Copertina Atletico Madrid
, 20 Febbraio 2024

Come è cambiato l'Atlético Madrid?


La squadra di Simeone, pur con gli stessi principi, sta evolvendo da anni.

Una delle polemiche più ricorrenti che divide l’opinione pubblica calcistica e intere tifoserie è la - fittizia - contrapposizione tra i cosiddetti giochisti e i risultatisti. La prima fattispecie, secondo il tifoso, ha come punti di riferimento odierni Guardiola e De Zerbi, preferendo uno stile di gioco che punta a mantenere il controllo del pallone, imporre la propria idea di gioco e fare forte leva sulla coralità. Secondo la vulgata, per questa filosofia calcistica è più importante segnare un gol in più dell’avversario, mentre per i rivali ideologici l’obiettivo è subirne uno in meno.

I supposti risultatisti, infatti, si identificherebbero calcisticamente nei vari Josè Mourinho e Massimiliano Allegri, puntano a un calcio fisico, arcigno, che rifiuta il pallone preferendo quello dello spazio e che trova la propria acme in un'aprioristica difesa a oltranza della porta inviolata. Si può affermare che, malgrado questo capzioso dibattito potrà proseguire per l'eternità, non è possibile identificare con criteri oggettivi se un approccio proattivo sia meglio di uno reattivo, o viceversa. Sicuramente, uno degli allenatori più amati dalla corrente risultatista oltre al già citato Allegri è il Cholo Simeone, padre-padrone dell'Atlético Madrid nonché colonna fondamentale dei numerosi successi dei Colchoneros nell'ultimo decennio.

Il tecnico argentino per molti anni è stato descritto come un allenatore il cui obiettivo è prosciugare le energie fisiche e mentali degli avversari, inibendone le tattiche offensive e contrattaccando in ripartenza. Per raggiungere lo scopo, inoltre, l'Atlético Madrid non ha mai fatto mistero di utilizzare anche piccoli stratagemmi "extra-calcistici", come il mettere sotto costante pressione il direttore di gara o provocare sistematicamente la squadra e tifosi rivali. Solo a nominare il termine "cholismo", poi, si rievoca nella memoria dei calciofili italiani il famoso sfogo di Fabio Caressa sull’Atlético Madrid che "fa schifo". Recentemente, però, lo storico telecronista e opinionista di Sky ha ribadito come non sia contrario a questo tipo di gioco per principio quanto più ad alcuni atteggiamenti tipici dei giocatori colchoneros, che comunque si sono profondamente evoluti nel corso degli anni.

Il famigerato "sfogo" di Caressa

Alla luce di ciò, se avessimo fatto leggere questo articolo ai Noi del passato (o, perché no, a Caressa) nessuno ci avrebbe creduto, ma oggi possiamo realmente dire di poter assistere a una versione giochista di uno dei più grandi risultatisti del nuovo millennio. Un primo ma molto interessante approfondimento su questo nuovo Atlético è stato pubblicato poche settimane fa da l’Équipe. Nell’articolo, il corrispondente da Madrid Antoine Simonneau, arriva a parlare (tanto per non allontanarsi dalla retorica degli eterni stereotipi) di Cholo-taka, descrivendolo come “un gioco collettivo, di movimento e basato sui passaggi corti”. In questo articolo proveremo ad analizzare la nuova impronta tattica dell’Atlético Madrid mettendone in luce gli aspetti principali e i cambiamenti dalla "tradizione" biancorossa.

Il modulo, la formazione tipo e l’interpretazione delle due fasi

Nel corso degli anni Simeone ha fatto del 4-4-2 il suo modulo prediletto. Le vesti tattiche che il tecnico di Buenos Aires ha fatto indossare al suo Atlético nella sua versione risultatista sono quelle di una squadra che difende corta e stretta in modo tale da chiudere le linee di passaggio agli avversari e giocare di rimessa con giocatori rapidi e tecnici in fase offensiva.

La formazione tipo messa in campo questa stagione, invece, è un 3-5-2 che vede l’eterno Oblak tra i pali (alla decima stagione tra le fila dei biancorossi), protetto dal trio composto da Hermoso, Witsel (reinventato difensore centrale) e Gimenez. Le chiavi del centrocampo sono affidate a capitan Koke con De Paul e Llorente a completare il centrocampo e affiancati a destra da Molina e a sinistra da Lino. Le due mezze ali, spesso, si abbassano per aiutare Koke in impostazione. Compongono, infine, il tandem d’attacco un rinato Griezmann e Morata (che ha subito un brutto infortunio nell’uscita contro il Siviglia e salterà l’ottavo di Champions League contro l’Inter).

Atlético Madrid titolari

Il nuovo Atlético Madrid si può dire rappresenti, per tattiche e atteggiamento in campo, l’antitesi dei colchoneros un po' stereotipati che tutti conosciamo da quasi un decennio. Il 3-5-2 inaugurato vittoriosamente nel 2021 e raffinato nelle ultime stagioni, si caratterizza per una maggiore spregiudicatezza offensiva. La squadra di Simeone, infatti, sta segnando molto di più ma, allo stesso tempo, sta subendo molti più gol e di conseguenza dando vita a partite spettacolari e appassionanti. La nuova forma che ha assunto l’Atleti è dunque un 3-5-2, che si trasforma in un 5-3-2 in fase di non possesso, con il difensore centrale - non per caso in questa stagione è stato arretrato proprio Witsel - che svolge compiti di copertura per sventare possibili inserimenti degli avversari per vie centrali e di costruzione quando invece deve ricominciare l'azione.

Il passaggio dalla difesa a 3 a quella a 5, con gli esterni che si abbassano in linea coi difensori, giova alla squadra sotto alcuni punti di vista, ma ovviamente ne limita altri. Di sicuro questo assetto difensivo consente a Simeone di avere una difesa più compatta nella difesa degli spazi e della profondità, ma allo stesso tempo permette alla manovra avversaria di avere molto spazio in verticale sulla fascia. Inoltre, non avendo dei centrali estremamente alti (il più alto è Witsel, 186 centimetri) e una percentuale di contrasti aerei vinti non particolarmente positiva (52%, dati FBref), Oblak è molto esposto a cross ed offensive aeree. Basti pensare che il Real Madrid primo in classifica ha subito quasi 100 tentativi di cross in meno questa stagione (368 vs 458).

Analizzando le ultime annate, i dati sui gol subiti ci dicono che l’Atlético non ha mai subito tante reti come nelle ultime tre stagioni, sintomo se non di un gioco più offensivo, di una fase difensiva meno impermeabile. Da quando Simeone è arrivato (anzi, è tornato) a Madrid, la media dei gol subiti a partita non aveva mai sforato la soglia di uno per novanta minuti, mentre in questa stagione è arrivato a 1,1, valore peggiore dopo l'1,13/90' del 2021/2022. In altre annate, come nel 2015/2016 (quando arrivò in finale di Champions League e sfiorò la vittoria della Liga con 88 punti, -3 da Real e Barcellona 3 un clamoroso +24 sul Villarreal quarto) l'Atlético Madrid era arrivato a subire solo 0,46 gol a partita e aveva chiuso la stagione con un sonoro +58 di differenza reti. I biancorossi non sono più, quindi, il blocco impenetrabile di qualche anno fa, ma al contempo i dati offensivi sono in vistosa crescita e quasi sorprendenti tenendo conto dello storico.

La fase di possesso dei colchoneros inizia dal basso e la trama si sviluppa tramite una fitta rete di passaggi corti. I tre centrali vengono aiutati da Koke (il quale si abbassa) nella prima costruzione in modo tale da creare superiorità numerica e avere più linee di passaggio, oltre che evitare di calciare lungo il pallone. Quest’opzione viene talvolta presa ugualmente in considerazione con Morata, Lino e Molina pronti a scattare e a prendere il tempo ai difensori. Parlando proprio dei due esterni, la posizione che occupano in fase di possesso è molto particolare ed interessante. Lino e Molina, infatti, stazionano alti e molto larghi rispetto ai centrali di difesa in modo tale da allargare le divise avversarie favorendo l’impostazione, oltre che tenere le difese basse. Il ruolo di regista offensivo è affidato a Griezmann, che come si può vedere dalla sua heatmap, svaria su tutto il fronte offensivo per poter fraseggiare con i compagni.

Atlético Madrid heatmap
Heatmap di Griezmann nel 2023/2024. Fonte: Sofascore.

La tendenza a gestire maggiormente il pallone è testimoniata dalla crescita nel volume di passaggi in area avversaria (9.9 a partita), una distanza di tiro sempre minore (15.7 m di media) e un numero di lanci lunghi eseguiti che si è ridotto di oltre la metà, dai 5.3 del 2020/2021 ai soli 2.8 del 2023/2024). Questi valori certificano la volontà di una maggiore gestione del pallone e di disordinare le difese avversarie con calma, anziché colpirli con transizioni rapidissime. A conferma di questa tesi, la pericolosità offensiva degli uomini del Cholo è in continuo crescendo nelle ultime stagioni, registrando il valore più alto di gol realizzati, di azioni create e di tiri in porta a partita da quando allena l’Atlético (rispettivamente 3.5, 1.8 e .5.4 tentativi ogni 90 minuti secondo i dati forniti da Fbref).

Il portiere Oblak, oltre a rappresentare un punto di riferimento difensivo in area e tra i pali, è un esempio di come un portiere possa cambiare il suo stile di gioco con successo anche in età non più giovanissima. La tabella seguente mostra come lo sloveno abbia gradualmente adattato il suo stile di gioco passando da una preponderanza di lanci lunghi ad un maggior utilizzo di passaggi corti (ovvero sotto i 14 metri) e medi (sotto i 28 metri).

Atlético Oblak
Distribuzione dei passaggi di Oblak nelle ultime sei stagioni

Come precedentemente anticipato, un altro ruolo che ha subito modifiche nell’assetto tattico dell’Atlético è quello dell’esterno a tutto campo (prima terzino nella difesa a 4). I due esterni rappresentano, nel ruolo che gli ha ritagliato il tecnico argentino, l'evoluzione offensiva dei terzini utilizzati in passato da Simeone. Come già anticipato, il loro compito è quello di stare molto alti e molto larghi per poter allargare le difese e creare spazio centrale per la costruzione dei madrileni. Il primo gol di Morata contro il Real Madrid certifica quanto detto. Molina, larghissimo, consente a Llorente di avere spazio per poter controllare il pallone e servire. Lino, che staziona quasi sulla linea di bordo campo, permette all’Atlético di allargare il gioco e creare spazi centralmente: Morata può, in questo modo, attaccare lo spazio alle spalle di Alaba e trafiggere un inerme Courtois.

Come testimonia il confronto tra Samuel Lino, attuale titolare sulla corsia di sinistra, e Filipe Luis, terzino inamovibile di qualche stagione fa, si può notare che tra i due risaltano in Samuel Lino i valori offensivi mentre in Luis quelli difensivi. Oltre a una predisposizione offensiva maggiore di Lino nei confronti di Luis, è chiaro che ora gli esterni di Simeone hanno maggiori compiti offensivi. Se Filipe Luis partecipava di più alla manovra rispetto a Lino con un maggior numero di passaggi completati ed era più difensivo con più contrasti eseguiti, ora Lino, stando alto e molto largo in campo, è meno coinvolto in impostazione ma spicca molto di più per tiri fatti, pericoli creati e tocchi in area di rigore avversaria.

Infine, le due punte dell’Atlético Madrid stanno rendendo ad altissimo livello in tutte le zone del campo, ma si stanno dimostrando fondamentali in fase offensiva, cosa non scontata se si conta che Morata non ha mai segnato più di 15 gol in un campionato e Griezmann è ormai libero di svariare dove preferisce. Morata da vero centravanti e Griezmann da regista offensivo stanno trascinando i colchoneros a suon di gol e assist. Infatti, i due, hanno una media di partecipazione a reti segnate pari a 0,92 ogni 90 minuti. Se lo spagnolo sta vivendo la sua miglior stagione a livello realizzativo (19 gol sinora) nonostante l’annata debba ancora concludersi, il francese è rinato dopo l’esperienza a Barcellona. Griezmann infatti è l’attaccante che crea più azioni da tiro a partita (4,68) e che mette a segno più passaggi decisivi (2,12 ogni 90 minuti) in Europa.

Si può dunque concludere che i frutti di questo nuovo stile di gioco si vedranno nel corso del tempo, per far sì che tutti i giocatori lo assimilino e riescano a essere ancora più efficaci. Al momento, gli uomini di Simeone sono al quarto posto in Liga e hanno raggiunto gli ottavi di Champions come teste di serie. La prossima avversaria in Champions dell’Atlético Madrid, l’Inter di Simone Inzaghi, è avvisata: l'Atleti è una squadra evoluta calcisticamente e sarà molto interessante osservare, in una partita con due formazioni a specchio, quale 3-5-2 avrà la meglio e chi strapperà un biglietto per i quarti di finale.


  • Nato a Venezia nel 2003, studia Scienze della Comunicazione a Verona. Si è avvicinato al mondo del calcio grazie alle repliche delle partite di Serie A su Rai Sport e a quelle del PSG su Sportitalia.

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