
Lazio-Bologna (1-2) - Considerazioni Sparse
Il cinismo sotto porta è la vera differenza attuale tra le due squadre.
Lazio-Bologna è stato antipasto domenicale che ha di certo soddisfatto anche i palati più raffinati o chi cercava un buon intrattenimento in questa domenica fintamente invernale. Squadre che si affrontano a viso aperto e che danno sfogo alle loro filosofie di bel gioco fatto di pressing alto, palla a terra - sino all'esasperazione e attacco alla profondità continuo. Poche interruzioni e gioco fluidissimo anche se entrambe le squadre, specie verso la metà del secondo tempo, pagano l'impegno infrasettimanale in termini di lucidità e intensità.
Come si diceva, il cinismo la fa da padrone perché se Skorupski si rende vero protagonista in diverse occasioni negando ripetutamente uno svantaggio per la sua squadra pesante, ma che per la Lazio sarebbe stato più che meritato, dall'altro lato Provedel si rende colpevole, in tandem con Luis Alberto, di un errore marchiano che nel momento più alto e intenso della Lazio affossa mentalmente la squadra di Sarri. E proprio in termini di freddezza, il secondo tiro, forse anche l'ultimo, in porta del Bologna porta i tre punti in terra emiliana gonfiando le speranze champions dI Thiago Motta e squadra.
In termini di continuità di gioco e voglia, la Lazio pareva poter proseguire l'ottimo cammino intrapreso tempo fa e clamorosamente palesato mercoledì col Bayern Monaco. Gioco rapido e fatto di scambi rapidi con costante movimento degli uomini offensivi che ha reso un vero inferno il primo tempo dei difensori rossoblu. Le occasioni, difatti, sono fioccate e solo le manone del portiere bolognese e la testa di un suo compagno di reparto hanno evitato un'inevitabile e giusta capitolazione felsinea. Il calcio, però, è un gioco strano e brutalmente cattivo.
Il Bologna, nonostante tutto, fa un'ottima partenza nel primo tempo e addormenta la partita, ingabbiando con le linee strette le tre quarti, appannata, biancoceleste. Zirkzee si conferma uomo reparto totale e ciò è confermato dal gol vittoria nato da un suo smarrimento, dal passaggio e dalla finalizzazione. Un attaccante così è veramente una mano santa per ogni squadra perché ti permette di salire, rifiatare e gestire la fase offensiva senza sbilanciarti in termini numerici. Thiago Motta porta a casa tre punti che sono una definitiva conferma di ciò che il Bologna deve provare a fare da qui a fine campionato.
Quello che è emerso in casa Lazio è la ristrettezza della rosa e il poco impatto che che subentra riesce a dare. Mancando Rovella, Romagnoli e Zaccagni già la squadra parte di per certo menomata in tutti e tre i reparti e se poi Pedro o Kamada non riescono a darti una mano quando subentrano diventa tutto complesso se si vuole puntare la quarto posto. Nessun alibi ma è un'evidenza che fa cadere le braccia specie pensando a ciò che si poteva fare nel mercato di riparazione.
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