
Cagliari-Napoli (1-1) - Considerazioni Sparse
L'1-1 soddisfa il Cagliari, che aggancia Verona e Sassuolo; il Napoli mette la pietra tombale alla prossima Champions.
Doveva ripartire da Barcellona il Napoli, in particolare dal secondo tempo, in cui un po' tutti gli uomini hanno chiuso in crescendo legittimando il pari per sperare nella Champions. A Cagliari, il Napoli di Calzona, invece, riparte dal primo tempo di mercoledì: l'approccio degli azzurri è infatti blando, privo di mordente e di furore agonistico, ma soprattutto impreciso e confusionario col pallone tra i piedi: davvero tanti, troppi gli errori di misura nei passaggi, che rendono difficile alla squadra partenopea costruire uno straccio di manovra;
Ne approfitta di queste difficoltà il Cagliari: Ranieri, da vecchia volpe del calcio che ne ha viste davvero tante, comprende che basta poco (ovvero costruire una folta gabbia attorno a Kvaratskhelia) per neutralizzare il Napoli e correre in questo modo pochi rischi. In questo humus i suoi riescono a costruire la partita che meglio è nelle loro corde: una gara in cui gli attributi fisici e atletici, uniti a un nervosismo montato ad arte, contano più di quelli tecnici. Con pazienza e abnegazione i sardi chiudono sullo 0-0, addirittura potendo rammaricarsi poiché ai punti avrebbero meritato più degli avversari;
Un'inerzia del genere può spezzarsi o grazie alla prodezza del campione o a causa di un errore individuale: non è questo il pomeriggio per giocate memorabili, per cui è l'abnegazione di Raspadori (oggi preferito a Politano sull'out destro) nel pressing a forzare l'errore di Augello e spalancare le porte al gol del ritrovato Osimhen, che ritrova un gol in trasferta che mancava da tre mesi precisi. È un altro errore individuale, quello di lettura commesso dal titolare per caso (già bocciato Natan, l'erede designato di Kim?) Juan Jesus a spianare la strada a Luvumbo per segnare il gol che fissa il risultato su un pari che, alla fine dei conti, è quello più giusto;
Un risultato che però lascia l'amaro in bocca ai partenopei, non solo perché arrivato all'ultimo respiro, ma anche perché numerose sono state le occasioni, con Osimhen, Politano e Simeone su tutti, per chiudere sul 2-0. Un punto che, per il Napoli, rappresenta l'addio alla prossima qualificazione alla Champions League, costringendo i campioni in carica a ricalibrare, ancora una volta, l'obiettivo stagionale in una più umile qualificazione continentale. Un obiettivo per il quale il Napoli deve darsi una mossa, visto che le altre continuano a macinare punti;
Il cambio di panchina non ha dato la stessa scossa che il mancato cambio ha dato al Cagliari: le dimissioni rassegnate in settimana da Ranieri e poi ritirate dopo l'intervento della squadra hanno avuto l'effetto di una secchiata d'acqua gelida per il Cagliari, che oggi ha mostrato carattere, abnegazione e voglia di lottare su ogni pallone. Qualità che, al Napoli, sembrano smarrite da tempo: i calciatori azzurri sembrano aver perso ogni tipo di animo combattivo, rassegnati come sono a una stagione di una mediocrità disarmante. Un epilogo che, con il tricolore sul petto, sa ancora di più di un film horror.
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