
Verona-Frosinone (1-1) - Considerazioni Sparse
Al rigore di Suslov e all'approccio del Verona rispondono la qualità di Kaio Jorge e l'orgoglio del Frosinone.
Al Bentegodi lo scontro salvezza che ha visto fronteggiarsi Verona e Frosinone termina in pareggio (1-1). Le due squadre hanno giocato una partita vivace e godibile sia sotto il punto di vista dell’intensità che delle occasioni create, con un risultato che rispecchia i valori visti in campo. La situazione in classifica rimane dunque poco invariata, col Frosinone che rimane a +5 sulla diciottesima posizione
occupata proprio dal Verona, insieme a Udinese e Cagliari a quota 18 punti.
Entrambi gli allenatori hanno stupito nel pre-gara effettuando numerose modifiche rispetto a quanto ci si aspettava dalle probabili formazioni. Baroni schiera dal primo minuto Serdar in mediana spostando Folorunsho sulla trequarti e lancia il neo-arrivato Noslin; inoltre, torna dalla squalifica rimediata nella partita contro l’Inter Darko Lazovic. Tra le file dei ciociari, invece, Kaio Jorge vince il ballottaggio con Cheddira. A supporto del brasiliano, Di Francesco sceglie il recente acquisto Seck insieme a Soulé. Infine, date le defezioni, il tecnico abruzzese adatta da terzini Gelli e Brescianini.
Nel corso del primo tempo il Verona sembra più convinto sia nella fase di possesso che nella fase di non possesso. Grazie ad un pressing aggressivo ed efficace, infatti, riesce a fraseggiare maggiormente rispetto al Frosinone e a non non concedere occasioni. Ad ogni modo, gli scaligeri faticano a trovare tiri realmente pericolosi per buona parte della prima frazione di gioco. Al minuto 34, però, in seguito ad un pasticcio targato Barrenechea-Bourabia, Noslin riesce a guadagnarsi un prezioso rigore non trasformato in rete da Duda. Il suo tiro infatti risulta debole e prevedibile con la partita che rimane momentaneamente in pareggio. Tuttavia i padroni di casa sono bravi a non calare di intensità dopo l’errore e sugli sviluppi di corner Bourabia concede nuovamente un tiro dal dischetto agli uomini di Baroni dopo un tocco col braccio. Ad incaricarsi della battuta stavolta è Suslov che batte l’estremo difensore dei giallazzurri sbloccando il risultato.
Il secondo tempo vede invertire l’inerzia del match con il Frosinone che sale in cattedra e comincia a macinare occasioni e a trovare subito il gol del pari: dopo dei tiri centrali dalla media distanza terminati tra le braccia di Montipò da parte di Ghedjemis ed Harroui, ad entrare nel tabellino dei marcatori è Kaio Jorge che devia in rete il suggerimento arrivato su sviluppi di corner di Barrenechea. Per il brasiliano è la terza marcatura stagionale. In seguito al tentativo in estirada di Henry al sessantacinquesimo (gran parata di Turati) la partita si stanzia sull’1-1 con entrambe le formazioni che sciupano il match point a pochi minuti dal triplice fischio sempre con l’attaccante francese e con Cheddira.
Baroni si porta a casa da questa partita la consapevolezza che dispone di un gruppo coeso e compatto che di certo non tira indietro la gamba pur di salvarsi nonostante il contesto societario proibitivo.
Nonostante ciò, il solo punto guadagnato non smuove la classifica in maniera significativa e il Verona conferma l’estrema difficoltà nel calciare i rigori (è la squadra che ne ha sbagliati di più in Europa). Anche Di Francesco può trarre aspetti positivi ed altri negativi dai novanta minuti appena conclusi: se è vero che perdere oggi avrebbe portato grattacapi sicuramente maggiori ai canarini, non è da ignorare come negli ultimi 9 incontri in Serie A il Frosinone abbia racimolato soli 5 punti.
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