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Juventus Fiorentina
, 30 Gennaio 2024

Juventus-Fiorentina (2-2) - Considerazioni Sparse


Il posticipo di Serie A femminile ha visto sfidarsi Juventus e Fiorentina, le due inseguitrici della Roma capolista.

Sfida calda nel freddo di Biella, casa della Juve femminile. Sfida calda per la rivalità delle squadre, per la loro qualità e per i tentennamenti della Roma che ingolosiscono la corsa scudetto. Juventus e Fiorentina danno vita a una gara aperta e dai ritmi alti, che ha visto le viola capaci per larghi tratti di incartare le bianconere sul piano tattico, ma non in grado di resistere all'onda lunga delle ragazze di Montemurro, due volte in svantaggio e due volte capaci di riacciuffare il pari. Brillano la prestazione di Janogy, il destro riparatore di Echegini e il solito, fiabesco duello tra Boquete e Caruso.

Il tecnico viola De La Fuente prepara una ricetta semplice ed efficace per provare a violare l'imbattibilità casalinga della Juve. Difesa impostata su un blocco basso per con un doppio schermo a protezione, che limita gli spazi a Beerensteyn; ricerca sistematica delle transizioni veloci grazie alla qualità di Catena e Boquete, opzione di risalita diretta sfruttando la fisicità di Hammarlund (a sorpresa dall'inizio) e gli attacchi in profondità della nuova arrivata Madelen Janogy, all'esordio dal primo minuto in campionato. De La Fuente chiede una gara di sacrificio, dando un'impostazione reattiva alle sue ragazze non solo per difendersi ma anche per colpire una Juve scoperta a centrocampo e in difficoltà sulle preventive. I frutti si raccolgono, ma il consumo delle batterie è eccessivo per farle durare 90'. Se nel primo tempo la Fiorentina è capace di colpire due volte in verticale con Janogy (che risponde anche al pari di Grosso), nella ripresa le viola inizieranno progressivamente a faticare nell'uscita. Non è un caso che la Juve trovi il pari al 74' con la neo-entrata Echegini, poco dopo aver rivoltato l'attacco e sostituito una centrocampista per premere con ancor più forza sulle trincee gigliate;

I due gol subiti dalla Juventus rappresentano un mix di situazioni, in primo luogo due grossi errori di posizionamento da parte della difesa che prima si perde Janogy nel taglio e poi concede un contropiede elementare costringendo Bonansea a fare gli straordinari per cercare di contenere i danni.
Se in entrambe le situazioni va dato merito alla Fiorentina di aver saputo sfruttare con intelligenza gli spazi concessi -prima con l’assist di classe di Hammarlund, poi con la giocata di Boquete che ha dato il via all’azione - viene naturale porsi delle domande. La Juventus di qualche mese (o stagione) fa avrebbe preso questo genere di gol? Al di là della linea di difesa in sé, la sensazione avuta durante tutto l’arco della partita è una certa mancanza di riferimenti in fase difensiva, con una certa confusione tra chi, a centrocampo, dovesse occuparsi di aiutare la squadra a uscire dal pressing avversario e rimettere ordine nelle ripartenze. Una cosa notata meno nel secondo tempo, considerando che la Juve ha poi giocato una partita molto offensiva schiacciando di fatto la Fiorentina nella sua metà campo.

Madde Janogy è alla sua seconda esperienza in carriera fuori dalla Svezia. La prima non andò bene: il suo passaggio al Wolfsburg, nel dicembre 2019, si chiuse con una presenza nella squadra riserve, il lockdown, notti insonni e una depressione tanto covata quanto fragorosamente emersa, tale da farle dire basta per alcuni mesi al calcio. Nel suo piccolo, ha infranto un antico tabù di sportivi e non sportivi. Chiusa la stagione 2023 vincendo il campionato con l'Hammarby, ha scelto Firenze. Si è presentata con il botto: dopo l'esordio contro il Napoli e la gara di Coppa Italia contro l'Inter, ha segnato quattro reti nelle ultime due gare. Janogy sembra poter essere davvero il tassello mancante per i meccanismi della Fiorentina: attaccante strutturata, spietata sottoporta e che attacca la profondità, capace di capitalizzare la qualità nella rifinitura delle toscane. Il gol del provvisorio 1-2 ne è la rappresentazione migliore: un contropiede magistralmente innescato da Boquete, la verticalizzazione per l'inserimento di Fæge, la Juventus spaccata in due e Janogy che fredda Peyraud-Magnin. Si può fare un bel calcio anche verticalizzando il più rapidamente possibile.

Jennifer Echegini entra e decide la seconda partita consecutiva per la Juventus, sfoggiando un repertorio tecnico di tutto rispetto. Non è un caso se ad aver deciso la partita sia stata un’attaccante con caratteristiche piuttosto diverse rispetto alle tre (Cantore-Beerensteyn-Bonansea) schierate dal primo minuto. Questo fa pensare che, forse, ciò che serviva alle bianconere per sbloccare il match ed eventualmente portarlo a casa sarebbe stato l’impiego di un reparto offensivo più eterogeneo e capace di soluzioni diverse, puntando sul duo Girelli/Echegini molto prima e non puntare per 70 minuti sulla ricerca degli inneschi per Beerensteyn. L'olandese, chiusa nel traffico in mezzo e portata a cercarsi spazi sugli esterni, ha spesso finito così per svuotare l'area e facilitare il lavoro difensivo della Fiorentina, che forse ha più di un rimpianto soprattutto per il rocambolesco primo pareggio subito.


Queste considerazioni sparse sono realizzate in collaborazione con Ceretta, pagina sul calcio femminile curata da Valentina Forlin.


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