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Sanremo
, 10 Febbraio 2024

Sanremo, Venerdì - Considerazioni Sparse


Nella serata cover Angelina e Ghali emozionano. Solo un ribaltone di stampa e radio può togliere Sanremo a Geolier.

La serata cover del venerdì di Sanremo non delude e ci regala 5 ore e mezza intense e piene di belle performance, affiancate anche da qualche scivolata sul karaoke e sul trash utile ad aiutarci a tenere gli occhi ben aperti. L'esito finale ha un po' il sapore della beffa: Angelina Mango aveva interpretato magistralmente "La rondine" di suo padre e si era presa una meritata standing ovation, ma c'erano state anche altre esibizioni che avrebbero meritato un maggiore riconoscimento. Invece trionfa Geolier, confermandosi fortissimo al televoto, nonostante un medley che sapeva di compitino e composto da tre brani completamente privi di un file rouge musicale che li tenesse insieme.

Se Geolier è riuscito a imporsi persino stasera, è lecito pensare che la sua vittoria del Festival di Sanremo sia ormai scontata, considerando che la composizione del voto nella finalissima di domani sarà la medesima (34% televoto, 33% stampa e 33% radio). La condicio sine qua non affinché lo scenario cambi è che le giurie di stampa e radio convergano in maniera compatta su un altro nome da portare avanti. Il ribaltone non è affatto da escludere, paradossalmente proprio per l'esito di questa serata, che potrebbe fungere da incentivo alle giurie in questione. Resta qualche dubbio però sulla possibilità che si trovino d'accordo sull'artista da "contrapporre" a Geolier; in particolare la probabile presenza sia di Annalisa che di Angelina Mango nella cinquina di finalisti potrebbe portare a una divisione dei voti che gioverebbe al cantautore napoletano. Un tempo a fare da "equilibratore" alle scelte del televoto c'era la giuria di qualità/degli esperti, ma è stata spazzata via a colpi di populismo dopo che era risultata decisiva ai fini della soprendente vittoria di Mahmood nel 2019 (spoiler: ci aveva visto lungo).

Sulla conformazione che ha assunto in questi ultimi anni la serata delle cover ci sono due scuole di pensiero. C'è chi la trova uno spettacolo bellissimo e un unicum nel panorama musicale, in grado di regalare momenti iconici. C'è invece chi ne critiche la scivolata verso una sorta di karaoke senza regole. La verità è che probabilmente hanno ragione entrambe le parti in causa, perché sul palco il venerdì accade un po' di tutto, ma questa non è necessariamente una nota negativa. Inoltre è sempre bello rivedere tanti grandi nomi della musica italiana a Sanremo, anche se solo per un duetto. Due cose particolarmente apprezzabili della serata: la minore presenza di ospiti slegati dalla gara, viste le ben 30 esibizioni; l'omaggio a chi lavora dietro le quinte, come l'unità cinofila e il responsabile di palco - sono piccoli gesti, ma dimostrano l'attenzione verso chi contrisce a creare lo show senza finire sulle copertine. Sull'acritico supporto agli agricoltori buttato lì a casaccio con annessa lettura di un comunicato, invece, meglio soprassedere. Venendo allora alla gara, una breve panoramica dei migliori e dei peggiori:

I migliori:

Angelina (10) - Impeccabile nell'esecuzione di questo delicato omaggio a suo papà, con la voce carica di emozione e intensità, sul quale è stato quasi impossibile non commuoversi.

Alfa e Roberto Vecchioni (9) - verso la fine il professore canta “Manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla tu” e indica #Alfa, facendosi da parte e lasciandogli riscrivere la sua storica canzone, confermandosi dotato di una sensibilità straordinaria. Alfa canta felice come un bambino e anche se svirgola qualche nota amen. La standing ovation finale dice tutto su questo omaggio a una canzone meravigliosa.

Ghali (8,5) - Un medley costruito semplicemente alla perfezione, che tiene dentro un pezzo in arabo e L'italiano vero di Cutugno e ha come fil rouge la sua storia. Andrebbe fatta vedere a tutti gli aspiranti artisti “impegnati” a colpi di slogan sparati a casaccio, potrebbero capire cosa significa veicolare veramente dei messaggi all’interno di una performance. 

Mahmood e i Tenores di Bitti (8,5) - In una serata densa di scelte (comprensibilmente) paracule e catchy, lui come al solito va per la sua strada, sceglie dei compagni di viaggio poco conosciuti al grande pubblico e si cimenta con Lucio Dalla, praticamente il Monte Everest del cantautorato italiano, sorprendendoci ancora una volta con la sua poliedricità. Mahmood è riuscito a mostrare un’altra delle sue anime, interpretando con originalità ma senza snaturare un brano complesso come “Come è profondo il mare”. 

Annalisa e La Rappresentante di Lista (8) - Il rischio Sanremo-trash era dietro l’angolo, invece tirano fuori un’esibizione che valorizza al meglio la loro ottima vocalità, della quale sentiamo il bisogno di una versione in studio.

Fiorella Mannoia e Francesco Gabbani (7,5) - primo e seconda dell’edizione 2017 che ci regalano un medley dei rispettivi brani di quell’anno. Ad averne di cantanti così autoironici. 

Il Volo con Jeff Burns (7,5) - Non sarà un’opinione popolarissima, ma i 3 tenorini stanno facendo un ottimo Sanremo. Scelte giuste, performance ottime e ripulite dagli eccessivi orpelli di gioventù. 

I peggiori:

Sangiovanni (4) - Se a 21 anni nella serata dedicata alle cover porti quella di una tua stessa canzone (peraltro non memorabile) o sei mal consigliato oppure il tuo narcisismo è decisamente fuori controllo.

Emma (4,5) - neanche gli sceneggiatori di Boris avrebbero potuto pensare che fosse una buona idea farle portare un medley di Tiziano Ferro, con una vocalità palesemente distante dalle sue corde, per giunta insieme a Bresh (!). Sembra alla palese ricerca di una nuova identità artistica ma, al contrario di Mahmood che riesce a mostrare più anime, non dà la sensazione di aver trovato la direzione.

Ricchi e Poveri con Paola e Chiara (4,5) - passi il trash, passi il karaoke, ma questi 4’ minuti da sagra del peperone sottaceto sono sembrati lunghissimi.

Dargen D’Amico (5) - spacciare un medley di sue canzoni per un omaggio a Ennio Morricone ha il sapore di chi dice “Ti ascolto, ma parliamo di me”. Impegnato lo è sicuramente, a promuoversi.

Il Tre con Fabrizio Moro (5) - caso da manuale in cui il cantante ospite monopolizza il duetto, basato per giunta sulle sue canzoni, penalizzando quello in gara. Scelta rivedibile, apparsa infelice sin dal momento dell’annuncio.

Rose Villain e Gianna Nannini (5) - vedi sopra. Fare delle cover del cantante ospite a Sanremo non sembra essere una grande idea, specie se questo ha un ego ingombrante. In questo caso anche il match tra le voci non funziona proprio.

Mr. Rain con i Gemelli Diversi (6) - di per sé non è stato neanche un brutto momento per Sanremo, però dal bravissimo Mr. Rain sarebbe lecito aspettarsi - almeno per una volta - una scelta meno paracula.

  • Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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