L'esultanza dopo il gol di Rugani in Juventus-Frosinone
, 25 Febbraio 2024

Juventus-Frosinone (3-2) - Considerazioni Sparse


Una Juve sconcertante strappa 3 punti in un modo ai limiti del reale. Frosinone che vivrà una settimana di rimpianti.

La Juventus si è fermata contro l'Empoli. Questa vista dalla sciagurata espulsione di Milik è un'altra squadra, nuovamente fragile, vulnerabile e instabile. Il blocco granitico della prima parte dell'annata è diventata gelatina. La partita di oggi rischia di essere, a fine stagione, il microcosmo di una stagione bianconera che si è improvvisamente accartocciata su se stessa. A differenza di altre edizioni bianconere però, Dusan Vlahovic sta dimostrando di poter valere la cifra che la Vecchia Signora ha sborsato a Gennaio 2022, letteralmente salvandola dal tracollo psicologico che sarebbe stato un intervallo sotto di 2-1. Contro il Frosinone. In casa. Dall'1-0 a favore dopo 2 minuti;

Dopo il gol subito a freddo, il Frosinone di Di Francesco si è messo a fare la partita, dettandone i ritmi con il suo possesso palla. Da una di queste situazioni è nato il gol del pari, un gol in cui Cheddira trova l'inzuccata vincente, da solo contro 5 difensori juventini. Un gol che la Juve di inizio anno non avrebbe mai subito. Il raddoppio degli ospiti è sicuramente pregevole come qualità tecnica e il pallone di Cheddira per il bel taglio di Brescianini è da applausi, ma che denota ancora una volta la morbidezza della fase difensiva bianconera, in cui almeno Locatelli, Kostic e Rugani hanno chiarissime responsabilità;

Il gol del pareggio la Juve lo realizza più di nervi, e di qualità di Vlahovic, che per meriti oggettivi: il serbo si inventa una bella girata, forse aiutato da una eccessiva libertà. Chi crede che tutto ciò rimetta la Juve sui binari giusti si sbaglia, e anche di grosso. L'ingresso di Alcaraz, stante l'infortunio dell'evanescente Rabiot, ha il merito di aggiungere dinamismo alla manovra bianconera, ma il neo acquisto argentino non mostra né particolare intesa sui movimenti dei compagni (forse comprensibile), né qualità nella rifinitura. Chiesa è ancora una volta un corpo estraneo alla manovra: Yldiz non ha sfolgorato, ma ha provato a ripulire la manovra venendosi a prendere più palloni centralmente e accettando di abbassarsi più del compagno che ha sostituito;

Nel secondo tempo il Frosinone ha il demerito di lasciare più campo alla Juventus, che anche solo per inerzia riesce ad aumentare la propria presenza nella metacampo avversaria, con risultati assolutamente insoddisfacenti per quel che riguarda le occasioni gol create: un mezzo tiro di Chiesa, un tiro centrale e lento di Locatelli, un liscio sotto porta di Yldiz e una conclusione di Vlahovic è il massimo che la squadra di Allegri riesce a costruire fino al salvifico gol di Rugani all'ultimo respiro, peraltro con grossa complicità del incomprensibile cambio, avvenuto proprio prima della battuta del corner, da parte di Di Francesco. Come spesso accade di questi tempi alle squadre di medio basso cabotaggio contro la Juve, anche il Frosinone si dirà che sarebbe bastato un grammo in più di coraggio per scoprire che il re è inesorabilmente nudo;

La Juventus di oggi è impresentabile praticamente da tutti i punti di vista, fatto salvo Vlahovic e il risultato finale. La qualità della rosa non è eccelsa e il secondo posto in campionato è probabilmente più di ciò che in tanti si aspettavano ad Agosto. Allegri, nonostante i 3 punti, ha ben poco da sorridere ed appare necessario un cambiamento di impostazione tattica e di atteggiamento. Più che per la vittoria oggi il gol di Rugani vale per non dover aprire lo scenario "Armageddon" di rimessa in discussione del posto in Champions con conseguente macigno psicologico della quinta non vittoria consecutiva in campionato. Le prossime due partite diranno se questo gol è un semplice palliativo, buono solo per i 2 punti in più, o significa un nuovo inizio mentale dei bianconeri. Al momento la seconda opzione appare molto poco verosimile. Dall'altra parte, come detto, il Frosinone può ovviamente recriminare moltissimo per l'occasione sprecata, ma appare una squadra che può centrare la salvezza per la caparbietà che ha dimostrato oggi.


  • Guastallese, classe 1987. Italia-Nigeria del '94 gli fa scoprire questa cosa chiamata Sport, con effetti anche gravi. Altre passioni: i numeri, i libri e la ricerca dello One Piece.

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