, 19 Febbraio 2024

6 modi in cui l'Inter può perdere lo Scudetto


Scenari, alcuni realistici, altri un po' meno, che vedono l'Inter mancare l'appuntamento con la Seconda Stella.

Siamo appena a fine febbraio e il campionato, per molti, è già finito. L’Inter di Simone Inzaghi è uno schiacciasassi, così dominante sul piano del gioco e dei risultati che per la gran parte dell’opinione pubblica - ad eccezione, forse, dei soli tifosi interisti - la vittoria dello scudetto sembra inevitabile, la conclusione naturale e fisiologica per una stagione giocata su livelli raramente visti in passato.

Eppure il campionato non è finito, è ancora troppo presto per permetterci il lusso di averne deciso in modo irrevocabile il verdetto finale. Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco, la palla è rotonda, mai dire mai. Tutte le frasi fatte che vogliamo, gli stereotipi sulla Pazza Inter e i riti apotropaici di vostra conoscenza: la lotta è viva, il futuro imprevedibile. 6 scenari, alcuni seri, altri meno, per cui l’Inter non vincerà lo Scudetto.

Scenario n°1 – L’ipotesi “Scinocchio”

Realismo: 7

Epicità: 2

Incazzatura: 8

Quando il capitano e leader tecnico della squadra è un centravanti argentino vicino alla scadenza del contratto e con un procuratore mitomane, cosa mai potrebbe andare storto? A inizio marzo, mentre l’Inter è a +12 sulla Juventus e ha prenotato i quarti di finale di Champions grazie a un bel 2-0 a San Siro contro l’Atletico, sui profili social del club appare un ermetico quanto sorprendente annuncio: “Il club comunica che il nuovo capitano della squadra è Nicolò Barella. I retroscena e le ricostruzioni non tardano ad arrivare: Lautaro Martinez ha rifiutato ogni proposta di rinnovo e ha rotto le trattative con la società, comunicando la volontà di essere ceduto al Paris Saint Germain. La notizia fa precipitare la squadra e tutto l’ambiente in uno stato di sconforto catatonico, quello di chi sta assistendo alla storia ripetersi per una seconda, una terza volta. Lautaro è immediatamente estromesso dalla rosa dei titolari, assistendo dalla panchina alla ovvia sconfitta in casa del Bologna per 3-0.

Pochi giorni dopo, una squadra sull’orlo della crisi di nervi getta alle ortiche la qualificazione ai quarti di Champions perdendo per 3-0 contro l’Atletico Madrid, nella stessa partita in cui un’entrataccia di Mario Hermoso provoca la rottura del crociato a Thuram, che finisce così mestamente la stagione. Nel giro di pochi giorni l’Inter passa dall’essere una delle tre migliori compagini d’Europa a una squadra con lo stesso stato mentale di Nick Chevatorevich ne “Il cacciatore”. Senza la ThuLa, Inzaghi è costretto ad affidarsi ad Arnautovic e Sanchez, mentre Lautaro si rifiuta di rispondere alle disperate convocazioni del tecnico adducendo come scusa un problema alla schiena. Grazie alle sole 4 reti totalizzate dal nuovo tandem d’attacco, l’Inter scivola lentamente sotto la Juventus campione, il Milan, l’Atalanta e il rivitalizzato Napoli di Marco Giampaolo, arrivato nel frattempo per sostituire Mazzarri. La beffa arriva all’ultima giornata, quando i nerazzurri perdono la qualificazione Champions facendosi scavalcare al quinto posto dal Bologna.

Scenario n°2 – L’ipotesi “Partita col Liverpool”

Realismo: 6

Epicità: 8

Incazzatura: 7

Come i tifosi dell’Inter sanno bene, la vera ossessione di Simone Inzaghi, dopo ovviamente la Coppa Italia, è la Champions League. Per vincerla è disposto a sacrificare qualsiasi cosa. Se il più grande rimpianto della sua carriera all’Inter (o forse il secondo) è la famosa partita col Liverpool del marzo 2022, questa volta non ha la minima intenzione di lasciare che una cosa inutile e sopravvalutata come lo Scudetto distragga lui e la squadra dall’unica cosa che vale la pena vincere. L'Inter piega prima l’Atletico Madrid, sbarazzandosi poi ai quarti di una Lazio già ampiamente soddisfatta per aver buttato fuori il Bayern Monaco. In semifinale arriva l’ora della tanto agognata rivincita contro la squadra distruttrice di sogni, la Moby Dick del Capitano Achab Inzaghi. Il sorteggio mette sulla strada dell’Inter di nuovo il Manchester City di Haaland e Guardiola ma questa volta non c’è davvero storia: i Citizens perdono l’andata casalinga per 0-3 grazie ad una doppietta di Barella e ad un capolavoro di Pavard, per poi pareggiare per 0-0 il ritorno a Milano.

La masterclass di Inzaghi entra nella storia del calcio ma, come faceva Luigi XV per non curarsi dello spaventoso buco di bilancio del proprio regno, il tecnico piacentino si rifiuta anche solo di volgere lo sguardo a una classifica di Serie A che sta cominciando a prendere una brutta piega. Nel giro di poche settimane l’Inter ha dilapidato il vantaggio di 9 punti sulla Juventus, inanellando a fine marzo 5 partite senza vittoria che permettono a Max Allegri di riaffacciare il suo Horto Muso in testa alla classifica. La Champions è troppo importante e drenante, il campionato può aspettare: la squadra a disposizione di Inzaghi è troppo corta, alla fine è questione di fare una scelta. Un colpo di coda vede l’Inter trionfare nel Derby, ma in seguito arrivano tre pareggi consecutivi che consegnano definitivamente lo Scudetto alla Juventus con due giornate d’anticipo. Come nelle migliori tragedie greche, in cui il fato cinico punisce sempre chi pecca di hybris, la stagione finisce con la sconfitta ai calci di rigore in finale di Champions contro il Paris Saint Germain di Milan Skriniar e Achraf Hakimi.

Scenario n°3 – L’ipotesi “Asterisco”

Realismo: 9

Epicità: 8

Incazzatura: 10

La sola visione di quel piccolo asterisco in classifica fa agli interisti lo stesso effetto che i rumori di trombe e campane facevano agli shell-shocked della Prima Guerra Mondiale. Nonostante una lunga serie di derby vinti e dominati, la ferita profonda lasciata dallo Scudetto perso nel testa a testa col Milan di Pioli non si è mai veramente rimarginata. Come in quell'infame pomeriggio di Bologna del 2022, la partita da recuperare è una maledizione: l’Inter cade in casa contro la nuova grande Atalanta di Gasperini. È l’inizio della fine: la sconfitta non è così preoccupante di per sé ma nel giro di pochi giorni arrivano tre pareggi contro avversarie storicamente difficili (Genoa, Bologna e Napoli) che mettono in crisi le certezze e le convinzioni della squadra d’Inzaghi. Il campionato si riapre: ad approfittarne non è la Juventus, imprigionata dalle fisime del suo allenatore, ma ancora il Milan di Pioli, felicemente eliminato dal Brighton di De Zerbi agli ottavi di Europa League e che può concentrarsi sul campionato da underdog. A inizio aprile l’Inter è eliminata dalla Champions per mano dell’Arsenal: Inzaghi si ritrova a dover amministrare un vantaggio assottigliatosi a due miseri punti, una squadra incredibilmente sotto pressione e un Milan sulle ali dell’entusiasmo. Lo scontro diretto del 20 aprile va a finire nel modo che un po’ tutti i tifosi nerazzurri temono: al termine di una partita tiratissima, un’incornata di Loftus-Cheek consegna a Pioli sorpasso, primato e la vittoria di uno scudetto ormai rossonero. “Non ci prendono più”, urla ai microfoni di DAZN un Ibrahimovic in visibilio, rispondendo meravigliato di non avere alcuna idea di chi sia Sandro Pertini.

Il Milan va in testa, raggiunge il tanto agognato traguardo della seconda stella nel modo forse più bello e insperato. Pioli diviene cittadino onorario di Milano, un esaurito Simone Inzaghi rassegna le proprie dimissioni lasciando per sempre il mondo del calcio.

Scenario n°4 – L’ipotesi “Mancini”

Realismo: 5

Epicità: 3

Incazzatura: 9

In questo momento Simone Inzaghi è forse l’allenatore più in ascesa del calcio europeo, è solo questione di tempo che qualche grande squadra di Premier League gli metta gli occhi addosso. Ciò che accade in una notte di fine marzo ha però dell’incredibile: la Federazione dell’Arabia Saudita, scottata dall’eliminazione dalla Coppa d’Asia e dal comportamento poco professionale di Roberto Mancini, esonera il tecnico jesino e decide di puntare su un altro italiano, questa volta da Piacenza. È lo stesso Bin Salman a chiamare Inzaghi nella notte che precede il match di campionato contro l’Empoli e a proporgli un quinquennale da 40 milioni a stagione, a patto che accetti l'incarico fin da subito. Inzaghi tentenna: ciò che sta costruendo con l’Inter è davvero speciale, vuole bene al suo gruppo, ai suoi ragazzi, quelli con cui sta vincendo lo Scudetto. 200 milioni di euro sono davvero tanti. Chi glielo fa fare di rimanere in Italia, a guadagnare (relativamente) una miseria, costantemente contestato dai tifosi, costretto a dover rispondere ogni settimana alle domande sulle frecciatine di Allegri, a doversi preoccupare che la dirigenza non gli smantelli di nuovo la squadra?

Dopo otto anni passati alle prese con Lotito prima e Zhang poi, Inzaghi ha voglia di relax e opulenza. Alla fine si decide: accetta. Il 30 marzo il Demone non è più l’allenatore dell’Inter, sulla panchina dei nerazzurri si siede Christian Chivu dalla primavera. È la fine del sogno, la fine della magia. Dopo la disastrosa sconfitta in casa con l’Empoli la dirigenza sceglie di puntare su Igor Tudor ma la stagione è già virtualmente finita, rimane solo il tempo di guardare la Juventus vincere lo scudetto, con la stessa tristezza di chi è stato mollato dalla fidanzata pochi giorni dopo aver comprato l’anello di fidanzamento.

O in questo momento, ancora più devastante.

Scenario n°5 – L’ipotesi “Norimberga III”

Realismo: 10

Epicità: 7

Incazzatura: 8

Il crimine non paga e il bene vince sempre sul male. Sono questi i due insegnamenti che le saghe di supereroi hanno insegnato alla nostra generazione. Per mesi, la MarottaLeague è stato un tormentone tutto sommato divertente, rilanciato da tifosi complottisti, twittaroli e twitcharoli in cerca di visibilità e giornalisti alla disperata ricerca di modi per vendere qualche copia in più. A metà giugno, quando ormai gli occhi sono puntati sugli imminenti Europei e l'Inter ha alzato al cielo di Milano lo Scudetto, si scopre però che il tifoso picchiatello aveva in effetti ragione. La procura di Trani svela al mondo l’esistenza di un enorme cupola gestita dai vertici della società nerazzurra per dominare il calcio italiano e permettere all’Inter di vincere lo scudetto. Comincia così un processo epocale, seguito col fiato sospeso da un paese immobile. “La Norimberga Italiana” per molti, la terza in totale dopo quella promossa da novax e gilet gialli.

Intercettazioni, tabulati, filmati, testimoni oculari e pentiti cominciano a sfilare davanti ai giudici mentre l’impero criminale gestito da Beppe Marotta comincia ad andare in frantumi. A metà luglio le prime sentenze: ergastoli per Zhang, Marotta e Ausilio, da scontare rispettivamente nel carcere di massima sicurezza di Nanchino e dell’Asinara, 20 anni per Zanetti e Lautaro, 15 per Inzaghi, condannati a 8 anni in contumacia perché latitanti la cricca degli spalleggiatori composta da personaggi di spicco come Paolo Bonolis, Amadeus, Aldo, Giovanni e Giacomo e Ciccio Valenti. Per l’Inter, le pene sono ancora più infamanti: viene revocato non solo lo Scudetto 2023/24 ma anche quello 2005/06 come forma di risarcimento morale a favore della defraudata Juventus ma, soprattutto, arriva la retrocessione d’ufficio in Serie B. Un disastro, soprattutto per tutti i tifosi che d’ora in poi dovranno trovare un altro argomento valido per vincere le discussioni con milanisti e juventini.

Scenario n°6 – L’ipotesi “Amato”

Realismo: 5

Epicità: 10

Incazzatura: 6

Dopo le provocazioni di Donald Trump, alla disperata ricerca di una rimonta nei sondaggi, il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden decide di smantellare la NATO, lasciando l’Europa e l’Italia alla mercé di Russia e Cina. Il 1° aprile, con quella che tutti in Italia crederanno essere uno scherzo ma che finirà per rovinare la Pasquetta a tutti, arriva la notizia dell’invasione sino-russa della Polonia e della Finlandia e la contestuale pacifica capitolazione di Estonia, Lettonia e Lituania. La guerra è cominciata: in Italia, ovviamente, per prima cosa cade il Governo. Per mettere d’accordo destra e sinistra, Mattarella affida l’incarico a Giuliano Amato, l’unico uomo in grado di ottenere l’appoggio di tutti i partiti.

Il calcio va avanti, ma a stento: i razionamenti di petrolio e gas impediscono trasferte troppo lontane e partite in notturna; molti calciatori stranieri decidono di tornare in patria. Tra mille difficoltà e defezioni, l’Inter continua a fare il suo campionato e a metà maggio, prima della partita contro il Frosinone, le servirebbe solo un punto per laurearsi campione. Il 10 maggio Amato decide che il calcio è un lusso che il paese non può più permettersi: per mezzo di DPCM il campionato di calcio è sospeso e annullato con effetto immediato, con buona pace delle proteste dei dirigenti nerazzurri, accusati di collaborazionismo con il nemico visti gli stretti rapporti con la dirigenza cinese. La parola fine sulla meravigliosa cavalcata della squadra d’Inzaghi arriva una settimana più tardi quando il Ministro della Guerra, Sen. Adriano Galliani e il Ministro della Difesa, Sen. Claudio Lotito, annunciano la formazione delle Brigate Amatino Mancini, un reparto di fanteria composto esclusivamente da giocatori coscritti di Inter e Roma.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio, cinema e musica. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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