Copertina Destiny Udogie
, 30 Gennaio 2024

Destiny Udogie non ha smesso di crescere


Nonostante un cambio di ruolo, l'italiano è stato uno dei migliori in Premier League.

Il 25 settembre 2023, il Tottenham, primo in classifica in Premier League, gioca all’Emirates contro l’Arsenal. Dopo circa quindici minuti Trossard, poco prima della metà campo, apre verso destra su Bukayo Saka. In quel momento, Destiny Udogie esce forte sull’esterno inglese, cercando di anticiparlo, ma manca totalmente il pallone e prendendosi un cartellino giallo.

Per tutti i primi quaranta minuti di quel North London Derby, il duello tra Saka e Udogie, già individuato da molti come una possibile chiave tattica della partita, è quello da cui l'Arsenal produce più occasioni. Poco prima di quell'ammonizione infatti, Saka aveva già puntato Udogie, riuscendo a trovare abbastanza comodamente lo spazio per crossare su Gabriel Jesus, il cui tiro era stato bloccato miracolosamente da Vicario. Poco dopo la scena diventa ancora più inquietante: Saka esce in pressione su Udogie e lo forza a un retropassaggio frettoloso, che manda di fatto Nketiah davanti a Vicario. Altri dieci minuti e sempre da Saka, lasciato ancora con troppo spazio in area, arriva il tiro che Romero devia in porta per mandare avanti l'Arsenal. Quando Gabriel Jesus, su un pallone perso in area da Maddison manda alto il pallone del 2-0, sia il Tottenham che Udogie sembrano capire che quel pomeriggio sarà molto lungo.

In realtà, poco dopo l'errore di Gabirel Jesus, è proprio Udogie a vincere un duello aereo con Bukayo Saka, recuperando un pallone allontanato male dall'Arsenal e servendo Maddison. L'inglese prende quindi il fondo e appoggia al centro per Heung-min Son, che appoggia in porta. Da quel momento, la partita del Tottenham ricomincia da zero e con essa anche quella di Udogie. Anche grazie al lavoro dei suoi compagni in raddoppio, il duello tra Saka e Udogie comincia a riequilibrarsi, con l'Arsenal che di fatto smette di produrre da quel lato. Come dirà anche lo stesso Postecoglou dopo la partita: “L’ammonizione di Destiny avrebbe potuto complicarci le cose, ma da come ha affrontato la situazione alla fine ho pensato che fosse lui il giocatore dominante su quel lato del campo.”

Di quella partita, Udogie ha parlato in un’intervista a The Athletic di alcune settimane dopo, spiegando bene come abbia dovuto adattare il suo modo di difendere al fatto di giocare con un’ammonizione: “[Dopo il giallo] mi sono detto di stare calmo e non cercare il contrasto per primo ma di aspettarlo.” Stando alle sue stesse parole, il duello con Saka è stato proprio quello che lo ha messo maggiormente in difficoltà – un’affermazione forte visto che ha affrontato anche giocatori come Foden, Bernardo Silva e Salah – soprattutto per, spiega lui, “il modo in cui ti attacca e protegge la palla.” Il fatto che da quel duello Udogie sia uscito integro e con una prestazione in sostanziale crescendo ci mostra molto chiaramente anche la sua capacità di reagire agli imprevisti e sfruttarli a proprio favore.

Più o meno tutto il percorso di Destiny Udogie al Tottenham si può leggere in quest’ottica. Quando il Tottenham aveva annunciato il suo acquisto, infatti, era l’estate del 2022 e la scelta di puntare su di lui per l’anno successivo sembrava parte del piano ideale per mettere in mano ad Antonio Conte il miglior giovane esterno a tutta fascia in circolazione. Anche per questo motivo, con il licenziamento di Conte nella primavera 2023, il futuro di Udogie a Londra poteva già sembrare compromesso.  

L’arrivo di Ange Postecoglou – la cui difesa a 4 è stata sostanzialmente una costante di tutta la carriera – a Londra sembrava già incompatibile con lo stile di gioco di Udogie, tanto che più di qualche voce lo voleva rientrante in Italia con la coda tra le gambe. In realtà, praticamente dal primo giorno di lavoro, Udogie è diventato imprescindibile per il manager australiano: “Il giorno che sono arrivato,” dice Udogie, “mi ha chiamato per dirmi che ero un giocatore chiave per lui e mi ha spiegato cosa voleva da me.”

Ma cosa vuole Postecoglou dall'italiano? La risposta arriva già dalle primissime partite del Tottenham di Postecoglou: Udogie viene usato come terzino invertito, andando a costituire con l’altro esterno, Pedro Porro, e con il mediano Bissouma, la seconda linea di costruzione degli Spurs. Nella stessa intervista, Udogie sottolinea la grande differenza tra il ruolo di esterno occupato a Udine e quello di falso terzino in cui si è trovato a Londra: “Giocando a centrocampo devi sapere cosa succede dietro di te, devi essere pronto quando ricevi il pallone e devi sapere cosa c’è davanti e dietro di te. All’inizio stavo molto più largo ma gradualmente mi sono trovato più sicuro anche dentro il campo.”

Costruzione del Tottenham: Romero, Vicario e van de Ven costituiscono la prima linea mentre Destiny Udogie e Pedro Porro occupano i mezzi spazi al fianco di Bissouma.
Udogie e Pedro Porro stringono dentro il campo, formando una costruzione 2+3 che diventa 3+3 con il coinvolgimento di Vicario.

Quello che si nota più immediatamente del gioco di Udogie, anche tenendo a mente le sue parole, è che in questi mesi a Londra ha rapidamente sviluppato una grande varietà nel suo gioco; la maggiore percezione del campo intorno a sé si è tradotta in un bagaglio tecnico che si è quasi istantaneamente espanso nonostante i pochi mesi di lavoro con Postecoglou.

Il percorso fatto dall’italiano è quello ormai naturale di un esterno ad alti livelli, specie se dotato dei suoi mezzi atletici: stringere dentro il campo e diventare uno strumento per la progressione del pallone non più solamente con le conduzioni, ma anche con i passaggi. Secondo i dati di FbRef, Udogie ha visto tutti peggiorare tutti i suoi dati sulle conduzioni progressive – sia in generale che negli ultimi 30 metri e in area – ma ha anche visto crescere sensibilmente tutti quelli sui palloni toccati, sui passaggi tentati in generale e sui passaggi progressivi.

Se però i numeri sembrano quasi suggerirci un giocatore quasi riflessivo, è bene notare che Udogie non ha perso la sua esplosività; anzi, per paradosso, la maggiore variabilità del suo gioco ha reso le sue corse più efficaci e risolutive. Per esempio, il primo assist che offre in Premier League arriva con una sovrapposizione interna che apre la traccia verticale a Perisic. Udogie, infatti, riceve praticamente sulla bandierina del calcio d’angolo e da lì rientra in conduzione dentro il campo, anche sfruttando la passività del suo diretto avversario che, essendo un centravanti in ripiegamento, probabilmente non si sente di voler affondare l’intervento.

Nel momento in cui Udogie entra dentro l’area, davanti a sé ha Son che occupa il corridoio centrale e gli si fa incontro per aprire la linea di passaggio. Qui si rivede una giocata più convenzionale del classico esterno da 3-5-2 italiano: l’uno-due veloce con il giocatore che viene incontro. Udogie scarica su Son e attacca la linea di fondo, recuperando miracolosamente l’appoggio sbagliato dal coreano e mettendo una palla fortissima e tesissima verso il centro dell’area. Un tipico cross da-quinto-a-quinto che però trova sul lato opposto Kulusevski, che appoggia comodo in porta.   

Il cambio di interpretazione, insomma, non ha cambiato lo stile di gioco di Udogie. Nonostante le maggiori responsabilità con il pallone, l'italiano vuole ancora giocare il pallone in modo minimale e istintivo, cercando quei già citati uno-due con cui era solito costruirsi il campo da attaccare a Udine.

Proprio l'attacco dello spazio sembra l'aspetto che è cambiato meno del gioco di Udogie. Per esempio, nel gol che segna a metà dicembre contro il Newcastle, il suo primo in Premier League, riceve comodamente tra le linee, ha tutto il tempo di vedere il ripiegamento di Almiron, e orientare lo stop in modo da girargli intorno con il primo tocco, mettere la gamba destra a creare separazione e usare la sinistra per recuperare il controllo. Il terzo tocco, di fatto, è già l’apertura su Son.

Quello che succede dopo, però, è la perfetta sintesi tra il movimento a chiudere tipico degli esterni del 3-5-2 e la sua posizione da terzino invertito: Udogie stringe la sua traiettoria di corsa, scappa dietro ad Almiron e a Bruno Guimaraes e attacca l'area, trovandosi a occupare la zona aperta dal mancato taglio di Kulusevski, nei fatti proprio sulla traiettoria del cross di Son, che nel frattempo aveva preso il fondo. A quel punto, la palla del coreano è talmente forte che Udogie non ha il tempo di coordinarsi per appoggiare in porta, decide quindi di scansarsi ma il pallone semplicemente gli sbatte addosso ed entra in porta.  

In questi sei mesi si sono visti tantissimi miglioramenti nel modo in cui Udogie gestisce il pallone, nonché un’evoluzione chiara non tanto nell'esecuzione delle giocate quanto nella loro funzionalità. Udogie è ancora il giocatore esplosivo di Udine ma è anche più maturo nelle scelte, significativo se si considera che questa evoluzione è avvenuta nello spazio di un semestre e poco più.

Postecoglou ha lavorato molto sulle qualità di Udogie ma anche sul contesto che il 2002 di Verona ha attorno a sé. Il giallo rimediato contro Saka nel North London Derby di settembre è un singolo caso di un problema sistematico, ossia che Udogie rimane un giocatore in sofferenza quando isolato contro gli esterni avversari. Per questo motivo, il tecnico australiano ha sempre avuto cura di disporre una copertura sistematica sulla sinistra difensiva del Tottenham, mettendo sempre l’esterno di parte – in quel derby Johnson, altre volte Son o Richarlison – a schermare la linea di passaggio diretta e chiedendo a Bissouma un lavoro costante di supporto quando Udogie è costretto ad affrontare un duello.

A livello statistico, Udogie sta tenendo delle medie migliori di quelle mantenute nell'Udinese nei contrasti vinti nel terzo difensivo (1.92 vinti per 90' contro 1.40) e in quello offensivo (0.41 contro 0.17); è migliorato nel volume di palloni intercettati (1.38 conto 1.20) e di palloni allontanati (3.05 contro 0.83). Inoltre, l'aggressività dell'italiano è incredibilmente utile per assecondare il pressing ultra-intenso di Postecoglou: proprio da un recupero alto, contro il Burnley, è arrivato il suo secondo assist stagionale.

Ovviamente l'aggressività di Udogie non è sempre un vantaggio: in alcune occasioni, l'ingenuità che contraddistingue un ragazzo di 21 anni si nota. Un esempio del caso è la partita contro il Chelsea del 6 novembre 2023: Udogie si fa espellere per due interventi decisamente rivedibili su Raheem Sterling.

Il primo, al quarto d’ora e sull’1-0 per gli Spurs, è una scivolata molto irruenta, portata con entrambi i piedi e che, pur riuscendo bene, gli costa un cartellino giallo: se il suo avversario non avesse tolto la gamba, sarebbe anche potuto essere un rosso diretto.

Sul secondo intervento, che invece arriva sull’1-1 ma con il Tottenham già in dieci per il rosso a Romero, Udogie commette un errore ancora più grossolano, specie considerando che segue una giocata molto bella. Su una transizione negativa tre-contro-due, l'italiano riesce ad anticipare il passaggio di Sterling per Cole Palmer ma non a controllare il pallone, che torna verso Sterling. Qui Udogie, forse in uno slancio di overconfidence, prova anche a recuperare completamente il possesso lanciandosi in una scivolata disperata e colpendo il solo Sterling.

Quella di Udogie è stata un'entrata tanto ambiziosa nelle sue idee quanto irrealizzabile all'atto pratico. Lui stesso se ne rende conto quasi subito, lanciando un urlo e mettendosi le mani in testa prima ancora che Michael Oliver arrivi per sventolargli il secondo giallo in faccia. Lo sconforto di Udogie si vede chiaramente anche nel modo in cui prima rifiuta l'aiuto dell'arbitro per rialzarsi e poi uscendo, consolato da Reece James e Son, si picchietta la tempia sinistra come a dirsi di usare la testa.

Le critiche arrivate a Udogie dopo quella partita sono state pesanti: Gary Neville, sempre molto duro con gli altri, definirà "stupido" il suo intervento, ricalcando anche sul fatto che, se Sterling non avesse tolto la gamba sulla sua entrata, probabilmente Udogie avrebbe potuto rompergliela, che è stato fortunato a non essere stato espulso per quell’intervento. Ovviamente, a corredo delle critiche si sono accompagnati anche i tipici insulti razzisti che accompagnano gli errori dei giocatori neri.

Udogie ha mostrato di essere molto autocritico nel commentare quel suo errore, ma in quel momento ha trovato anche un supporto evidente sia dai suoi compagni che da Postecoglou stesso. Da quella partita, persa 4-1 e funestata dagli infortuni di Maddison e van de Ven, il Tottenham, pur con fatica, è riuscito a riprendersi anche grazie all’ambiente costruito dal tecnico australiano.

Questo è forse il fatto più paradossale. Udogie, nonostante si sia trovato in dei contesti molto esigenti, quali la Premier League e il Tottenham, ha visto riporre in sé molta più fiducia di quanta, per esempio, ha ricevuto dalle nazionali giovanili italiane. Paolo Nicolato su tutti lo ha sempre considerato un giocatore di secondo piano e le poche volte che gli ha dovuto dare spazio, ha finito per scaricarlo praticamente al primo errore commesso, come avvenuto all’Europeo Under 21 della scorsa estate, quando una sua palla persa in area aveva portato al gol del 2-1 della Francia nella gara inaugurale e di fatto spinto il CT a metterlo in panchina per le altre due partite.

I sei mesi che dividono quell'Italia-Francia da oggi sono sei mesi che dividono un giocatore considerato non adatto a giocare ai massimi livelli internazionali di una competizione giovanile da un giocatore tra i migliori del campionato più difficile del mondo. In questi sei mesi, Destiny Udogie è cresciuto a vista d'occhio, ha visto il suo gioco cambiare radicalmente e si è adattato senza problemi. Quanto lontano potrà ancora potrà crescere non lo sappiamo, ma vedere il suo talento articolarsi davanti ai nostri occhi non può che regalarci gioia.

  • Nasce a Roma nel 1999. Chimico e tifoso di Roma e Arsenal, dal 2015 scrive di calcio inglese e dal 2022 conduce il podcast Britannia. Apprezza i calzettoni bassi e il sinistro di Leo Messi.

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