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Bologna Fiorentina
, 14 Febbraio 2024

Bologna-Fiorentina (2-0) - Considerazioni Sparse


La disarmante fiducia del Bologna rimanda nel buio un'insicura Fiorentina.

Non c'è stata realmente partita al Dall'Ara tra Bologna e Fiorentina. La superiorità della squadra di Thiago Motta su quella di Italiano è stata schiacciante sotto ogni punto di vista, tecnico, tattico, atletico e mentale. Per quello che di fatto era uno scontro diretto per il quarto posto, sono i rossoblù che si lanciano verso l'Europa, mentre i viola subiscono un duro colpo alle loro ambizioni, con le scorie di un gennaio difficilissimo ancora tutte da smaltire, e solo nascoste dalla vittoria roboante di domenica.

Errore di lettura, errore di valutazione, o solo consolidata superiorità tattica del Bologna? Difficile stabilirlo. Ma la prima metà di partita è tanto lineare nella comprensione quanto raffinata nella sua messa in atto da parte dei felsinei. Il Bologna ha una facilità disarmante nell'attirare con la costruzione bassa la pressione della Fiorentina, per poi farla saltare grazie a una grande fluidità posizionale che leva riferimenti al pressing viola. Sono due piani-gara usuali per le due squadra, ma nel momento il cui la Fiorentina perde efficacia sulle riaggressioni alte, lascia aperte voragini che Zirkzee e Ferguson tracciano e Orsolini, Aebischer e Saelemaekers sfruttano in temibili 1vs1 su ogni zona del fronte d'attacco. Esattamente il film del vantaggio bolognese firmato proprio dal solito Orsolini.

Nonostante sia reduce dal netto 5-1 sul Frosinone, per la Fiorentina è evidente anche il gap di fiducia rispetto al Bologna. La sicurezza dei rossoblù nelle giocate, la convinzione nel lottare su ogni pallone conteso, i ritmi e la velocità dei propri movimenti, tutto trasmette la sensazione di una squadra molto più convinta dei propri mezzi rispetto all'avversaria. Forse la vera bontà del lavoro di Thiago Motta sta proprio in questo, più che nelle chiavi tattiche affidate ai suoi giocatori: una rosa buona, non fenomenale, ma zeppa di elementi tacciati negli anni di discontinuità, che ha trovato con questo tecnico i giusti equilibri mentali oltre al giusto amalgama, per un salto di qualità complessivo che oggi vale la corsa Champions;

Paradossalmente, il limite del Bologna è quello di avere a tratti persino un eccessivo di fiducia, che si traduce in superficialità. Che Zirkzee abbia il suo vero limite in questo aspetto, quello della freddezza al momento della giocata, non si scopre oggi, ma in generale tutto il Bologna nonostante larghi tratti di dominio persino straripante e di inerzia della gara in pugno, non molla mai il colpo del KO. Alla fine, è quasi un'ulteriore colpa della Fiorentina non aver avuto la forza di approfittare di questa mancanza degli emiliani, alla quale con Odgaard pongono rimedio nel recupero;

In casa viola l'opacità del rendimento di alcuni giocatori fondamentali (Gonzalez, Arthur, Bonaventura) mette fin troppo a nudo quelli che poi sono i limiti tecnici della squadra. Ma come detto sopra, l'accettazione del piano gara del Bologna perché comunque congeniale ai propri principi si è rilevata una scommessa persa per la Fiorentina, con tanti rischi concessi e pochi creati. Però una grossa contraddizione dei gigliati in questo momento è proprio questa: se la Fiorentina ha una chiave di lettura della partita grossomodo unica, è anche perché non ha davvero la capacità di interpretarla in un'altra maniera, anche perché sono pochissime le squadre in grado di essere camaleontiche a seconda dell'avversario. Forse, la realtà è che nonostante tante prove positive, la squadra di Italiano non può realmente fare meglio di così sul lungo periodo.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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