River Boca
, 26 Febbraio 2024

River-Boca (1-1) - Considerazioni Sparse


Uno dei più bei Superclásico degli ultimi anni finisce 1-1: River e Boca mostrano alcuni dei prospetti più interessanti.

Uno dei miglior in campo per il Boca è stato senza dubbio Lautaro Blanco che ha egemonizzato la fascia sinistra del Boca per tutti e novanta i minuti, salendo in cattedra soprattutto nel secondo tempo servendo un assist pregevole per il gol del pareggio di Medina. Blanco ha interpretato la partita in modo molto offensivo portando la linea del Boca sempre più in alto e con l'intenzione di offendere il River in particolar modo nei duelli uno contro uno e riuscendo spesso a crossare (sette tentati e tre riusciti) e risultando l'uomo più pericoloso del Boca.

La partita di Cavani - durata 66 minuti - fotografa molto bene il momento che sta vivendo l'uruguayo da quando è approdato al Boca: si sbatte, prende tanti falli (e fischi), fa un lavoro di raccordo minuzioso fra centrocampo e attacco ma quando si tratta di finalizzare l'azione è sempre lento, impacciato, quasi come se fosse bloccato da fattori più mentali che fisici. Non gli si può recriminare nulla visto che non ha praticamente avuto occasioni per provare a segnare e comunque ha avuto un ottimo atteggiamento anche quando è stato sostituito, esultando come un pazzo al gol del pareggio, però sembra che questa versione di Cavani non sia ancora stata incastrata bene nel puzzle xeneize.

L'evoluzione di Colidio è stata confermata ancora una volta in questa partita. Ai tempi delle giovanili dell'Inter Colidio sembrava un buon rifinitore e nulla più, forse un po' leggerino per il calcio europeo, ma comunque con grandi margini di miglioramento. Il periodo al Tigre - sotto la guida proprio di Diego Martinez - ha plasmato Colidio facendolo diventare un attaccante completo e versatile, capace di finalizzare l'azione ma anche di immaginarla, tessendo trame con i suoi compagni di reparto, questa suo capacità di occupare bene ogni porzione del fronte d'attacco ricorda un altro gran attaccante ex Inter: Rodrigo Palacio.

La partita ha avuto un solo padrone a centrocampo, che risponde al nome di Cristian Medina. Il classe 2002 del Boca non è stato fondamentale solo per il gol ma ha anche dettato l'atteggiamento che la squadra avrebbe dovuto seguire: a inizio partita più attendista e valutativo, man mano che passavano i minuti Medina ha alzato il baricentro della squadra guidando il pressing, portando i tackle e mostrando a suoi compagni come vanno interpretate questo tipo di partite, ovvero sia senza indietreggiare di un passo. Il gol, poi, dimostra tutta l'intelligenza tattica di Medina che segue benissimo l'azione e si fa trovare nell'unica zolla dell'area dove non ci sono maglie biancorosse e finalizza con un tiro per nulla facile.

Il River ha iniziato la partita dominando ma gli è forse mancato il supporto del suo centrocampo per chiudere prima la faccenda. Colidio è rimasto abbandonato a se stesso davanti e nonostante Echeverri si sia distinto per spirito di iniziativa e voglia di fare è stato stritolato dalle morse della difesa xeneize. Nel complesso il River ha fatto una partita gagliarda che gli è valsa tante occasioni, anche da palla inattiva, ma forse ha puntato più sulle fiammate dei singoli che sul sistema collaudato già mostrato da Demichelis. L'attaccante del River così facendo si è esposto all'uno contro uno a tutto campo proposto dal Boca e ha finito per prendere più calci di quanti ne abbia dati.

  • Classe 99, come Darwin Nuñez. Tifoso della Fiorentina, dell’Athletic Club ed ossessionato dalla Doce. Apprezza il mate, un buon regista davanti alla difesa e tutto ciò che venga dal Rio de la Plata

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