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Salernitana Roma
, 29 Gennaio 2024

Salernitana-Roma (1-2) - Considerazioni Sparse


Una brutta Roma porta a casa 3 punti fondamentali per il morale dalla trasferta contro la Salernitana.

Nel primo tempo con la Salernitana, la Roma fa la partita perfetta per cadere nella rete di Inzaghi, che presenta un 11 compatto, schierato 5-4-1 in fase di non possesso e volto a minimizzare i rischi. I giallorossi tengono quasi sempre il possesso (chiuderanno a 73% i primi 45') ma l'incapacità aprire spazi nel muro granata e far girare il pallone veloce lo rende del tutto sterile. I tanti, troppi, errori nella circolazione fanno guadagnare fiducia alla Salernitana, che cresce nel corso dei minuti e prova a ripartire con più frequenza, tanto da risultare l'unica squadra ad aver creato qualcosa davanti in una prima frazione piena di errori tecnici e ben poco piacevole da guardare.

La ripresa sembra seguire lo stesso spartito, ma dopo 5' un ingenuo fallo di mano di maggiore fa da spartiacque al match: al primo tiro, un rigore del glaciale Dybala, la Roma è avanti. Il gol regala il sorriso e maggiore convinzione alla Roma, che inizia a mostrare qualche sprazzo incoraggiante di calcio come quello di una settimana fa con il Verona. L'illusione dura poco, ma porta in dote una bella azione sulla catena di destra culminata con il tap-in di Pellegrini che vale lo 0-2, spazzato via qualche istante dopo dal gol di Kastanos che a difesa schierata viene dimenticato nel cuore dell'area. Nel consueto saliscendi emozionale tornano i fantasmi e il baricentro si abbassa pericolosamente nel generoso assedio finale della Salernitana, che però non porta frutti.

Paulo Dybala scende in campo con le infradito, si aliena spesso al gioco e si concede anche l'insolito lusso di perdere qualche pallone sanguinoso; però alla fine in un match così grigio è lui a determinare, prima con il rigore e poi con l'illuminante tacco che apre la traccia per il 2-0. Il tanto vituperato Lorenzo Pellegrini mostra grande maturità nel cambiare spartito e si adatta ad una gara in trincea, in cui prende tanti colpi, fa parecchie cose utili e trova anche la seconda marcatura consecutiva. Il migliore a conti fatti è però Llorente, che nel finale prende il timone in mano e calamita ogni pallone che piove nell'area giallorossa. Deludenti invece El Shaarawy e un Lukaku versione fantasma, che riemerge dalle tenebre solo per esaltarsi nella zuffa finale tra Salernitana e Roma.

Per quanto fatto vedere in campo, la Salernitana avrebbe meritato almeno di uscire dal terreno di gioco con un pari contro la Roma. Con tante assenze e una difesa palesemente da rifondare, va reso merito a Inzaghi di aver proposto un 11 ben organizzato e determinato, che avrebbe forse potuto osare qualcosa di più nella prima frazione. I granata non possono prescindere dalla qualità di Candreva e di Kastanos (che dal suo ingresso ha seminato il panico negli spazi tra difesa e centrocampo della Roma): per lottare fino alla fine dovranno dotarsi di un numero 9 che possa portare in dote gol e qualità associative migliori di quelle del povero Simy. In casa già ci sarebbe, ma bisognerà far chiarezza al più presto sul suo futuro.

Che De Rossi non avesse la bacchetta magica -del resto anche il predecessore in casa Roma dichiarava di non essere Harry Potter - già si sapeva, e i problemi della squadra oggi sono apparsi evidenti. Gli va però riconosciuto il coraggio di portare avanti le sue idee, proseguendo con la linea a 4 che nel medio termine sembra più congeniale alla conformazione della rosa, mantenendo comunque una buona dose di pragmatismo. Anche nei momenti di difficoltà i giocatori sono riusciti a mantenere la barra dritta senza mai sfiduciarsi, e chissà se a questo non abbiano contribuito le sue parole di forte supporto nei confronti della squadra e della sue qualità. La ricetta per continuare a lavorare sembra averla ben chiara, di certo 6 punti in 2 partite sono un buon viatico, almeno dal punto di vista del morale. Buona navigazione.

  • Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore.
    Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali.
    Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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