Union Saint Gilloise
, 22 Febbraio 2024

L’Union Saint-Gilloise ha fatto la storia


Il club belga, impegnato nel playoff di Conference League, a gennaio è diventato la prima B Corp del mondo del calcio.

Come vi avevamo già raccontato tempo fa, la Royale Union Saint-Gilloise non è mai stata una squadra come le altre. Fondata il primo novembre 1897 a Saint-Gilles - comune dell’area metropolitana di Bruxelles di origine molto popolare, diventato oggi uno dei più alla moda grazie alla forte presenza di expat che lavorano negli uffici dell’Unione Europea - è la terza squadra più titolata del Belgio. Fra il 1933 e il 1935 ha ottenuto sessanta vittorie consecutive, ma da quel momento non ha più vinto un titolo.

Il suo presidente più vincente era figlio di un macellaio. Fu lui, nel 1926, a dare il nome allo stadio in cui si gioca tuttora: Joseph Marien. Inaugurato sette anni prima da un’amichevole contro il Milan davanti agli occhi del principe del Belgio, sorge all’interno di un parco naturale, è circondato su due lati da una foresta ed è protetto dalle Belle Arti in quanto esempio dell’Art Déco belga. Nel 1938, la sua rivalità con il Daring - squadra del vicino comune di Molenbeek - ispirò un’opera teatrale, Bossemans e Coppenolle, che ebbe un discreto successo, come testimonia la presenza di una statua della protagonista in una delle vie del centro di Bruxelles.

Oggi è un club multiculturale, con ben 19 nazionalità diverse in rosa, che rispecchia la multietnicità di un’area sviluppatasi grazie agli immigrati di varie ondate - italiani, spagnoli, portoghesi, greci, brasiliani, polacchi, nordafricani - fino a diventare il punto di riferimento degli expat. È un club moderno, il cui modello di successo sportivo è stato definito post-contemporaneo e si basa sui big data - il famoso metodo Moneyball - combinati con un’attenta analisi umana dei calciatori. Il suo attuale presidente, Alex Muzio, a 18 anni era un enfant prodige della matematica e da grande è diventato protégé di Tony Bloom, l'ex pokerista presidente del Brighton e socio di minoranza del RUSG. I suoi ultrà non fanno mai cori contro le squadre rivali. Anzi, una delle canzoni più in voga al Marien è Vamos a la playa dei Righeira. Johnson Righeira è infatti uno dei tifosi più famosi del club da quando, nel 2012, ne conobbe l’esistenza al compleanno del caffè letterario “La Piola”, luogo di ritrovo degli expat italiani.

Nel 2021-'22, da neo-promossa, ha vinto la stagione regolare arrivando, nei play-off, a -4 dal Club Bruges. Un anno dopo, nuovamente prima in stagione regolare, fino al novantesimo dell’ultima giornata era campione del Belgio. Proprio nell'ultima stagione, conclusa al terzo posto, ha fondato un proprio brand - Union Sixty - per celebrare i 125 anni di storia del club e l’impresa dei ragazzi del ’35, rendendolo il proprio sponsor tecnico per un anno.

Johnson Righeira Union Saint Gilloise

La prima B Corp del mondo del calcio

Lo scorso 19 gennaio la Royale Union Saint-Gilloise ha annunciato di aver ottenuto una certificazione che la rende non solo una squadra di calcio diversa da tutte le altre, ma anche un’azienda come solo altre 8000 nel mondo (tra le più note: Illy, Danone, Burton e Save the Duck) e diversa da tutte le altre. A dicembre 2023, il club ha completato un processo di valutazione di due anni ed è diventata la prima organizzazione sportiva al mondo ad ottenere la certificazione e lo status di B Corp. Ma cosa significa essere una B Corp?

Le B Corp - la B sta per benefit for all, beneficio per tutti - sono definite “imprese che si impegnano a misurare e considerare le proprie performance ambientali e sociali con la stessa attenzione tradizionalmente riservata ai risultati economici (potremmo aggiungere sportivi, ndr) e che credono nel business come forza positiva che si impegna per produrre valore per la biosfera e la società”.

Lo status viene ottenuto dopo essersi sottoposti a un lungo processo di valutazione da parte dell’ente certificatore B Lab, durante il quale l’azienda presenta documentazioni che certifichino il proprio impegno per l’ambiente e la società in cinque macro aree: governance, comunità, persone, ambiente e clienti. Spesso le B Corp sono confuse con le Società Benefit (in inglese Benefit Corporation). Quest’ultimo è uno status giuridico - alternativo alle varie SRL e SPA - che ufficializza dal punto di vista legale che il modello di business dell’azienda vada oltre il mero profitto. È una sorta di step successivo, tanto che in Italia alle B Corp è richiesto di diventare in seguito anche Società Benefit.

Il club più green dell’Unione Europea

Il punteggio minimo per ottenere la certificazione è 80: la Royale Union Saint-Giloise ha totalizzato 88 punti. L’ambito in cui ha fatto registrare le migliori performance è quello legato ai propri dipendenti. Questo è dovuto non solo alla stabilità finanziaria del club, ma è anche legato alla trasparenza dei processi di assunzione. Nei giorni scorsi l’Union cercava un contabile: sul sito ufficiale del club, come prima notizia, più importante e più in grande delle altre, è apparso l’annuncio “RUSG is hiring!. Quante società italiane lo fanno? La risposta è quella che pensate tutti. Per quanto riguarda gli ambiti sociali e ambientali, l’impegno dell'Union Saint-Gilloise sta tutto in Union Inspires, la strategia lanciata nel 2022 - basata su impatto sociale, impatto ecologico, buona governance, partnership sostenibili e durature - ma la mission dell’Union SG è chiara già da tempo. L’avevano annunciata i due attuali proprietari, Muzio e Bloom, quando, dopo aver acquistato il club, avevano dichiarato di volerlo rendere la squadra più green dell’Unione Europea.

Dal 2019 al Marien Stadion si beve birra in bicchieri riutilizzabili; dal 2020 lo stadio è cosparso di contenitori per la raccolta differenziata, grazie a una partnership con Coca Cola. Sempre nel 2019/20, il club ha iniziato a calcolare la propria impronta di carbonio - le emissioni di CO2 prodotte dalle proprie attività - e nel 2021 ha firmato il documento Sport For Climate Action delle Nazioni Unite, impegnandosi a diventare carbon neutral entro il 2040. Il Marien Stadion è alimentato da energie rinnovabili e il fornitore - Eneco - è consigliato da Greenpeace, mentre per compensare le proprie emissioni sono state piantate 125 mila mangrovie in Madagascar. I bagni dello stadio hanno carta igienica 100% riciclata e i prodotti utilizzati per la pulizia sono forniti da un’azienda locale a conduzione famigliare che vanta la certificazione Ecolabel grazie a un processo produttivo che minimizza la produzione di rifiuti, l’inquinamento dell’acqua e il consumo di energia.

Le iniziative a beneficio della popolazione di Saint-Gilles sono invece tutte a carico della Union Foundation, nata nel 2018, e mettono sempre il calcio al centro. Ad esempio, è stata creata una squadra di walking football per consentire a chi ha più di 55 anni di fare attività fisica senza rischiare infortuni gravi. Ci sono squadre dedicate a persone con disordini psichiatrici (Epsylon team), persone senzatetto o con problemi di salute mentale o fisica, affette da dipendenze (RUSG Younited team) e a persone con disabilità visive, il Goal-ball team. Ogni anno a Saint-Gilles viene organizzata la Union Cup, un torneo fra le scuole elementari del comune.

Younited
Giocatori dello Younited (foto: Union Foundation)

Il punteggio peggiore (solo 0.2) è stato ottenuto nell’ambito che riguarda i propri consumatori, ovvero i tifosi, nonostante questi siano spesso coinvolti nei processi decisionali. L’Union Saint-Gilloise è una delle poche squadre europee (come il Como) che ha deciso di non rilasciare una nuova divisa ufficiale ogni stagione, in modo da combattere l’obsolescenza programmata delle maglie da calcio. Il prezzo di vendita è anche di 15 euro inferiore rispetto ad Anderlecht e Royal Antwerp e di 20 euro in meno rispetto al Club Brugge. Gli scarsi risultati in questa sezione, quindi, sono più dovuti al tipo di prodotto venduto: le aziende che performano bene sono quelle il cui modello di business risolve un determinato problema per i propri consumatori, come i produttori di medicinali o tutto il settore dell’educazione. Senza questo bias, quindi, il risultato complessivo sarebbe stato ancora maggiore di 88.

La Royale Union Saint-Gilloise non è però l’unico club che si sta muovendo nella direzione della creazione di “valore condiviso”. Anche il Grimsby Town, club di Football League Two, ha intrapreso lo stesso percorso. Il St. Pauli a gennaio ha pubblicato il proprio primo “bilancio del bene comune”, documento di autovalutazione sulla propria capacità di creare valore per la propria comunità, per i propri dipendenti, azionisti, stakeholder e per l’ambiente. Il prossimo passo potrebbe essere proprio la certificazione B Corp. Nel frattempo l'Union Saint-Gilloise ha bruciato le tappe facendo, a modo suo, la storia di questo sport. Se pensiamo a dov’era il club prima dell’arrivo della nuova proprietà ci sembra impossibile, eppure questa precocità non ci deve sorprendere. Stilare una classifica di sostenibilità delle squadre di calcio è alquanto complesso perché molti parametri non sono oggettivi, ma se ci affidiamo alle certificazioni possiamo affermare che la missione di questi due visionari del calcio moderno è compiuta. Il fatto che ci siano riusciti nella capitale, de facto, dell’Unione Europea, con il club preferito degli expat che lavorano negli uffici dell’Unione Europea, rende il tutto ancora più ricco di significato.


  • Un altro ragazzo col vizio dell’overthinking e la passione per i mediani intelligenti e i mezzi trequartisti inconcludenti.

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