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Gandini LBA
, 14 Febbraio 2024

Le aspettative sono molto alte: intervista a Umberto Gandini


La situazione del basket italiano in occasione della Coppa Italia nella fotografia di Umberto Gandini, Presidente di LBA.

Olimpia Milano-Aquila Trento e Reyer Venezia-Estra Pistoia alzano il sipario sulla seconda delle tre edizioni consecutive della Frecciarossa Final Eight alla Inalpi Arena di Torino. Per l'occasione abbiamo avuto l'enorme opportunità di parlare con Umberto Gandini, Presidente di LBA. Dallo stato attuale della Lega Basket Serie A al recente passato, con lo sguardo rivolto alle evoluzioni nel breve e lungo periodo della palla a spicchi tricolore.

Cosa è cambiato nel suo approccio al basket dal 2020 a oggi? Inizialmente ha rappresentato forse un freno o, in un momento dove più che un figura interna e conosciuta nella sfera cestistica, è ancora oggi utile avere uno sguardo sulla strada dall’esterno del cono di luce del lampione che la illumina?

Il mio arrivo alla Lega Basket è coinciso con il primo lockdown e l’epidemia Covid; quindi, l’impatto è stato con la gestione dell’emergenza, la successiva cancellazione del campionato e la necessità di mettere in sicurezza le società. Poi si è passati alla stagione delle porte chiuse e quindi delle aperture parziali al pubblico. Trascorso questo periodo, finalmente abbiamo potuto lavorare nella normalità e implementare così tutte le idee che avevamo preparato per consentire la ripresa e la riconquista dello spazio che il basket merita nel panorama sportivo nazionale. Credo che l’esperienza del calcio, i contatti raccolti nel tempo e la non appartenenza al basket in senso stretto mi abbiano aiutato a superare momenti molto complessi in mari sconosciuti.

Da membro di diverse istituzioni calcistiche italiane ed europee, quante differenze nello spazio di manovra ha notato nell’ambito del professionismo cestistico italiano? Se sì, quali, nel concreto? Ha potuto trasportare qualcosa o è un sistema dalle specifiche troppo peculiari?

Le dinamiche che afferiscono alle organizzazioni sportive, indipendentemente dalla disciplina, sono le stesse: cambiano le dimensioni, quelle economiche e politiche, le capienze e l’impatto sociale. Quindi si tratta di affrontare con la stessa professionalità e determinazione, temi e problematiche, che siano del calcio di vertice o della Serie A di basket. In particolare, nel nostro caso la relazione con la Federazione Italiana Pallacanestro è molto importante, ma non dissimile dal rapporto Lega Calcio/FIGC.

L’accoglienza di Torino e del Pala Alpitour (ora Inalpi Arena, ndr) format delle Final 8 ha riscosso un successo senza precedenti nella storia dei cambi di sede della Coppa Italia. Oltre a tutti gli aspetti organizzativi e agonistici esaltati dalla vittoria di Brescia nel 2023, su quale aspetto si è concentrata LBA per migliorare ulteriormente la settimana di pallacanestro piemontese?

La collaborazione con le Istituzioni che abbiamo trovato a Torino è stata di altissimo livello e ciò ci ha convinti a tenere stabile la sede della Final Eight per tre edizioni, anche magari scontentando qualcuno che non avrà la possibilità di ospitarle fino al 2026. Abbiamo voluto incrementare l’offerta con il coinvolgimento della LBF per la Final Four di Coppa Italia femminile, abbiamo spinto sull’intrattenimento e sulle iniziative collaterali per offrire allo spettatore un’esperienza completa, vicina per quanto possibile a quella dei grandi eventi come la NBA. E poi abbiamo voluto mettere sotto i riflettori alcuni fra i protagonisti della storia del basket italiano, per ricordare quanto hanno fatto loro per permetterci di essere quelli di oggi. E le aspettative sono molto alte.

Ci corregga se la percezione è sbagliata: Umberto Gandini è un presidente di Lega il cui operato è giudicato più positivamente da chi vive la pallacanestro “tangenzialmente” rispetto da chi la frequenta abitualmente? Un recente sondaggio IPSOS/StageUp l’ha indicata come il dirigente sportivo italiano più apprezzato del 2023: è un aspetto che sente più nel relazionarsi con altre realtà o nel quotidiano dialogo con le componenti interne?

Il risultato della ricerca demoscopica da voi citata sulla notorietà e sul gradimento dei manager sportivi nel 2023, nella quale sono risultato il dirigente sportivo più gradito secondo gli intervistati che rappresentano uno spaccato della popolazione italiana è un riconoscimento che professionalmente mi ha molto gratificato e del quale vado orgoglioso: significa che il mio lavoro piace e questo mi stimola a fare sempre meglio.

Il sito ufficiale è stato aggiornato senza una precedente comunicazione a stagione in corso, con statistiche difficilmente reperibili e diversi malfunzionamenti tecnici nella fruizione del sistema play-by-play purtroppo riscontrati non solo dopo l'aggiornamento ma anche negli ultimi mesi. D'altro canto l'aumento costante e notevole aumento delle presenze nei palazzetti parla di un evento sportivo dal vivo sempre più ricercato e desiderato, anche grazie alle collaborazioni con influencer ospitati a bordo campo. Il basket italiano è uno sport più facile da raccontare che da analizzare? Giudicate ormai inevitabile che la Legabasket si stia gradualmente trasformando nel broadcaster di riferimento per sé stessa -soprattutto grazie a un’implementazione notevole dei contenuti multimediali sui canali social di LBA -, anche a scapito dell’informazione digitale indipendente?

Il basket è uno sport bellissimo da raccontare, ha personaggi e storie importanti, che spesso meriterebbero maggiore spazio, ed è quello che, come LBA, abbiamo deciso di fare, producendo molti contenuti innovativi, soprattutto per il mondo digital che ormai rappresenta la via più veloce e diretta per arrivare al pubblico. Non vedo questo come un danno per l’informazione, anzi mi sembra un valore aggiunto e uno stimolo a trovare belle cose da raccontare. Noi non vogliamo competere con nessuno, abbiamo un ruolo, anche istituzionale, e un patrimonio di valori da promuovere. Accessibile ed aperto a chi vuole parlarne.

Recentemente ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport che LBA si è posta come obiettivo per il 2025 l’85% di riempimento dei palazzetti per le gare di campionato. Spingendosi leggermente più in là, oltre al prossimo biennio, quali sono i punti su cui ritiene più utile concentrarsi per una crescita sostenibile al di fuori della singola gara del fine settimana? Proveremmo a sottoporgliene tre, ci faccia capire quali più o meno realizzabili da LegaBasket.
1 )Una strategia più efficace per ottenere proventi dai diritti televisivi maggiori rispetto a quelli previsti dall’offerta triennale aggiudicata da Eleven Sports e successivamente rilevata da DAZN;
2) Una sostanziale accelerata per una sburocratizzazione di tutte le procedure che permetterebbero alle società di investire con garanzie e sicurezze in nuove strutture;
3) Un’informazione, comunicazione e approfondimento più ricercati e stimolanti delle dinamiche quotidiane dei protagonisti del parquet, siano essi giocatori o allenatori.

Direi che tutte e tre sono obiettivi da perseguire, con differenti coefficienti di difficoltà. Avremo un nuovo bando nel corso del 2025 per i diritti audiovisivi e aspettiamo di vedere se e come cambierà la legge in materia. E soprattutto se vi saranno altri player oltre a DAZN che sta facendo un bellissimo lavoro con i diritti del nostro campionato.

Il tema infrastrutturale è generale e riguarda tutto il panorama dell’impiantistica sportiva e non solo gli stadi di cui tanto si parla. Abbiamo palazzetti piccoli e vecchi, che non permettono una crescita né in termini di affluenza né di ricavi. Ci auguriamo di avere maggior attenzione dal Governo e facilitazioni nel caso di privati interessati ad investire.

Sulla comunicazione stiamo già sulla strada indicata e cercheremo di fare di meglio in futuro, per attrarre sempre più gente al nostro mondo.

Una sostanziale accelerata nell’indurre una sburocratizzazione di tutte le procedure che permetterebbero alle società di investire con garanzie e sicurezze in nuove strutture... Un’informazione, comunicazione e approfondimento più ricercati e stimolanti delle dinamiche quotidiane dei protagonisti del parquet, siano essi giocatori o allenatori?
Dal suo punto di vista, come valuta l’impatto culturale del monopolio del calcio nel mondo dello sport e dell’informazione italiana? È una sensazione scorretta quella di una pallacanestro – e del resto degli “altri sport”, perdoni il termine – che non prova nemmeno a emanciparsi dalla nicchia che l’ha sempre ospitata?

Tutti gli sport oggi sono di nicchia, piccola o grande, in un Paese monoculturale dal punto di vista sportivo. La pallacanestro lavora quotidianamente per allargare la nicchia, così come penso facciano gli altri. Poi capita il fenomeno Sinner e il tennis ne beneficia come con Jacobs e Tamberi per l’atletica leggera o con i successi delle squadre nazionali in altre discipline e si modifica temporaneamente l’interesse verso questa o quella disciplina. L’informazione segue il pubblico e cavalca l’onda del momento. Ma la graduatoria dopo il calcio vede comunque il basket stabile sul podio degli sport di squadra.

Da quando presiede LBA, qual è l’aspetto tecnico del basket italiano che l’ha colpita di più per l’evoluzione e l’innalzamento del livello medio?

Spesso la preparazione tattica e la voglia di competere e primeggiare superano le differenze di budget e di profondità di roster e le conseguenti possibilità di scelte tecniche. Questo è certamente l’aspetto che più caratterizza l’attuale momento del nostro campionato.

  • (Bergamo, 1999) "Certe conquiste dell'anima sarebbero impossibili senza la malattia. La malattia è pazzia. Ti fa tirare fuori sentimenti e verità che la salute, che è ordinata e borghese, tiene lontani."

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