e l'Inter gioca sul velluto, anche per deliziare gli incrollabili 80.000 di San Siro. Se è impossibile trovare insufficienti tra le file dell'Inter (prestazione eccellente in particolare di Bastoni e Pavard) sul primo tempo dell'Atalanta pesano sicuramente le scelte sbagliate di Carnesecchi e l'assenza dell'equilibratore De Roon, oltre ad un Hateboer in evidente difficoltà contro quel torrente in piena che è la corsia sinistra della squadra di Inzaghi.

L'Inter riesce anche a spezzare l'incubo (più dei tifosi per la verità) dell'asterisco. La famosa sconfitta in casa del Bologna è passata alla storia per la papera di Radu: la verità è che l'Inter aveva giocato male e meritando di perdere l'incontro decisivo. Questa sera la prova di forza offerta nel recupero è tale da spazzare via ogni fantasma del passato e ogni dubbio sulla reale potenza di fuoco dei nerazzurri. L'Inter non è più pazza, Bologna è un ricordo lontano. L'Inter è forte, anche più forte dei suoi vecchi limiti mentali.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio, cinema e musica. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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