, 1 Febbraio 2024

Considerazioni sparse sull’approdo di Lewis Hamilton in Ferrari


Lewis Hamilton in Ferrari è l’operazione del secolo.

Se dicessimo che l’annuncio di Lewis Hamilton in Ferrari nel 2025 sia l’annuncio del secolo non avremmo paura di essere smentiti. Nell’ambiente motoristico, si chiaro, ma mai, prima d’ora, era approdato in Ferrari un campione di questa caratura. Né Schumacher, né Alonso, né Vettel quando si trasferirono in Ferrari, erano piloti così affermati, nonostante i loro titoli mondiali. Dopotutto, sarebbe impossibile essere più titolati del pilota più titolato della storia. Con i suoi 7 mondiali, le sue 103 vittorie e 104 pole position, l’inglese è il detentore di praticamente tutti i record della Formula 1. L’entusiasmo è ancora quello di un ragazzino. Non è un mistero, infatti, che l’inglese sia, da sempre, un ammiratore del cavallino. “In tutta la mia carriera agonistica, dai kart in poi, la Ferrari l'ho sempre vista come un top team e non è un mistero che guidare per loro è sempre il desiderio di ogni pilota. Chiunque guarda una Ferrari pensa che sia qualcosa di fantastico” diceva solo qualche anno fa. Dopo una Monza, inoltre, diceva: "Per tanti anni sono venuto a Monza, camminando accanto ai tifosi. Potevo sentire bene quel che mi dicevano: “Vieni in Ferrari, Lewis». Ebbene, queste parole mi scaldavano il cuore. È abbastanza incredibile che non abbia mai guidato per la Rossa in tanti anni. Perché diciamocelo, il Cavallino Rampante è un sogno per chiunque, il traguardo da raggiungere. Per me non è mai stato davvero possibile e non saprò mai del tutto con precisione perché. Ho visto le foto dei loro piloti e il rosso è sempre il rosso. Io ho un paio di Ferrari a casa: posso guidare solo quelle stradali". Un estratto dal manuale su come far innamorare un tifoso Ferrari;

I vantaggi che porta Lewis a livello di brand sono assolutamente fuori discussione. Parliamo del calo di appeal che si è abbattuto sulla Ferrari negli ultimi anni. Ricordate le tribune quando correva Schumacher? Era veramente difficile scorgere un cappellino colorato diverso dal rosso. Una marea di tifosi del cavallino invadeva qualsiasi circuito presente in calendario, indipendentemente che fosse Monza o Suzuka. Oggi, i seguaci della Formula 1 sembrano equamente divisi tra ferraristi, marea orange di Max e tifosi Mercedes. Silverstone, in particolare, è terra di conquista di Hamilton, che lascia a McLaren e Norris solo una manciata di tifosi. Con l’arrivo di Hamilton sarà logico pensare ad una migrazione dal grigio al rosso, col le casse del merchandising Ferrari a ringraziare. Anche gli sponsor saranno sensibilmente più attirati dall’idea di avere Hamilton come testimonial. Da questo punto di vista il binomio Lewis+Ferrari sembra davvero vincente sotto ogni punto di vista;

Lavorare con Hamilton sarà intrigante ed appassionante. Lo staranno pensando sicuramente tutti coloro che orbitano attorno al mondo Ferrari, dai meccanici, ai manager, agli ingegneri, al Team Principal (che, per la verità, conosce Hamilton già dal 2004). Hamilton ha il carisma dei grandi e, negli anni, grazie anche ad alcuni interventi fuori dalla pista, si è guadagnato un potere attrattivo probabilmente unico in Formula 1. Dalla sua, infatti, crediamo che possa provare a portare sotto il tetto di Maranello ingegneri e tecnici capaci di riportare la Ferrari agli antichi fasti. In più, e non ci sembra un aspetto da poco, i tecnici torneranno finalmente a lavorare con un pluricampione del mondo. Non succedeva dai tempi di Vettel. Il campione ha un trasporto diverso, le sue parole pesano di più rispetto ad un pilota che ancora deve dimostrare. L’asticella si alzerà per tutti, anche per il suo futuro compagno di squadra Charles Leclerc, che qualche mese fa dichiaro che “sarebbe stato un onore incredibile correre al fianco di Hamilton”;

I tifosi sono divisi. E non poteva essere altrimenti. Se da un lato una buona fetta del tifo ferrarista si è fatta travolgere dall’hype di avere il “vecchio nemico” tra le proprie fila, dall’altro c’è chi guarda con scetticismo a questa operazione. Hamilton, nella sua carriera, si è sempre dimostrato un avversario leale e corretto (nessuno, dopo quel Singapore, avrebbe saputo reagire con la sua signorilità) e vedere un 7 volte campione del mondo alla guida della “propria” macchina non può che creare un entusiasmo clamoroso. Facile, quindi, ipotizzare un tutto esaurito già dalla prima gara del 2025, quando le tribune, auspicabilmente, torneranno a colorarsi di rosso. Dall’altra parte, però, c’è il giusto scetticismo di alcuni. Hamilton ha già dato probabilmente il meglio di sé in termini di velocità pura. Difficile aspettarsi l’esuberanza dei primi anni in Formula 1 o l’arroganza degli anni in Mercedes. La paura, inoltre, è che Elkann, desiderando così ardentemente Hamilton, non abbia ripetuto un’operazione Ronaldo-bis, rilevatasi un autentico fallimento in termini economici;

Quando guiderà la prima volta una Ferrari, Hamilton avrà appena compiuto 40 anni. Giusto per essere chiari, solo Nigel Mansell nel Gran Premio di Australia 1994 ha vinto una gara di F1 superati gli enta. In più, Hamilton si dovrà confrontare con una macchina problematica; i problemi della Ferrari, infatti, sono noti e l’introduzione del nuovo regolamento datato 2022 non ha fatto altro che aumentare il gap con la capoclassifica, prima Mercedes e poi Red Bull. Lecito avere qualche perplessità, quindi. Noi, però, vogliamo fugare ogni dubbio: nonostante gli anni, Hamilton è ancora un pilota estremamente veloce. Lo dimostra la classifica finale dello scorso campionato: 234 punti per lui, 175 per il suo compagno di squadra, il talentuoso George Russell. La mossa dell’inglese, comunque, ci sembra essere giusta. “Date a un bambino un foglio di carta, dei colori e chiedetegli di disegnare un'automobile, sicuramente la farà rossa”, diceva Enzo Ferrari. Ecco, il sogno di Hamilton sembra essersi appena realizzato.


  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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