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Monza Milan
, 18 Febbraio 2024

Monza-Milan (4-2) - Considerazioni Sparse


Il Milan esce da Monza con le ossa rotte. Palladino incarta Pioli, autore di un discutibile turnover.

Sul campo storicamente “amico” di Monza, il Milan trova una pesante sconfitta che ne frena le ultime velleità di conquista del titolo. Una partita pazza, irrazionale, paradossale, schizofrenica. Impossibile da leggere. Di sicuro abbiamo assistito, per lunghi tratti, ad una delle peggiori prestazioni del Milan da inizio anno. Giocatori molli, disattenti e apparentemente poco interessati all’impegno, hanno dato vita ad una brutta figura per la società milanista. Perdere contro il Monza, per la prima volta in serie A, non è un dramma di per sé. Perdere 4-2 in 10 uomini non sarà un dramma ma è di certo una figuraccia non degna della storia della società rossonera.

La lettura iniziale della partita di Palladino è elementare ma impeccabile. Lasciare il pallino del gioco ai rossoneri, sfruttando le ripartenze grazie alle sue frecce. Se il primo gol possiamo attribuirlo quasi completamente alla follia di Thiaw, in evidente ritardo atletico e di concentrazione, nel secondo c’è tutto il Monza. Stretto nelle linee, pronto negli allunghi e tremendamente efficace nella conclusione. Sta tutto qui: lancio lungo, gran controllo di Colpani che, dopo aver disorientato ancora Thiaw, lancia Mota che infila Maignan sul secondo palo. In 3 passaggi, gol. Nel secondo tempo sono emerse tutte le lacune della “piccola” che, nonostante la superiorità numerica, ha rischiato di pareggiare la partita. Poi l’eurogol di Bondo ed il gol dell’ex Colombo hanno raddrizzato le sorti della partita monzese, per la felicità di Palladino e, chissà, anche di Galliani.

Il rientro da titolare di Thiaw è stato da incubo. Dopo quasi 3 mesi dall’ultima partita dall’inizio, Pioli ha deciso di schierare il tedesco accanto a Gabbia, fino a stasera impeccabile in ogni sua scelta. La partita del 28 rossonero, però, è stata ampiamente insufficiente. Dall’inizio in difficoltà, sia contro il fisico Djuric che contro il funambolico Mota, Thiaw stasera le ha combinate tutte: dal rigore (assurdo) procurato, alla facilità con cui si è fatto saltare da Colpani in occasione del raddoppio. Una serata sicuramente da dimenticare in fretta per il centralone teutonico, autore, probabilmente, della peggior prestazione da quando veste rossonero.

Adesso il Milan farebbe bene a dare un’occhiata anche a chi sta subito sotto in classifica, ovvero Atalanta e Bologna. Gli attuali 7 punti di vantaggio sulla quinta in classifica attualmente sembrano sufficienti a far dormire sonni tranquilli dirigenti, calciatori e tifosi. Il prossimo match contro l’Atalanta, però, ha l’assoluto sapore di dentro-fuori. Vince, ha un piede e mezzo nella prossima Champions League. Perde e le rimanenti 12 partite di campionato potrebbero diventare più complicate del previsto. Considerando la fragilità mentale della squadra, il compito di Pioli, da ora in avanti, dovrà essere quello di mantenere la concentrazione sempre altissima. Al contrario di quanto successo in questa serataccia.

Perché il Milan ha fatto tutto questo turnover? Anche Inzaghi, famoso per aver dilapidato un enorme vantaggio in occasione dello scudetto rossonero, ha cominciato a gestire diversamente le rotazioni: far cominciare i titolari, con uno o due cambi al massimo, mettere in ghiaccio la partita, e sostituirli presto. Prima di un ottavo di finale piuttosto importante, non a caso, Lautaro Martinez e Marcus Thuram (per dirne due) hanno iniziato la partita (e timbrato io cartellino). L’ingresso di stasera dei top, nonostante l’espulsione sacrosanta comminata a Jovic a inizio ripresa, ha cambiato volto alla partita. Non è un caso che i gol siano arrivati dai piedi del solito Giroud e di Pulisic, autore anche di un assist.  Il 3-0 dell’andata contro il Rennes sembrava francamente rassicurante. Di sicuro non preoccupante da cambiare 6/11 rispetto ai titolari di giovedì sera. Non sapremo mai cosa sarebbe successo se avesse iniziato l’11 tipo, quello che è certo è che il Milan a Monza ha buttato via una grande occasione per dare continuità ai suoi risultati. E per scavalcare la Juventus al secondo posto.

  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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