
10 acquisti improbabili per salvare il vostro fantacalcio
Nomi fuori dagli schemi che possono sorprendere voi e gli avversari.
Con la progressiva recessione della Serie A dal punto di vista economico, la finestra di mercato invernale nelle ultime stagioni si è rivelata via via sempre meno incisiva in ottica Fantacalcio: i club spendono poco, pochissimi investono soldi all'estero preferendo un mercato interno di prestiti e scambi fantasiosi, i giocatori davvero in grado di cambiare il volto di una fantasquadra a febbraio sono sempre meno e quei pochi vengono pagati quasi quanto i top player in estate.
Per sopravvivere all'asta di riparazione del Fantacalcio servono inventiva e studio accurato dei misconosciuti nuovi volti della Serie A - nonché di quelli rimasti tra gli svincolati a settembre - ma anche tanto coraggio e una sana dose di follia. Qui non leggerete nomi mainstream come Calafiori, Zurkowski o Angeliño, quelli possono consigliarveli tutti: lo scopo è rovistare nelle pieghe del listone e andare a pescare il talento incompreso, il calciatore sottovalutato, nomi che faranno ridere i vostri avversari quando li chiamerete, anche se a fine stagione (forse) riderete voi.
Hamed Junior Traorè - Napoli
Possibilità di andare a voto: 5/10
Talento: 8/10
Drip: 7/10
Consigliato a: chi ha trascorso in ibernazione gli ultimi due anni

Siamo nel primo terzo del 2022. Nelle casse risuona Caos, il nuovo disco di Fabri Fibra. Robert Pattinson si scrolla definitivamente di dosso l'etichetta di Twilight Boy interpretando un ottimo Batman. Sergio Mattarella viene confermato Presidente della Repubblica Italiana. Hamed Junior Traorè fa impazzire le difese delle big di Serie A. In questo contesto, l'acquisto di Traorè da parte del Napoli sarebbe stato certamente giudicato azzeccato, se non addirittura esaltante; purtroppo, da lì in avanti il fantasioso centrocampista ivoriano ha subìto un brusco rallentamento, tanto che oggi in molti si chiedono se mai l'ex Sassuolo vedrà davvero il campo con la sua nuova maglia. A Bournemouth il classe 2000 non si è sostanzialmente mai visto, poco considerato da O'Neil e ancor meno dal successore Iraola, che pure in stagione ha fatto spesso ruotare l'intera rosa. Unica eccezione? Traorè, appena 181' giocati in stagione. Mai ambientatosi realmente Oltremanica, HJT ha faticato a livello fisico, martoriato dagli infortuni nella sua prima metà stagione nel Dorset e in crisi nel reggere i ritmi e l'impatto atletico della Premier, quadro coronato dalla malaria che l'ha tenuto lontano dai campi per un mese e mezzo. A Castelvolturno arriva un giocatore totalmente da ricostruire a livello fisico e mentale, difficile da collocare: troppo leggero per giocare in mediana con Mazzarri, sulle ali Traorè partirebbe dietro a Kvaratskhelia, Politano e all'altro nuovo acquisto Ngonge, in attesa di capire che ne sarà di un danese pagato €30 milioni in estate. Siamo certi che laggiù, da qualche parte dentro di lui, sono seppellite quelle serpentine, i colpi di genio e le accelerazioni che avevano fatto innamorare il Mapei Stadium. Una scommessa, ma quanto sarebbe bello vincerla?
Francesco Gelli - Frosinone
Possibilità di andare a voto: 9/10
Talento: 7/10
Drip: 6/10
Consigliato a: i fan di Emmanuel Gyasi e gli appassionati di storia sommersa dell'Italia

"Francesco Gelli è un giocatore da Serie A". Parole e musica del campione del mondo Fabio Grosso. Aveva chiamato il centrocampista a Frosinone giusto un anno fa, mentre era fuori rosa all'AlbinoLeffe per aver rifiutato il rinnovo del contratto, convinto di poter trovare in lui il tassello mancante per suggellare una promozione inimmaginabile a inizio stagione. Le impressioni di Grosso sono state confermate da Di Francesco, che di Gelli non si è mai privato se non per cause di forza maggiore (infortunio muscolare che l'ha tenuto ai box per 2 mesi), trovandogli sempre un posto nel suo 11, non importa in che ruolo. La forza principale di Gelli è proprio la duttilità: trequartista in C, mezzala in B, esterno d'attacco, di centrocampo o addirittura di difesa, oltre che mediano, in A con Di Fra, che proprio non può rinunciare alla pulizia del destro e all'incredibile intelligenza tattica. Non pensiamo però a Gelli come a un calciatore conservativo: da centrocampista è aggressivo nel recupero della sfera, da esterno alto si propone per il dribbling, da terzino è pericoloso sia in fase di cross che con incursioni a fari spenti. Resta una certa allergia al gol: l'ultima rete di Gelli, che non ha mai segnato né in B né in A, risale alla semifinale playoff AlbinoLeffe - Alessandria del 2021. Prendetelo sapendo che vi ritroverete in rosa un calciatore che non vi lascerà mai a piedi (un triplo ruolo C/T/W che al Mantra fa sempre comodo) e raramente sfigurerà, sognando insieme a noi di poter esultare per averlo schierato titolare in occasione del suo primo gol nel massimo campionato.
Djed Spence - Genoa
Possibilità di andare a voto: 7/10
Talento: 6/10
Drip: 9/10
Consigliato a: coloro il cui cuore batte in terra d'Albione

Nell'estate del 2022 l'hype intorno a Djed Spence era alle stelle: al Tottenham arrivava uno dei migliori giovani della Championship 21/22, cruciale nella tanto attesa promozione del Nottingham Forest, più volte premiato giovane e giocatore del mese e inserito in tutte le top XI del campionato. Un'inezia, quindi, la spesa di 14,7 milioni di euro per il 22enne. Da lì in avanti, nessuno ha davvero creduto nel talento di Spence: non Conte, che in Premier League gli ha concesso 5 criptici minuti (più recupero) spalmati su 4 partite; non Genesio, che al Rennes lo vedeva solamente come riserva del capitano Hamari Traoré; non la dirigenza del Tottenham, che non ha esitato a scaricarlo a Genova nell'ambito dell'affare Dragusin nonostante stesse iniziando ad ingranare in Championship al Leeds. Spence compirà 24 anni ad agosto ma nel calcio dei grandi, complici le disavventure sopracitate e alcuni fastidiosi infortuni, l'abbiamo visto davvero poco di recente; dalla breve serie di gare giocate a Leeds e dalle prime uscite in rossoblù sembra che l'esplosività fisica sia intatta, mentre è invece tutta da verificare la tenuta difensiva, messa a dura prova da Gendrey a Marassi - l'inglese giostrava sulla fascia sinistra, opposta rispetto a quella abituale. L'ex Tottenham avrà le sue occasioni, viste le necessità del Genoa nel reparto (Haps e Martin sono infortunati, Sabelli e Vogliacco non sembrano concorrenti insormontabili) e, anche se non dovesse garantire sufficiente equilibrio a Gilardino per partire stabilmente dal 1', è facile immaginarlo come variabile impazzita da inserire nell'ultima mezz'ora. Un generatore di caos, che di partite ad ogni modo ne giocherà molte. Starà a voi azzeccare quelle giuste e poi vantarvi di "aver sempre creduto in lui", nella sua fascia e nei suoi rasta.
Alessandro Zanoli - Salernitana
Possibilità di andare a voto: 7/10
Talento: 7/10
Drip: 6/10
Consigliato a: chi ha la propria guida spirituale in Walter Sabatini

Su, lo sapevamo tutti: da vice Di Lorenzo, il calciatore più importante del Napoli per personalità, continuità e contributo in entrambe le fasi, quanti minuti avrebbe potuto giocare Zanoli? Lo sapeva anche lui, che ha accettato 6 mesi da comprimario per poi fiondarsi verso chi gli garantiva più minuti, la Salernitana del vecchio/nuovo corso targato Walter Sabatini. Che Zanoli sia un giocatore vero lo abbiamo capito quando, in una Samp derelitta e rassegnata molto più di quanto rappresenti l'attuale classifica della Salernitana, ha infilato prestazioni degne di un veterano, accompagnando alla tecnica che sempre gli è stata riconosciuta una solidità mentale e una personalità che non sempre riescono a emergere in contesti così complessi. Anche a Salerno, sul medio periodo, dovrebbe giocare lui: tolto Bradaric, inamovibile a sinistra, tra i terzini destri Pierozzi appare più indietro nel percorso di crescita, mentre Sambia ha mostrato qualche limite nel sostituire Mazzocchi. Proprio l'esterno con cui si è avvicendato nella tratta Napoli-Salerno era una delle fonti di gioco principali della Salernitana: Zanoli è l'unico laterale col piede educato e l'abilità per creare superiorità numerica necessari a sostituirlo - o meglio, a somigliare alla sua versione migliore, la 2022/23. Dopo 2 gol e 2 assist in mezza stagione sulla sponda blucerchiata di Genova, Zanoli ha tutte le carte in regola almeno per ripetersi, e magari stavolta per riuscire a chiudere la stagione festeggiando la salvezza dei suoi, in attesa di capire come il Napoli lo gestirà in estate.
Tijjani Noslin - Verona
Possibilità di andare a voto: 8/10
Talento: 7/10
Drip: 7/10
Consigliato a: chi non ha più molto da perdere

Non serve interpellare Giuseppe Pastore per affermare con sicurezza che mai nella storia della Serie A c'erano stati due Tijjani in contemporanea: a Reijnders ora si aggiunge il connazionale Noslin, uno dei volti del mercato random dell'Hellas, arrivato dagli olandesi del Fortuna Sittard per 3 milioni di euro. In Eredivisie Noslin ha giocato da esterno alto, su entrambe le fasce, segnando 4 gol e fornendo 2 assist; Baroni lo ha schierato da centravanti con ampia licenza di svariare, sfruttata dal classe '99 per occupare ben poco i corridoi centrali e allargarsi per provare a ricevere palla. L'intesa coi compagni e l'inserimento negli schemi scaligeri sono tutti da costruire, ma nel frattempo Noslin ha già avuto modo di risultare incisivo, conquistandosi il rigore poi sbagliato da Duda e offrendo a Thomas Henry la palla per il possibile 2-1, ottimamente neutralizzata da Turati. Nel mare magnum del mercato del Verona, che sta monetizzando tutto il monetizzabile sostituendo i titolari con scommesse e carneadi di varia provenienza, Noslin a oggi sembra il nome più sicuro; l'età, verde ma non verdissima; la formula con cui è arrivato (titolo definitivo, senza contropartite inserite nell'affare); la squadra di Baroni, perso Ngonge, ha maledettamente bisogno di giocatori che provino, con un'accelerazione o una giocata individuale, a creare dal nulla, nel tentativo di raggiungere una salvezza insperata e forse anche non sperata dalla proprietà, ingolosita dai soldi del paracadute, messo fortemente in discussione negli ultimi tempi. Scommettete su Noslin come ai tempi avete scommesso su Varela, Okereke (!) o Mancosu: giocatori di squadre che sembrano spacciate ma che possono ancora regalarvi qualche gioia al Fantacalcio.
Mario Gila - Lazio
Possibilità di andare a voto: 7/10
Talento: 7/10
Drip: 5/10
Consigliato a: chi (non) comprava Bastos e Wallace

Per andare a prendere un centrale della Lazio al Fantacalcio ci vuole una buona dose di coraggio, lo sappiamo. La lista dei fallimenti dell'ultimo decennio è sterminata: quelli fragorosi (Hoedt e Musacchio), quelli passati sotto traccia (Wallace e Bastos), usciti dalla porta di servizio senza infamia né lode; quei "sì ma in fondo non era male" (Gentiletti, André Dias). Ecco perché in molti hanno avuto paura a puntare su Romagnoli lo scorso anno, ed ecco perché l'acquisto di Mario Gila, che scende in campo dal 1' in Serie A da 9 gare consecutive, può non esaltarvi, stante anche l'incomprensibile fetish di Maurizio Sarri nei confronti di Patricio Gabarron Gil, in arte Patric. Il centrale scuola Real Madrid sta mettendo in fila una prestazione positiva dopo l'altra, rivelandosi imprescindibile nella costruzione dell'azione (tra i difensori centrali a disposizione di Sarri è quello col piede più educato), ma anche in marcatura: l'unica insufficienza netta è arrivata contro l'Inter, ma per il resto Gila ha gestito bene l'urto di centravanti di livello quali Lukaku e Raspadori, fisicamente agli antipodi e molto diversi da lui, esattamente nel mezzo (80kg distribuiti su 185 cm). Con Casale e Patric che entrano ed escono dall'infermeria, il titolare dei biancocelesti assieme a Romagnoli al momento è lui, e dovrebbe restarlo a meno di topiche clamorose. Fidatevi del fiuto di Igli Tare, che l'ha portato a Roma poco prima di rompere con Lotito, e puntate sullo spagnolo.
David Okereke - Torino
Possibilità di andare a voto: 6/10
Talento: 6/10
Drip: 8/10
Consigliato a: chi segue Ufficialə

Titolare in Serie A davanti a Dessers, capitan Ciofani e Felix Afena-Gyan, riserva in B dietro agli ultimi due più Massimo Coda. Okereke o lo ami o lo odi, e noi lo amiamo, con tutte le peculiarità e tutte le meravigliose imperfezioni; ce l'ha ricordato l'ottavo di Coppa Italia contro la Roma, in cui lo abbiamo visto sbattersi, strappare e allungare la squadra, senza trovare nemmeno un tiro. 14 gol in 65 partite in A con Venezia e Cremonese non sono pochi, soprattutto se parametrati alle due squadre in cui ha militato, ma su di lui continua ad aleggiare la leggenda del calciatore poco concreto, tanto rapido e opportunista nel crearsi le occasioni quanto chirurgico nello sparare la sfera addosso al portiere o fuori dallo specchio. Non sarà un cecchino, ma Okereke ha sbagliato solamente 7 occasioni da gol in due campionati di vertice - meno di Vlahovic in questo girone d'andata -: sono la sua generosità e la sua tendenza a cercarsi zone di campo in cui può liberare la sua corsa, piuttosto che stazionare in area, a farcelo sembrare un attaccante sprecone? Sanabria e Zapata sono inamovibili per Ivan Juric, ma entrambi hanno bisogno di un check-up di tanto in tanto: come primo sostituto l'attaccante nigeriano è più affidabile di Pellegri e Demba Seck, parcheggiato al Frosinone per il resto della stagione. Okereke è inoltre un'ottima arma a partita in corso: con il Toro in avanti, un contropiedista così veloce e affamato può risultare letale, quando c'è da recuperare un risultato è la sua capacità di dribbling (più improntato sui cambi di passo che sulla tecnica pura) a poter sparigliare le carte scardinando le retroguardie più folte. Se avete uno dei due attaccanti titolari del Toro in rosa, non esitate a puntare su di lui, se non li possedete ma vi avanza uno slot e volete umiliare i vostri avversari schierando contro di loro il frontman di Ufficialə, David Okereke è ancora il calciatore che fa per voi.
Nicolas Viola - Cagliari
Possibilità di andare a voto: 8/10
Talento: 9/10
Drip: 10/10
Consigliato a: chi ama davvero questo sport

Quand'è successo? Da quando Nicolas Viola si è trasformato da talento indolente e discontinuo a maestro di calcio pronto a sciorinare giocate di fino al servizio dei compagni? La rimozione dei tatuaggi sul viso dei tempi di Benevento c'entra per caso con la sua ascesa a figura mistica della nostra Serie A? In realtà, come il giocatore stesso ha affermato, i tatuaggi che gli conferiscono un'aria da calciatore di strada fanno da contraltare al suo carattere mite, quasi ascetico, e al suo spirito da grandissimo lavoratore, il classico che lascia il campo da allenamento per ultimo nonostante sia dotato di una classe superiore rispetto a quasi ogni altro compagno. Viola non partiva in alto nelle gerarchie di Ranieri a inizio stagione, tutt'altro, e verrebbe da chiedersi il perché visto che, dal suo primo ingresso in campo, il mancino di Reggio Calabria non è andato a voto solamente 3 volte, giocando da titolare 9 delle ultime 11 gare. Viola è il primo rifinitore della manovra dei sardi e l'ovvio incaricato di tutti i calci piazzati; per lui sin qui 3 gol (più un rigore sbagliato) e 2 assist, con la sensazione che nel girone di ritorno il 10 rossoblù potrà più che raddoppiare i suoi numeri, sfruttando anche il ritorno di Luvumbo e Oristanio, frecce da armare con l'arco dorato del suo sinistro. Effettivamente non sappiamo bene perché Viola sia qui in questa lista, così com'è difficile spiegare come un calciatore col suo talento, col suo drip e con la sua esperienza sia rimasto svincolato in gran parte delle fantaleghe. Ora abbiamo tutti la possibilità di redimerci, e puntare sul faro del Cagliari per sovvertire le gerarchie del nostro Fantacalcio.
Jens Odgaard - Bologna
Possibilità di andare a voto: 6/10
Talento: 8/10
Drip: 6/10
Consigliato a: i cultori dei giocatori che tirano fortissimo

Da Lyngby a Milano, da Reggio Emilia a Pescara, passando per l'Olanda e la Svizzera, fino alla definitiva maturazione con la maglia dell'AZ: non ha ancora 25 anni, ma Jens Odgaard potrebbe tranquillamente essere protagonista della nostra newsletter per abbonati, il Giocatore Random. Il talento danese che ha fatto sfracelli nella primavera dell'Inter, senza mai esordire in prima squadra, non era forse pronto per il calcio italiano; a Sassuolo si è appena intravisto, al Pescara da centravanti ha pensato più a sacrificarsi per i compagni che ad andare in gol, fermo a una sola rete. L'America di Odgaard si chiama Olanda: 7 gol a 20 anni con l'Heerenveen, 8 in Eerstedivisie a Waalwijk e 12, con 6 assist, lo scorso anno ad Alkmaar con l'AZ, issatosi fino alla semifinale di Conference League con lui da ala destra titolare. Qualcosa, però, si è rotto tra lui e il tecnico Pascal Jansen: in questa stagione Odgaard è partito dal 1' solo 6 volte su 26 presenze, mai in Conference League, e ha segnato due sole reti in 697 minuti. Quello che arriva a Bologna è dunque un giocatore animato da un'enorme voglia di riscatto, desideroso di mostrare all'Italia ciò che è diventato e al suo vecchio club che di spazio per lui poteva essercene ancora. Essenzialmente, Odgaard è un brevilineo nel corpo di un danesone di un metro e 88, che punta gli avversari in fascia, imbuca i compagni e sgancia bombe di mancino all'incrocio con eguale facilità, un calciatore con tanti bonus in canna ovvero ciò che prometteva di essere Karlsson a inizio stagione. Potrebbe metterci un po' ad entrare negli schemi di Thiago Motta e il suo slot preferito, l'out offensivo di destra, è spesso occupato da Riccardo Orsolini; ci aspettiamo comunque che venga testato un po' ovunque dalla trequarti in avanti, anche da vice Zirkzee e, soprattutto (stante l'intoccabilità di Ferguson in mezzo), da esterno di sinistra in alternanza con Saelemaekers. Tra le mani avete una vera e propria bomba, dovete solo sperare che abbia la possibilità di detonare.
Fabien Centonze - Verona
Possibilità di andare a voto: 9/10
Talento: 6/10
Drip: 5/10
Consigliato a: chi cerca un titolare sicuro ma anche un calciatore con un bel cognome

In preda ad un tourbillon di cessioni senza fine apparente, a circa 24 ore dalla chiusura del mercato a Verona si sono accorti che, con le cessioni di Faraoni e Terracciano, in squadra non c'era più nessun terzino destro, tolto l'adattato Jackson Tchatchoua. In questo brevissimo lasso di tempo, Sean Sogliano è riuscito a portare sotto l'Arena in prestito, sfruttando una situazione particolare (il giocatore è stato per mesi fuori rosa a causa di frizioni con la società), un calciatore del calibro di Fabien Centonze, che poco meno di un anno fa sfidava col Nantes la Juventus nei sedicesimi di finale di Europa League. In Centonze troverete un titolare di sicura affidabilità: non ha alcuna concorrenza nel ruolo, ma anche e soprattutto perché parliamo davvero di un esterno di buon livello, rodato sia da laterale basso della difesa a 4 che da quinto di centrocampo, che ha nel dribbling e nella rapidità di passo le doti principali. Non un piede raffinato né tantomeno un grandissimo portatore di bonus (6 gol e 7 assist complessivi in maglia Nantes, suddivisi in 4 stagioni), ma un giocatore integro e disposto a farsi in quattro per trovare spazio nella vostra fantasquadra. La faccia da bravo ragazzo, non sufficientemente rovinata dal grande tatuaggio sul braccio, nasconde un terzino che sa farsi valere anche in fase difensiva, più bravo negli intercetti e nei recuperi in scivolata che nel corpo a corpo, ed efficace anche nel gioco aereo. Centonze è arrivato a Verona sul gong di fine mercato, forse ignaro della situazione disastrata in cui versa il club, ma desideroso di tornare a giocare con continuità dopo un girone passato a guardare i compagni; credete in lui e nella sua voglia, e acquistatelo.
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