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Lazio Napoli
, 28 Gennaio 2024

Lazio-Napoli (0-0) - Considerazioni Sparse


Lazio-Napoli è stato, per la gran parte del suo svolgimento, un trattato sul legame esistente tra il calcio e la noia.

In una delle sue opere più conosciute, il filosofo latino Lucio Anneo Seneca discute col suo discepolo Paolino della presunta brevità della vita, dando la sua chiave di lettura in una delle sue citazioni più abusate: "Non exiguum temporis habemus, sed multum perdidimus", invogliando così il lettore a non sprecare la sua vita in occupazioni inutili. Proprio nella sua Roma oggi migliaia di persone hanno deciso di sprecare il loro tempo, radunandosi nella vana speranza di vedere del calcio giocato. Calcio che, tranne che per pochi momenti, sul campo dell'Olimpico tra Lazio e Napoli non c'è mai stato;

Da una squadra che affida le chiavi della "costruzione" (se così si può dire...) a Diego Demme - uno che fino a un mese fa era sulla porta d'uscita del centro sportivo di Castelvolturno e tornato d'improvviso fondamentale tra infortuni, tornei internazionali e mercato frettoloso in uscita e lento in entrata - non ci si può aspettare granché: Mazzarri ha scientemente deciso di alzare le barricate e dar vita a una partita brutta, sporca, cattiva, di trincea se si può utilizzare una metafora bellica. Un canovaccio già visto contro l'Inter, ma che all'Olimpico ha se possibile estremizzato la volontà di non prenderle, occupandosi di curare un'unica fase di gioco;

Una partita che non si schioda da un pari già scritto che, in ottica Champions, non serve a nessuna delle due squadre: se possibile però, tra le due è la Lazio a masticare più amaro per il risultato maturato. Una Lazio che poteva contare, oltre che sul fattore campo, anche su un avversario privo di 9 calciatori tra infortuni, squalifiche e Coppa d'Africa. Se Mazzarri, dunque, poteva inventarsi ben poco e anzi trova un punto importante, la Lazio si è invece lasciata imbrigliare troppo facilmente, andando troppo spesso a sbattere contro il muro di maglie nere eretto dai partenopei;

Ai punti quindi ha fatto più la Lazio: se infatti il Napoli ha tenuto tantissimo il pallone per anestetizzare il gioco, ottenendo percentuali di possesso palla superiori al 60% che però hanno prodotto la bellezza di zero tiri in porta; la Lazio si è molto saltuariamente affacciata dalle parti di Gollini, senza però neanche sporcare i guantoni dell'ex Atalanta. La migliore occasione, infatti, è stata un gol da premio Puskas di Taty Castellanos, annullato per posizione di fuorigioco. Troppo poco insomma persino per recriminare per la mancata vittoria;

Un tardo pomeriggio insomma in cui a mancare è stato il calcio giocato: perché, per quanto è vero che si può giocare a calcio in maniera diversa, quando i due portieri non sporcano mai i guantoni viene quasi da dispiacersi per i tifosi che hanno persino pagato il biglietto. Due squadre in crisi, di identità e di risultati, che lamentano assenze importanti in ruoli chiave che, oggi, si sono fatte sentire pesando come un macigno. Di positivo resta il punto portato a casa, che fa morale ma purtroppo non fa classifica.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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Un estratto dell'articolo su Maurizio Zamparini che trovate nel nostro magazine.
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