Copertina Roma-Cagliari
, 5 Febbraio 2024

Roma-Cagliari (4-0) - Considerazioni Sparse


Una Roma spettacolare passeggia sul Cagliari grazie a un Lorenzo Pellegrini ancora dominante.

La prima notizia riguardante Roma-Cagliari è che, a meno di 24 ore dall'inizio del Festival di Sanremo, Mina fa la sua prima apparizione in campo per i sardi, accompagnato in panchina da Ranieri e Gaetano ma senza Massimo e Rino. Facili ironie a parte, la partita dell'Olimpico è effettivamente una partita di esordi: il centrale colombiano da un lato e Angelino dall'altro, entrambi titolari dopo neanche una settimana filata di lavoro. L'inserimento dell'esterno spagnolo segna già dalla teoria un cambio netto di premesse per la Roma, che si trova a poter recuperare anche il lato sinistro il campo in costruzione, dove non deve più appoggiarsi su giocatori riadattati e, solitamente, in difficoltà a far avanzare il pallone nel modo giusto. Se la Roma guadagna soluzioni in costruzione bassa, Ranieri decide di dare al Cagliari l'approccio inverso e partire pesante con la coppia di attaccanti Petagna-Lapadula, che già sulla carta si presentano come due giocatori perfetti per mettere in difficoltà la coppia centrale romanista e in particolare Diego Llorente, uscito bene ma con molta fatica dai duelli con Simy nella partita contro la Salernitana.

Probabilmente i primi 20 minuti di Angelino in campo devono essere apparsi come una boccata d'aria fresca per tutto il pubblico romanista. Al primo tocco di palla, lo spagnolo effettua una verticalizzazione su El Shaarawy da cui scaturisce il gol dell'1-0 di Pellegrini, complici le sporcature, ironicamente, proprio di Petagna e Lapadula. Il Cagliari, tramortito dal gol cerca subito di reagire ma a parte qualche appoggio velleitario sui due centravanti, prontamente coperti da un ottimo lavoro di Gianluca Mancini. Non passa molto che ancora dal mancino di Angelino parte un tracciante diagonale perfetto per il taglio di Cristante, che arriva in area e di piatto sfiora il 2-0. Paradossalmente, però, il 2-0 è ancora più bello e nasce dai veli di Dybala a inizio azione e di Lukaku alla fine, con lo stesso Dybala che si trova a mettere il sinistro in porta. Nel finale di tempo Lapadula alza un po' i giri, prima forzando la parata a Rui Patricio e poi prendendo un rigore poi tolto dal VAR. All'intervallo, però, la Roma va sopra di due, con un predominio abbastanza incontestato e anche con un Lorenzo Pellegrini alla terza partita in fila ad altissimo livello.

Il secondo tempo, che poteva diventare insidioso viste le ultime due uscite della Roma, in realtà diventa quasi subito una passerella. Dopo sei minuti di secondo tempo, un rigore inappuntabile ai sensi del regolamento ma che sembra illogico per il buon senso mette Dybala sul dischetto per il secondo gol della serata e il terzo della Roma. Dal 3-0 la partita diventa semplicemente una passeggiata per la Roma. Huijsen all'ora di gioco stacca alla grande per infilare il quarto e l'ultima mezz'ora diventa un'esibizione, in cui entrano Zalewski, ritornato a giocare più alto dopo due anni a sgobbare in fascia e soprattutto Tommaso Baldanzi. La partita dell'italo-polacco, forse il giocatore più criticato dai tifosi romanisti nell'ultimo anno e mezzo, è forse la prima che lascia intravedere dei segnali, con qualche dribbling più coraggioso e la volontà di produrre giocate. Anche Baldanzi sembra entrare con questo spirito, per quanto più intimidito, come d'altronde prevedibile al suo esordio.

Il Cagliari, per quanto ci provi a offrire resistenza, deve fare praticamente subito i conti con uno svantaggio che sembra una condanna per una squadra pensata per essere molto accorta e passiva. Alla fine, al più grande ex di giornata - per altro accolto con striscioni e cori da tutto lo stadio - non resta altro che tentare di fermare il vento con il suo 3-5-2 senza pressione e con il blocco medio scolpito nella roccia. Le intenzioni, va detto, sono delle migliori: Paulo Azzi sulla sinistra fa una discreta figura contro Karsdorp e Yerry Mina, per quanto possibile, riesce a sostenere bene il duello con Lukaku, tanto che il colombiano esce dal campo con appena 3 duelli persi su 10 nonostante l'avversario e nonostante la sconfitta pesante. La grande fortuna del Cagliari, oggi come oggi, è quella di avere dietro tre squadre che sembrano averne meno sulla lunga distanza ma certo è che a Ranieri e alla sua squadra servirà qualcosa in più di Lapadula e Petagna per tirarsi fuori in modo netto dalla zona retrocessione.

Per la Roma, invece, questa è praticamente la partita perfetta, contro un avversario che non sa opporre concretamente resistenza alle combinazioni veloci di Pellegrini e Dybala e che, per quanto possa provarci a rimanere compatta, si fa infilare abbastanza facilmente dai movimenti senza palla dei giocatori di De Rossi. "Movimenti senza palla" è forse il concetto cardine di questa partita: dopo tre anni di staticità, la Roma sta iniziando a trovare della fluidità nei suoi giocatori; l'azione con cui Dybala trova il 2-0 è qualcosa che a Roma non si vedeva da anni per la velocità con cui il pallone viaggia - quasi sempre a due tocchi e quasi sempre a progredire il gioco - e per il modo in cui i giocatori riempiono gli spazi. De Rossi, già nella conferenza stampa di domenica, aveva sottolineato come occupare lo spazio sia qualcosa di cruciale per il suo gioco e queste prime partite, con movimenti continui di tutti i giocatori - difensori inclusi, come Mancini sull'azione che porta al rigore del 3-0 - che smuovono e aprono le linee del Cagliari. Individualmente, oltre al già citato Angelino - che al primo calcio d'angolo battuto, dopo 20 minuti scarsi, viene subito applaudito dai tifosi - e a un Dybala non più troppo mobile ma ancora dominante tecnicamente, la partita simbolo della Roma la gioca Lorenzo Pellegrini, che ha risposto con una partita enorme e anche un gol - terzo in tre partite - e un assist alle deliranti accuse ricevute in settimana e ai fischi ricevuti nell'ultima partita all'Olimpico. Una risposta, quella del capitano romanista, ancora una volta chiara e arrivata sul campo anziché sui giornali come quelle del suo ex allenatore.

  • Nasce a Roma nel 1999. Chimico e tifoso di Roma e Arsenal, dal 2015 scrive di calcio inglese e dal 2022 conduce il podcast Britannia. Apprezza i calzettoni bassi e il sinistro di Leo Messi.

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