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De Ketelaere in Atalanta-Lazio
, 4 Febbraio 2024

Atalanta-Lazio (3-1) - Considerazioni sparse


La deriva e l'assalto, la fame e la noia. Ha vinto chi ha giocato.

Questo Atalanta-Lazio è stato improntato interamente sull'intensità e Gasperini ha capito perfettamente dove è il punto debole dei biancocelesti. La squadra di Sarri manca di ritmo, fisicità e intensità. Sembra lo stesso film che si è visto in semifinale di Supercoppa. Una squadra completamente in balia degli eventi. Dall'altra parte, l'Atalanta pressa e non appena la Lazio effettua un passaggio dalla difesa al centrocampo paiono indemoniati e completamente in controllo. Tutto ciò genera un risultato assolutamente legittimo e meritato per gli orobici. Nel frattempo a Roma cala un buio pesto, generato anche da un'occasione di mercato che doveva essere sfruttato dal gestore;

La mobilità dell'attacco atalantino provoca parecchi grattacapi a una difesa a quattro biancoceleste spaesata e in preda ai flutti dei ragazzi di Gasperini che letteralmente prendono d'assalto i sedici metri laziali fino alla realizzazione del vantaggio. Il baricentro della Lazio è basso e confuso. Rovella schermato e senza un'alternativa di passaggio. Non c'è una fluidità di manovra volta ad aggirare il pressing nerazzurro. Il pallone è sempre lento e sembra un altro oggetto rispetto a quello che manovrano i bergamaschi. Il dato è che nonostante l'Atalanta abbassi il baricentro la Lazio non riesce praticamente a tirare in porta;

I cambi in casa biancoceleste sembrano accendere una luce diversa. I subentrati hanno fame e mostrano i muscoli, rispetto al flaccidume della prima frazione. Gasperini cambia l'assetto offensivo ma prima di fare ciò CDK riesce a fare la doppietta personale e a blindare il risultato, nonostante lo spint finale degli uomini di Sarri. L'Atalanta semplicemente controlla e amministra, senza nemmeno troppa fatica. Null'altro a livello tattico da segnalare visto che la partita era finita intorno al settantesimo;

Hombre del Partido: CDK. Incontenibile, il gemello cattivo di quello in rossonero dell'anno scorso. La psicologia è importante quando si gestisce un giocatore che viene da un campionato diverso come quello belga e, sicuramente, meno competitivo. Al Milan è stato spesso bistrattato mentre Gasperini l'ha completamente messo al centro del progetto, valorizzando lui e la propria squadra;

Immobile, Guendouzi, Rovella e pochi altri si salvano nel buio totale biancoceleste. Mettono un filo di rabbia e di voglia, cosa che Felipe Anderson e Lazzari su tutti non riescono nemmeno a pensarlo. Questi due, con un Marusic imbarazzante, lasciano completamente sconvolti gli occhi di chi guarda. Non si comprende per quale motivo questi giocatori debbano ancora calcare il campo. Rimane, francamente, un mistero al pari di quello delle piramidi di Giacobbo. Si confida in Sarri che rimane l'unico a poter mantenere la barra dritta di una stagione che, comunque, è ancora tutta da giocare nonostante la sconfitta pesante di oggi.


  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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